Biella - Il trimestrale della Rivista Biellese

Con il primo numero del 2021 la rivista compie venticinque anni

Il numero di gennaio della  trimestrale “Rivista Biellese” inizia   con un toccante scritto di don Angelo Stefano Bessone a ricordo dei dieci anni dalla morte di Sergio Trivero, uomo di cultura, collezionista delle acquasantiere domestiche ( grazie al suo impegno  e alla sensibilità degli organizzatori, la collezione non è andata dispersa, oggi si può ammirare    nel Museo della Sacralità nell’oratorio San Rocco in frazione Livera di Pettenengo – Biella)  grande studioso sulla pietà popolare. Il 2021 è poi  l’anno che ricorre anche il centenario della Fondazione del Partito Comunista avvenuto a Livorno nel gennaio 1921, Giuseppe Paschetto, nel suo articolo inizia ad analizzare il grande evento politico alla luce del dibattito sfociato nel partito socialista biellese su finire del 1920.

Melania Sereno, “ I suoni della natura”, fornisce un esempio di monitoraggio acustico passivo in un aerea all’interno del territorio Biellese, della Riserva delle Baragge. Carlo Dezzuto,  analizza l’intervento che sant’Alberto di Vercelli operò sul capitolo dei canonici di Santo Stefano in Biella avvenuto nel 1194 per regolare la vita comunitaria. Il santo fu una figura di primo piano in ambito sia religioso che politico. La sua vita terrena  terminò in Terrasanta  ucciso da un chierico.

Una delle figure storiche che  non si  ricorda, mai abbastanza , è il minatore di Sagliano: Pietro Micca per il gesto eroico che compì tra il 29 e il 30 agosto del 1706 (immolando la propria vita) per l’esplosione nelle gallerie della Cittadella di Torino per impedire  l’invasione delle truppe francesi  e salvare la città di Torino dall’occupazione. Riccardo Quaglia,    ci ricorda, che all’inizio del Novecento, in un clima di celebrazioni degli eroi nazionali, Pietro Micca compare come protagonista o comprimario in tre pellicole oggi totalmente o parzialmente disperse. Un primo film  si parla di una lunghezza di circa trecento metri di pellicola (pari a una durata di poco più di una decina di minuti, lo standard di quegli anni ) fu realizzata dalla Ambrosio di Torino nel 1907 con il semplice titolo Pietro Micca  e se ne sa davvero poco - scrive  sempre nell’articolo Riccardo Quaglia- perduto come la maggior parte dei film all’inizio del secolo non si conoscono ne registi ne interpreti.

Federico Zorio, affronta con un interessante studio - a poco più di un secolo dalla spedizione di Fiume  capeggiata da Gabriele d’Annunzio -, la partecipazione del Biellese Giulio Caucino all’impresa fiumana. Giulio Caucino, nativo di Biella il 22 ottobre del 1895  per partecipare all’impresa di Fiume indette una raccolta fondi:  , che però nella città biellese, non trovò molto successo, con lui all’evento  parteciparono una decina di conterranei.Nell’Ottocento l’aumento dei decessi repentini per apoplessia e catalessi divenne fonte di apprensione Massimiliano Franco , ci parla di questo timore di questo fenomeno della morte parente e di essere sepolti vivi. Nell’appuntamento della recensione viene presentata la pubblicazione di Giuseppe Anice “Ero di Nessuno” Edizioni Effigi. Un’altra recensione tratta è quella al bel volumetto di Casimiro Debiaggi, dedicato al valsesiano ” Giovanni Pompeo Mainoldo:la riscoperta di un maestro del Barocco Piemontese” edito dal DocBi.

Nella rubrica “in cucina” di Mina Novello ci parla del frutto che in questi anni è stato riscoperto “I cachi” , frutto originario dell’estremo Oriente , arrivò in Italia attorno il 1880, ma alcuni sostengono che in Piemonte sia giunto vent’anni prima, portato come souvenir dai soldati del generale biellese:”Alfonso Lamarmora di ritorno dalla guerra di Crimea. Si apprende che è un frutto che insegna la pazienza. Oggi ne avremmo veramente tanto, ma tanto bisogno.

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Articolo pubblicato il 25/02/2021