Boxe: Addio a Marvin Hagler, uno dei più grandi pugili di sempre

Muore a 66 anni il pluricampione mondiale dei pesi medi "The Marvelous" Marvin Hagler

Ci ha lasciato a soli 66 anni un gigante della Boxe, il pluricampione del mondo Marvin Hagler. 

Morto a Bartlett, nel New Hampshire, lascia un grande vuoto.

Il suo stile pugilistico ha ispirato migliaia di pugili. Caratteristica di Hagler fu quella di poter combattere indifferentemente sia in guardia destra che in guardia sinistra, cambiandola spesso durante il match allo scopo di confondere l'avversario: in entrambe le guardie esibiva uno stile impeccabile, tanto da meritarsi l'appellativo di "Meraviglioso".

"Re dei pesi medi", e campione mondiale della categoria unanimemente riconosciuto dall' '80 all' '87.

Durante la sua luminosa carriera ha sconfitto tutti i più forti, si è scontrato con autentiche leggende del calibro di: Leonard, Duran, Hearns, Minter, Roldàn e Mugabi.

Hagler nasce nel il 23 maggio 1954 a Newark nel New Jersey, dove cresce allevato dalla sola madre. Più tardi, nell'estate del '67 si trasferiranno a Brockton, nel Massachusetts, città natale di Rocky Marciano. E sarà proprio quì che nascerà la leggenda del pugilato degli anni '80. Inizia a muovere i primi passi, o meglio, i primi pugni, nella palestra dei fratelli Petronelli. Sarà quì la fonte della sua forza e della sua particolarità pugilistica, unendo la potenza fisica degli afroamericani con la tecnica e la resistenza tipica dei grandi pugili italiani. 

All'Italia infatti lui sarà perennemente legato. Tanto da vendicare la morte del pugile Jacopucci, andando a sfidare (nel 1980) direttamente in Inghilterra il suo carnefice, Alan Minter. Famosissimo l'incontro con lui, dove oltre a togliergli il titolo mondiale gli farà volare persino il paradenti, umiliandolo davanti ai suoi connazionali inferociti.

Ma quella di Minter non è l'unica umiliazione fatta subire dal "Meraviglioso". La sua superiorità tecnico-fisica avrà la meglio su uno sbruffone come Hamani, il quale qualche ora prima del Match prese a pugli la sagoma di Hagler deridendolo, per poi venire buttato fuori dal ring da quello vero. O quando ridusse ad uno "zombie" fra le corde un campione del calibro di Hearns. Per non parlare del Match del secolo con Leonard, finito con uno Sugar Ray quasi ipovedente da un occhio.

Con Hagler non si poteva scherzare, la sua forza unita alla volontà ha dato filo da torcere a molti pugili. Lo sanno bene boxer del calibro di Mugabi, distrutto per KO dal "meraviglioso". Tuttavia la sua metodica quasi meccanica nei movimenti si univa ad una grazia quasi artistica nel portare i colpi. Quel che impressiona ancora oggi, a distanza di anni, è la velocità con cui combatteva; appariva come un fulmine divino sceso dal cielo per castigare i suoi sfidanti. 

Questa sua determinazione nel voler abbinare allenamento e vittoria a tutti i costi, ispirerà la figura di Clubber Lang (interpretato da Mr. T), il quale sfiderà un Balboa "imborghesito" e rammollito dal successo nella pellicola di Rocky III.

La sua scalata verso il successo sarà una vera e propria corsa in salita. Hagler, dopo una brillante carriera da dilettante(campione nazionale USA), nel '73 diviene professionista, sfidando e battendo tutti i pugili della leggendaria città di Philadelphia. "Il meraviglioso" divenne così il numero uno degli sfidanti per il titolo mondiale di Pesi Medi. Sarà il 30 novembre del 79' che a Las Vegas Hagler sfiderà il campione in carica, Vito Antuofermo.

A detta del "Meraviglioso", quello sarà uno degli incontri che gli daranno più soddisfazione, nonostante la superiorità tecnica di Hagler, la grande simpatia che nutriva per gli italiani, reputati da lui suoi Maestri, gli farà dire che Antuofermo è stato l'unico avversario degno di Lui. Infatti, quell'incontro sarà uno dei pochissimi nella sua carriera a finire in pareggio; parirà grazie alla quale Antuofermo manterrà il titolo mondiale, anche se dopo il Match sarà costretto a sottoporsi a ben settanta punti di sutura per le ferite riportate.

Durante e dopo la carriera pugilistica Hagler girò alcuni spot pubblicitari. In seguito si trasferì nella terra che lui amava, l'Italia.

A Rozzano, in Lombardia, visse molti anni, ed intraprese la carriera di attore. In particolare interpretò il personaggio di un marine nei film Indio e Indio 2. Nel 1997 recitò al fianco di Terence Hill nel film Potenza Virtuale.

Hagler svolse anche il ruolo di commentatore tecnico di boxe per la televisione britannica. Nel 2000 ha anche partecipato ad una puntata del programma Premiata Teleditta e nell'estate del 2009, insieme ai ragazzi della Sportforma Boxe di Torino recitò la parte del narratore protagonista del documentario "Il Cinema sul Ring", prodotto da SkyCinema, dove raccontò la relazione tra il pugilato e il mondo del cinema. 

Grande tifoso della Sampdoria, si appassionò alla società "blucerchiata" perchè, a detta sua, rivide se stesso nella grande squadra di Vialli, Mancini e Gullit, inizialmente sottostimata e poi consacrata nell'olimpo dei campioni.

Hagler diceva di essere italiano in tutto, dall'amore per il calcio al suo stile pugilistico. L'unica cosa che lo manteneva americano era la sua "cattiva" abitudine a mettere il ghiaccio nel vino rosso.

A fine inverno del '21 ci lascia un campione leggendario, ma di lui rimangono le sue gesta immortali nello sport e le sue grandi qualità umane, fatte di volontà, costanza e dedizione.

 

 

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Articolo pubblicato il 15/03/2021