Sanremo (IM) - Lettera aperta di Giuliana Tofani Rossi al Ministro del Lavoro

Nulla, o quasi, di quanto stabilisce la Costituzione viene attuato

La nostra affezionatissima lettrice ci ha inviato, in occasione della festa di San Giuseppe, questo prezioso contributo, riflessione e considerazione sull'attuale e persistente crisi occupazionale e pensionistica del nostro (?) Paese.

 

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Ministro Orlando,

oggi,  19 marzo è San Giuseppe, patrono  dei lavoratori.

 

Dante Alighieri, più di  700 anni fa scrisse:  

 

«Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!»

 

Egli paragona l’Italia, ridotta in schiavitù e sofferente, a una nave, senza timoniere nel pieno della tempesta. L'Italia non più dominatrice delle provincie dell’Impero Romano,  ma luogo di prostituzione!  Questa descrizione  mi pare  valida  anche per i nostri giorni. Se Dante Alighieri fosse tra noi,  sarebbe, a dir poco,  inferocito.

 

Secondo la nostra bella Costituzione, l’Italia,  che è una repubblica democratica fondata sul lavoro deve:

 

a) riconoscere a tutti i cittadini il diritto al lavoro,

 

b) promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto,

 

c) tutelare il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni,

 

d) riconoscere la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale.

 

Nulla, o quasi, di quanto stabilisce la Costituzione viene attuato. Nella repubblica fondata sul lavoro i nostri giovani, devono emigrare perché la disoccupazione giovanile è altissima. La Patria offre loro solo  lavoretti a termine, anche di  pochi giorni,  e sottopagati. Per contro l’Italia è invasa da clandestini chiamati “migranti”. Con una  ipocrisia di fondo,  la sinistra  viene considerata “buona” perché predica l’accoglienza e la destra  cattiva perché  difende le leggi.  La sinistra, che è tanto buona,  ha costruito un gigantesco affare economico sulla pelle dei migranti e, in danno dell’economia italiana.

 

E adesso,  Signor  Ministro parliamo di INPS, una delle  grandi opere create dal Fascismo e distrutte dalla repubblica democratica  fondata sul lavoro. L'Istituto,  nato nel 1933, si chiamava “Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale”. Allora si occupava, come è giusto che sia,  solo delle prestazioni pensionistiche dei lavoratori inscritti, in nome e per conto dei  quali, obbligatoriamente, viene traferita una grossa parte  dello stipendio.

 

Oggi i  contributi  per i lavoratori dipendenti ammontano, in media, al 33 per cento dello stipendio lordo.  Per i lavoratori in proprio, le percentuali sono un poco più basse, ma sempre importanti.

Lo sa Signor Ministro quanti anni ci vogliono per maturare il diritto alla pensione? VENTI,  20 anni. In assenza di questa anzianità contributiva, non si ha diritto alla pensione e neppure alla restituzione di quanto versato.

In nessun altro paese della Terra i contributi lavorativi sono così alti e senza diritto alla restituzione per chi non matura la pensione. Questa è una "anomalia" della repubblica democratica fondata sul lavoro e  dirò quali sono i motivi.

 

1) vengono sottratti i contributi dei lavoratori per trasferirli nelle posizioni assicurative di chi è in "aspettativa per cariche sindacali" e in "aspettativa per cariche elettive". Sul sito INPS c'è scritto contributi figurativi, ma si legge furto di  contributi.

 

2) Lo stato ha delegato all'INPS la gestione di tutte le pensioni assistenziali come pensione sociale,  pensione di invalidità,  indennità di accompagnamento, ecc.,  nonché il  reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza. Poiché l'Istituto svolge un lavoro per conto dello stato, dovrebbe  essere risarcito per il lavoro svolto.  Invece è l'INPS che risarcisce i CAF per ogni domanda di pensione che ricevono.

Affidare la Presidenza INPS a Pasquale Tridico,  padre del reddito di cittadinanza,  mi sembra un insulto ai lavoratori. 

 

3) Legge n.252 del 1974, meglio  conosciuta come legge Mosca (sindacalista CGIL),  ha dato la pensione a circa 40.000 lavoratori in nero  a cui partiti politici e sindacati non avevano versato i contributi. 

 

4) Gli infoibatori che hanno ucciso decine di migliaia di italiani,  con stupri e violenze disumane, sono stati premiati con la pensione di guerra pagata dall'INPS. Qualcuno  ha voluto che la militanza nell'esercito di TITO fosse riconosciuta come servizio militare per la liberazione dell'Italia.

 

Parafrasando una bellissima poesia del mio corregionale Dante Alighieri, in riferimento alla sinistra dico:

 

Tanto gentile e tanto onesta pare. Si, pare onesta, ma non lo è.!!!!

 

Dott. Orlando, Lei  è il nuovo Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e sarebbe compito Suo adottare una politica di trasparenza all'interno dell'INPS e mettere in atto tutte le azioni previste dalla legge,  per far si che i contributi siano utilizzati unicamente per gli scopi per i quali sono stati versati.

 

Sarebbe compito Suo, signor Ministro, però , Lei  proviene dalla parte che ha fatto i danni. Così come un incendiario non può fare il pompiere, Dracula non può dirigere l'AVIS, Lei, persona meritevole del massimo rispetto, provenendo da un partito di sinistra,  non può fare il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

Deferenti ossequi

 

Giuliana Tofani Rossi            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 22/03/2021