Taranto - ArcelorMittal e Invitalia: ancora tutto da sistemare

Impianti ripartiti progressivamente: situazione a dir poco singolare

Arcelor Mittal Italia ha comunicato ai sindacati la ripartenza di alcuni impianti dello stabilimento siderurgico di Taranto, facendo dietrofront  rispetto ad un suo recente comunicato dove rendeva noto una riduzione della produzione fino a quando Invitalia non avesse versato i 400 milioni pattuiti.

Sabato si è vissuta una giornata particolare, perché dalla serata di venerdì l’azienda aveva annunciato ai sindacati che alcuni impianti non sarebbero ripartiti, determinando molta preoccupazione e tensione.

La mattina seguente l’azienda ufficializzava  questa posizione di blocco di alcuni impianti con un comunicato spiegando che il tutto era dovuto al fatto che Invitalia ancora non aveva versato i 400 milioni dello Stato nel capitale Arcelor Mittal.

Poi in tarda mattinata arriva clamorosamente il passo indietro dell’azienda  che avverte i sindacati che gli impianti inizialmente da fermare, sarebbero ripartiti nelle ore successive come poi è avvenuto progressivamente.

Situazione a dir poco singolare questa. Ciononostante oggi Confindustria Taranto e le imprese dell’indotto, hanno deciso di confermare il loro presidio di protesta sotto la prefettura incontrando anche il prefetto di Taranto, perché se è vero che gli impianti non si sono più fermati contrariamente a come l’azienda aveva detto in un primo momento di voler fare, esiste tuttavia il problema dei pagamenti, delle fatture scadute rimaste insolute, né si sa se i cantieri dell’AIA  saranno rallentati, fermati o andranno avanti regolarmente.

 

Quindi, già preoccupate dalla perdurante situazione di incertezza e dal ritardo dei pagamenti, le aziende dell'indotto ex Ilva dello stabilimento di Taranto hanno confermato, dopo le ultime dichiarazioni di Arcelor Mittal Italia inerenti la produzione e gli impianti, la richiesta di un incontro urgente al Prefetto di Taranto, che si terrà oggi lunedì 22 marzo alle ore 11.

Ad incontrare S. E. Demetrio Martino sarà una delegazione di imprenditori della sezione metalmeccanica di Confindustria Taranto.

I rappresentanti delle imprese, riunitisi nelle ultime ore in Confindustria, terranno a partire dalle ore 9 un sit in pacifico e nel rispetto delle norme anti assembramento a partire dalle ore 9 sotto la sede della Prefettura.

Non si può più andare avanti con soluzioni tampone temporanee. Annunci, ripensamenti e l’incertezza sullo stabilimento continua. Salute e lavoro devono andare assieme, ma come, con quali tempi e con quali garanzie?

Occorre un chiarimento di fondo più complessivo, che tutti si aspettano da parecchio tempo e ancora non arriva.

Occorre decidere che cosa in definitiva si vuole fare di questa realtà industriale, come deve essere messa in sicurezza, anzitutto per l’ambiente, per le condizioni di lavoro, per la produzione, per la tenuta industriale e per i riflessi sull’indotto.

Si continua ad andare avanti in modo improvvisato e frammentato e questo non dà garanzie a nessuno, alla città in termini di  osservanza delle regole, ai lavoratori, alle imprese.

Il tempo dell’attesa è abbondantemente scaduto pertanto bisogna dare delle risposte certe ed in fretta.

Sicuramente quello che è accaduto sabato non è una bella pagina di buone relazioni che vanno riempite di fatti concreti.

Sono questi che servono.

 

 

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Articolo pubblicato il 23/03/2021