Conte: superficialità e cinismo nella gestione della pandemia, con i morti come optional

Dura accusa al governo Conte dalle colonne di Der Spiegel, il governo italiano ha insabbiato i suoi errori nella gestione della pandemia. Ma le responsabilità sono anche di altri…

Sta ormai facendo il giro del mondo la dura accusa pubblicata inizialmente del Der Spiegel  a carico dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del ministro della Salute Roberto Speranza e in generale a carico del governo italiano, accusato di aver nascosto gli errori commessi durante la prima fase della pandemia

Il settimanale tedesco si attiene ai fatti e cita una denuncia presentata da 500 famiglie italiane e parla di una serie di errori commessi dal governo Conte. Errori che poi sarebbero stati nascosti, insabbiati.

Le accuse sono gravi: l’Italia ha reagito troppo tardi e in modo sbagliato alla pandemia. Il paese è stato sopraffatto, in parte perché i piani di emergenza erano obsoleti e carenti. Gli errori sono stati nascosti. Per questo la gente è dovuta morire? Genitori, nonni, coniugi?“, si legge sulle colonne di Der Spiegel.

Il settimanale tedesco, facendo riferimento ad alcuni dossier presentati dai familiari delle vittime agli inquirenti, afferma che le carte testimoniano come gli esperti abbiano lanciato il primo allarme alla fine del mese di febbraio. L’allarme era relativo alla presenza di una epidemia con tasso di contagio superiore a 2. Quindi una situazione decisamente grave che doveva essere affrontata con tempestività e determinazione. Cosa che, secondo le accuse, non sarebbe avvenuta.

Inoltre molti pazienti non gravi hanno occupato posti letto che potevano essere destinati a malati gravi. Una sorta di errore di valutazione di fronte ad un virus sconosciuto. Pochi dimenticano le vasche di Zingaretti nella movida milanese per addossare gli allarmismi a carico dell’opposizione.

Inoltre l’Italia ha affrontato la prima fase dell’emergenza sprovvista di mascherine, dispositivi di protezione individuale e altre carenze che mostrerebbero una grave disorganizzazione. Su molti di questi fatti la magistratura sta indagando. Come sulle decisioni assunte dal problematico Arcuri che forte delle coperture politiche pugliesi, oltre alle molte scelte discutibili, dai banchi a rotelle ai monopattini, non è stato ancora in grado di dimostrare l’effettiva destinazione dei milioni erogati ed a vantaggio di chi.

In questi giorni infuriano le polemiche sul gradimento della somministrazione del vaccino AstraZeneka. Non si deve dimenticare l’errata e lacunosa campagna stampa della presentazione delle vaccinazioni impostata dal Governo Conte. Oggi anche a causa di questi gravi errori e dai fatti conseguenti, c’è molta diffidenza, soprattutto tra la popolazione anziana verso i vaccini. In molti non si presentano all’appello, seppur dietro prenotazione. Ma le cause sono lontane. Le responsabilità d’impostazioni si devono in ogni caso trovare ben al di sopra di Conte.

Com’ebbe modo di riportare nei giorni scorsi il professor Tremonti:” Nel giugno dell’anno passato l’Europa si è messa dal lato giusto della storia con gli eurobond. Un’idea assolutamente europea di Delors (1993) poi, se posso, mia nel 2003 e nel 2010. Questo grande investimento politico è contrastato dagli errori fatti sul piano di investimento sui vaccini: un’assoluta incapacità tecnica sul piano contrattuale che vede il soggetto più forte, l’Unione, prigioniero del soggetto più debole, multinazionali che hanno agito come gli Orazi e i Curiazi. Una presidenza di turno europea, quella tedesca, che ha violato i doveri di neutralità che sono propri della carica. Il rischio è che il danno sia stato fatto e sia irreversibile. Il passaggio dal bene al male. Dai vaccini al sottile veleno della sfiducia popolare” .

Si affronta il tema dei vaccini e della pandemia, di stringente attualità, ma si finisce inevitabilmente nel valutare il sistema in cui tocca orientarci. Sempre Tremonti sostiene: “l’arte di governo non si improvvisa, si conosce grazie a lunghi tratti di esperienza. Non per caso ma pour cause, nella Repubblica di Platone, la politica è Politikè téchne, la superiore forma della tecnica. Per fare politica devi conoscere la struttura della nave, l’equipaggio, i fondali, le correnti, i venti, le stelle. Diversamente, vai verso sicuro naufragio. Tecnico, naturalmente.

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 24/03/2021