Laura Boldrini e la sinistra in rosa

L'Opinione di Luigi Cabrino

Che il ruolo delle donne nella società e nella politica sia da valorizzare oggi è unanimemente accettato, molto resta da fare ma dobbiamo comunque ammettere che sempre più donne raggiungono posizioni importante nella società, nel mondo del lavoro, nel sindacato, nell’economia e in politica.

La sensibilità e l’intuito femminile possono portare prospettive e punti di vista particolari e tutto ciò che può concorrere alla valorizzazione della partecipazione femminile in tutti i settori della vita è sicuramente da valorizzare.

Tuttavia il peggior servizio che può essere fatto alla promozione della donna viene da quel femminismo ideologico promosso da certi ambienti della Sinistra che in Italia hanno nell’ex Presidente della Camera Boldrini il massimo esponente; pardon, la massima esponentessa, perché la battaglia di Laura Boldrini fin dal suo insediamento alla terza carica dello Stato è stata la pronuncia al femminile di tutto ciò che viene detto.

Pensiamo all’introduzione del “deputata” ogni volta che si rivolgeva o dava la parola ad una parlamentare ( o parlamentaressa?) donna.

La battaglia della Boldrini continua anche se non presiede più la Camera, infatti, in piena pandemia, con tutto quello che ci sarebbe da pensare e da fare per un parlamentare, si è stracciata le vesti ed ha tenuto impegnato il dibattito politico nazionale per qualche giorno a motivo del fatto che al festival sanremese una musicista che ci invidiano in tutto il mondo, Beatrice Venezi,  ha osato dire che il suo mestiere è quello di direttore e non direttrice d’orchestra e che questo non sminuisce minimamente la sua femminilità.

Affermazioni simili sono costate più di una fatwa da parte di Laura Bodrini verso la bellissima e femminilissima musicista.

Salvo poi venire a sapere che le donne che hanno avuto la sventura di lavorare alle dipendenze dell’On. Boldrini sono state trattate ai limiti dello schiavismo; alcune di queste hanno avuto il coraggio di parlare alla stampa e siamo venuti a sapere che la paladina dei diritti delle donne imponeva ad una collaboratrice turni di lavoro ben poco consoni a chi milita in un partito che a suo tempo ha fatto delle lotte sociali un principio irrinunciabile; oppure la colf che aspetta dalla paladina dei diritti delle donne la liquidazione da diversi mesi…

Si, perché come ogni esponente della Sinistra ex operaia la nostra ex Presidente della Camera, che prima di diventare paladina dei diritti degli oppressi e delle oppresse ha lucrato sontuosi stipendi presso l’agenzia ONU per i rifugiati (quando si dice che a parlare di poveri si può guadagnare tanto….), ha il suo stuolo di serve; ebbene a quanto pare le fa sgobbare con turni da stakanoviste e neppure le paga il dovuto.

Il nuovo segretario del PD Letta ha detto che per dare una ventata di novità propone capigruppo alla Camera e al Senato donne, suscitando peraltro le ire dei gruppi parlamentari che vivono un equilibrio politico molto precario; se la svolta rosa che la Sinistra intende darsi è rappresentata da Laura Boldrini l’universo femminile ha ben poco di buono da aspettarsi.

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 24/03/2021