Parole o verità?

La differenza tra vivere direttamente, descrivere un’esperienza o stimolare con parole un’esperienza diretta.

 

 

 

Parte quinta del tredicesimo incontro dei dialoghi sul senso della vita tenutosi nel pomeriggio del giorno 13 dicembre 2013 presso la biblioteca di San Raffaele Cimena (To) sede dell’UNITRE locale.

 

 

Che cosa è l’essere umano?

Perché esiste?

 

Un certo modo di pensare, strutturato in teorie, religioni e filosofie, sostiene che l’essere umano è un’entità caduta incidentalmente in questa situazione dalla quale dovrà trovare il modo di uscire;

un altro modo di pensare sostiene che sia semplicemente il percorso obbligato di chi, partito dall’Origine per fare esperienza, in qualche modo sta cercando di tornare a casa.

Qualunque delle due sia valida, se non entrambe, noi siamo qui piuttosto smarriti che convinti di ciò che siamo e cosa c’è da fare … 

 

IDP … e tornare di nuovo … se …

 

IDP … io ho trovato dei libretti del catechismo di mia madre … e mi sono messa a leggerlo … non penso che oggi sia ancora così … ma allora tutti imparavano a memoria quello che c’era scritto: chi ci ha creato? Dio! Per quale fine ci ha creato? … per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi goderlo nell’altra e in paradiso! … m……a … mi è venuta una cosa in testa … e mi son detta: ma guarda! … gira gira … le cose sono sempre sotto gli occhi …

 

… se aveste la pazienza di consultare cosa c’è scritto in molti altri libri, da qualunque parte provenienti, troverete parole simili o che hanno lo stesso significato …

 

IDP … guardi un po’ come è vecchio questo libro! … 1931!

 

… (esamino il libro) … mi piacerebbe farvi leggere alcuni passaggi del Tao Te  Ching …                          

 

IDP … che cosa sarebbe?

 

… è un testo che usano i Cinesi, oppure alcuni passi dei Veda, scritture indiane vecchie di alcuni millenni; vi stupireste di trovarvi scritte le stesse cose molto prima di quando è nata la religione a cui si riferisce il libretto che mi ha mostrato …

 

… oggi siamo diventati semplicemente un cumulo di memorie di fatti separati dal senso delle cose …                                                                                                             

 

Lei ha detto, giustamente, che quelle parole sono esattamente come le parole che stiamo dicendo qui …

 

IDP … per questo dicevo: più ascolto lei e più rivedo cose che avevo sentito da piccola e mi avevano aiutato …

 

… però le parole non sono la verità; possono essere dette parole simili, ma le intenzioni che stanno dietro possono essere diverse. Spesso le parole confondono; per questo ripeto spesso che non sto dicendo verità, ma parole. La verità deve essere scoperta da ciascuno di noi grazie al fatto che siamo stimolati a cercarla da qualcosa; questo qualcosa possono anche essere parole. Le parole possono stimolare, ma non sono la verità!

 

Molti sono diventati seguaci di parole vuote! Di parole che sentiamo sempre, pronunciate da tizio o caio, stereotipi abitudinari di qualcosa sul quale abbiamo smesso di farci domande. Ci sono perfino persone importanti che pronunciano parole corrette di cui non conoscono il vero significato; in pratica non sanno quel che dicono! Hanno imparato a dire e a ripetere cose che non capiscono. Nonostante ciò hanno un mucchio di seguaci, adepti, fan, elettori, simpatizzanti; tutti si riconoscono in qualcosa che ha un significato diverso da quello che credono; pochi si chiedono perché seguono o sostengono questo o quello. L’unica cosa certa è che ne sono attratti; cosa questo comporti non interessa a nessuno!

 

Ciò di cui parlo l’ho sperimentato direttamente; tuttavia sono ben lungi da averne compreso ogni aspetto. Per questo non posso dire che ciò che dico è vero, ma è solo ciò che fino ad ora ho sperimentato e compreso; ciò che dico è certamente pieno di errori, mancanze, imprecisioni, malintesi. Ciò che dico può solo servire a stimolare continuamente chi ascolta, me compreso, a cercare nel proprio intimo ciò che è vero. Ciò che è vero non si può esprimere a parole, si può solo vivere con tutto sé stesso; per questo non è possibile commettere errori nel riconoscere la verità quando si presenta!

 

Tuttavia, anche se so per certo di non dire la verità, questa per ora è quella “verità” che conosco e alla quale mi affido totalmente fino a quando si trasformerà in un’altra verità. Credo totalmente in quello che dico ora sapendo che è l’unico modo per permettere che si trasformi e mi trasformi continuamente; per questo non potrei mai dire ad un altro di credere a quello in cui credo.

 

Ognuno, al massimo, è responsabile per se stesso!

     

Ognuno ha la possibilità di ascoltare la risposte continue alle sue domande, provenienti da sé stesso e dagli altri, senza doverle classificare in giuste o sbagliate, senza doverle accettare o scartare; esse si mostreranno da sé stesse per quello che sono e se e a cosa servono!

 

Se abbiamo la pazienza, la perseveranza e il coraggio di farlo, la vita riprende la sua funzione, non si traduce in una rappresentazione teatrale di sé stessa, ma si esprime direttamente!

 

IDP … posso chiederle … lei è riuscito ad arrivare a quell’anima lì? … (risatine) … non quella biologica, ma l’altra? … e a star meglio? …

 

… sto rispondendo, non si sente?! … (idp – risatine )

 

IDP … no! …

IDP … no! …

IDP … con il silenzio! …

IDP … non riesco a capire! …

IDP … non siamo ancora in grado di capire! …

IDP … brava! …

 

… non è così!

Lo sapete meglio voi di me, perché sotto esame ci sono io non voi. Durante un esame qualcuno (il docente) fa le domande e un altro (l’allievo) risponde; poi chi è autorizzato emette una valutazione della risposta! Ora qui chi è che fa le domande e chi risponde? Voi fate le domande ed io rispondo secondo le mie possibilità; voi siete il collegio che valuta ciò che dico. Solo voi potete sentire se mento, se credo veramente, se ho sperimentato, se riporto semplicemente ciò che ho letto o sentito, se sbaglio, se ho frainteso, se non ho capito, se dico veramente quello che sento, se voglio semplicemente compiacervi, se sono convenzionale o fuori dal coro, se sto rispondendo in modo sufficientemente corretto alle domande che mi vengono poste! 

 

IDP … lei ha detto: ho sperimentato su di me … no?! … quindi faccio il paragone con me … mi è stato detto … il passato è passato … può servirti l’esperienza, l’aver fatto certe cose, però è il presente che … e neanche guardare che poi più in là … tanto … si può ricominciare da un certo punto … a cinquanta anni per esempio … a vedere le cose in maniera diversa da come si sono viste fino ad allora … o comunque da come ci sono state inculcate fino ad allora … sì? …

 

… assolutamente sì! …

 

IDP … anche se è tardi?! …

 

… non è mai tardi! … anche all’ultimo istante è possibile che avvenga!

Si tratta di un cambiamento radicale nella relazione tra la coscienza e il nostro essere più profondo, che è sempre presente e disponibile. È possibile se si apre e si lascia aperta ogni porta senza condizioni! Quando le condizioni sono mature nulla lo può impedire, se non noi stessi! Inoltre ci viene messo sempre più tempo a disposizione per poterlo fare; viviamo più a lungo e non abbiamo necessità di spendere il nostro tempo in azioni necessarie a sopravvivere come cercare il cibo, o un riparo, o sfuggire agli animali predatori. Siamo quindi in condizioni migliori rispetto a chi, nel passato, ha aperto le nostre stesse porte. Tuttavia abbiamo anche maggiori possibilità di distrazione e dispersione….

 

IDP … è il famoso ladrone sulla croce … che all’ultimo momento … si converte …

 

… proprio così! …

Comprendete, per chi come me non segue la religione di cui tratta quel libretto che mi è stato mostrato, cosa significhi usare quelle stesse indicazioni? O come si possano seguire le parole indicate da una religione senza comprenderne il senso?!

 

Colui che ha detto alcune di quelle parole, ma che non ha mai fondato una religione, ha esclamato: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno!” L’ignoranza è causa dell’idea che abbiamo di poter vivere separati dalla nostra Origine. Separati da ciò che ci fa vivere!

 

È evidente anche per un bambino che non si possa vivere separati dalla propria sorgente di vita. Per comprendere veramente cosa ciò significhi occorre fare uno sforzo personale cosciente e non semplicemente aderire fideisticamente a questa o quella indicazione religiosa. Ciò che è evidente per un bambino, e dovrebbe essere ancora più chiaro ad un adulto, finisce invece per diventare sempre più nebuloso e lontano, sostituito da assunzione di dogmi e riti scaramantici eseguiti in pompa magna, ignorando che forze si scatenino dentro il nostro sistema agendo con troppa leggerezza. Molti seguono alcune indicazioni affermando che “tanto male non fa”; se conoscessero come stanno realmente le cose dietro ciò che appare, forse non ne sarebbero più così sicuri!

 

… prosegue nel prossimo articolo.

 

 

grafica e testo

pietro cartella

 

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Articolo pubblicato il 15/04/2021