Chi si ricorderà di noi tra cento anni?

Ognuno di noi lascia una traccia di sé nell’inconscio collettivo e non solo …

 

 

 

Parte settima del tredicesimo incontro dei dialoghi sul senso della vita tenutosi nel pomeriggio del giorno 13 dicembre 2013 presso la biblioteca di San Raffaele Cimena (To) sede dell’UNITRE locale.

 

 

Non tutti gli esseri umano sono in grado di comprendere nella stessa misura.

 

Comprendere vuol dire portare al nostro interno la sintesi di ogni esperienza e metabolizzarla per poter disporre di un punto di partenza migliore nel fare la prossima esperienza. Comprendere vuol dire abbracciare ogni aspetto delle cose, senza escludere nulla.

 

IDP … cioè vuol dire che dobbiamo fare una cosa e allo stesso tempo accettare che un altro la faccia diversamente … accettare come la fa l’altro …

 

… certo! Certo! …

La chiave di questo modo di operare era scritta sul frontone del tempio di Delfi: “uomo conosci te stesso … e conoscerai il mondo e Dio! (inteso come Origine di ogni cosa, quindi anche Origine del mondo)”. Gli altri sono nostri specchi e ci aiutano a conoscere le parti di noi stessi che non riusciamo a vedere direttamente!

 

Non solo il te stesso biologico ma “Tutto Te Stesso!” Nel “tutto te stesso” è compendiato tutto ciò che esiste, anche se sconosciuto, inconcepibile, o potenziale ma non ancora espresso. Tutto l’essenziale, l’assoluto, l’eterno come tutto ciò che è relativo ed effimero. 

 

Ieri sera ho assistito ad una trasmissione televisiva in cui un signore ha spiegato molto bene perché è andato a lavorare al Cern di Ginevra. La sua ragione era ricercare il bosone di Higgs, chiamato anche particella di Dio. Nel racconto mette in evidenza come, quaranta anni fa, all’inizio di questo progetto, i fisici erano convinti che, trovato quel bosone, avrebbero finalmente terminato la grande fatica di ricercare il mattone primordiale della materia dell’universo. Per farlo costruirono il più grande acceleratore di particelle mai concepito e lo installarono sottoterra. Ma mentre stavano sviluppando questo progetto, alcuni astrofisici scoprirono la materia oscura e l’energia oscura, che fino a quel momento nessuno aveva mai ipotizzato. Compiuti gli esperimenti, trovato quasi subito il bosone in questione, si resero conto che la scoperta degli astrofisici rimetteva tutto in discussione, ridimensionando il bosone ad un 5% del 5% conosciuto, anziché al 100% di tutto. Tutto da rifare dunque; tutto da ridiscutere! Ogni nuova scoperta, anziché dare risposte definitive, apre nuovi scenari e pone nuovi e ancor maggiori interrogativi. Questo ci da un’immagine di cosa significa vita: scoperta continua, trasformazione continua, creazione continua, interrogativi continui, risposte continue! Una risposta definitiva farebbe cessare tutto ciò.

 

Noi siamo la risposta vivente alla domanda: … che cosa è la vita?

 

IDP … ci rivedremo e … avremo una risposta nell’aldilà! …

 

… io spero di non esserci … grazie! (IDP - grandi risate!)

 

IDP … perché? …

 

… perché spero che questa giostrina finisca il suo giro e si possa fare altro …

 

IDP … con più libertà …

 

… al di là … della battuta … spero che questa giostrina sia finita … visto che ci abbiamo girato così a lungo e che non ci divertiamo più; … personalmente non avrei più interesse a continuare …

 

IDP … ma può essere che ci ritorniamo? …

 

… può essere! … perciò quello che ho appena espresso è un puro desiderio egoistico di evitare un nuovo giro … ma non significa che si possa evitare se non sono state maturate tutte le condizioni necessarie …; posso esprimere il desiderio, … ma “tra il dire e il fare … c’è (sempre) di mezzo il mare”

 

IDP … questo è come la pensava mio papà … ottantacinque anni … quindi … diceva … “fine della giostra” …

 

IDP … eeeeh … un po’ difficile … comunque … ci proveremo …

 

IDP … l’altro giorno mi ha fatto sorridere mio figlio (non ho ancora nipoti) che mi diceva: la cosa che mi fa più arrabbiare è che tra qualche anno nessuno si ricorderà più di me! … proprio nessuno, non dico figli o nipoti, proprio nessuno … chi penserà a me tra cento anni?! … ed io: perché dovrebbero pensare a te? … diventa famoso, lascia qualcosa ... così almeno (idp – risatine) … non lo so … così qualcuno ti ricorderà … ogni tanto gli vengono strane idee … nessuno si ricorderà più di me … sarebbe come se non fossi neppure esistito … e cosa vuoi: finiamo tutti così! … 

 

IDP … tra cento anni …

 

… però è un’idea interessante! …

 

IDP … il solo pensiero che tra cento anni nessuno si ricorderà più di me … mi fa arrabbiare …

 

IDP … magari anche prima di cento anni …

IDP … ma … io sono un po’ sconvolta e un po’ affascinata … da questa idea dello specchio … no? … e ne abbiamo parlato sempre vedendo nello specchio in negativo …

 

… certo! …

 

IDP … ma è possibile vederci anche del positivo? …

 

Certamente sì!

 

IDP … oh ... ecco … meno male! …

 

… ma non serve a niente! … (risate) …

 

IDP … oh, no! …

 

… è una provocazione!

Vedere nello specchio le cose che ci piacciono o no vale allo stesso modo … sono i due lati della stessa medaglia …

 

IDP … però mi farebbe un po’ meno impressione … meno schifo … (risate) … mi suggeriscono …

 

… se uno sta in prigione, come nel mondo del lavoro, può considerare quello stato in modi differenti; … però ciò non toglie il fatto di essere comunque in prigione. … Si può ridere o si può piangere, ma l’essenza di quella prigione rimane la stessa!

Quindi lo specchio ci serve per poter veder tutti gli aspetti di quella situazione fino a che comprenderemo che, qualsiasi immagine ci rimanda, bella o brutta, ognuno di essi è sempre e solo un aspetto di quella prigione.

Ma lo specchio non può cambiare la prigione, non può farcela vedere come un calmo oceano o una verde vallata fiorita se non lo è.

La prigione rimane una prigione!

 

IDP … un po’ come Mandela … che ha fatto tanti anni di prigione (27) ed era sereno …

IDP … perché innocente! …

IDP … che persona! … ecco, penso che una persona come quella sarà ricordata per un bel po’! …

IDP … come un grande della storia umana …

IDP mentre noi certamente non entreremo nella storia …

 

… ci sarebbe molto da dire al riguardo …

… pensate a quanta gente ha ricordato altra gente e che cosa ha fatto in nome di quei ricordi! … Forse sarebbe stato meglio che non avesse avuto quei ricordi. … Parliamo delle guerre di religione che hanno mietuto milioni di vite in nome di … questo o quello.

 

IDP … di questo o quel dio …

 

… quale semplice pretesto …

 

IDP … uguale … per qualsiasi parte … è stato pretesto per compiere nefandezze …

 

… esattamente …

 

IDP … al tempo dell’Inquisizione … lasciamo stare … non parliamone.

 

… non c’è dubbio! … Non c’è dubbio! …

… allora … la cosa più importante non è ciò che ricordiamo di quella persona, … ma ciò che quella persona ha fatto realmente, indipendentemente da ciò che noi ricordiamo oppure no …

Ciò che ha fatto realmente lo sa solo lei! E qualunque cosa abbia fatto, apparentemente insignificante e ignorata o eclatante e conosciuta alla massa, ha comunque contribuito a cambiare il mondo anche se a noi non sembra. Ancor più se ha agito coerentemente con ciò che sentiva nel suo intimo … Tale coerenza col proprio intimo sentire può essere espressa da ciascuno di noi senza bisogno di essere un eroe da ricordare e vale per tutti allo stesso modo, … non ci sono alibi! … Inoltre tale modo di agire, che può non essere ricordato da nessuno, è invece ricordato … in eterno … dall’universo; … scusate se è poco!

 

Agendo con coerenza, mantenendo tutte le porte aperte, il mondo sarà costretto a cambiare; il ricordo di chi o cosa ha prodotto quel cambiamento non andrà mai perso, mai! Anche se nessuno si ricorderà il nome di chi lo ha causato.

 

Se ricordiamo di essere un unico organismo, dovremo anche ricordarci la nostra responsabilità al riguardo del fatto che ogni cosa avviene con la partecipazione, marginale o preponderante, di tutti noi, anche di chi non lo sa, … a dispetto di questo o quel personaggio che viene ricordato in relazione a quel fatto! … Da questo punto di vista, e per certi altri versi, le nostre azioni quotidiane, quelle di molte persone, di una umanità senza volto e senza nome, sono più forti ed influenti di qualsiasi azione personale eclatante di pochi conosciuti, come l’azione dei miliardi di cellule sconosciute del nostro corpo è più influente di questa o quella cellula particolare alla quale dedichiamo la nostra attenzione in quel momento. Per questo è difficile che possa avvenire un vero cambiamento; sono ancora troppo pochi coloro che lo possono volere coscientemente!

Qualche migliaia contro oltre sette miliardi; … ce ne vuole ancora per poter cambiare rotta davvero!

 

Se ricordiamo la funzione dei neuroni-specchio, … quando vedi e riconosci ciò che una persona sta facendo significa che anche tu hai le stesse possibilità di farlo, altrimenti quello che sta facendo non ti direbbe niente, passerebbe inosservato, non sarebbe riflesso dallo specchio in modo visibile ai tuoi occhi e riconoscibile dal tuo cervello.

 

Non ci sono scuse; non si può dire che lei lo ha fatto per questo o quel motivo, mentre noi non ne avevamo le possibilità; potremo solo dire che avremo potuto farlo con mezzi e modi differenti, … non ci sono alibi!

 

Ci sono persone che corrono con protesi artificiali e persone che disponendo perfettamente di tutto si rifiutano di correre sostenendo di non poterlo fare. … Possiamo giustificare qualunque situazione di impossibilità presunte a dispetto delle evidenti possibilità reali.

 

IDP … perché quella persona ha accettato le conseguenze ed è andato oltre i limiti …

 

… semplice e coerente: un limite esiste solo fino a quando non viene superato! Abbiamo patito più noi, ricordandoci dei limiti imposti dalla sua situazione, che lui a superarli, … a superare quei 27 anni di galera, perché sapeva per quali motivi doveva trascorrerli … mentre noi, al suo posto, non avendo chiari come lui tali motivi, non saremo stati in grado di sopportare neppure un giorno di prigione.

 

Usando continue giustificazioni pur di non accettare di vedere realmente come stanno le cose, non siamo in grado di sopportarne le conseguenze.

 

IDP … lui credeva in quello che faceva … e quindi ha potuto sopportare tutto quello che gli è accaduto di conseguenza! …

IDP … però forse è riuscito a cambiare qualcosa … noh?

 

… lui ha fatto quello che doveva fare … e noi, che non conosciamo realmente i fatti, diamo di quei fatti la nostra interpretazione sicuramente distorta … come molti che hanno agito in suo nome senza conoscere il senso delle sue azioni ma secondo le proprie interpretazioni, sicuramente falsate, … scatenando ulteriori conflitti.

Hanno salvato questo e ucciso quello al posto di uccidere questo e salvare quello … che cosa è cambiato davvero? In matematica si dice che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.

 

O forse la vita di un “cattivo” vale meno di quella di un “buono”?

O forse sappiamo con certezza chi è buono e chi è cattivo?

 

Nessuno di noi è il padreterno anche se … “modestamente e senza esagerare” … crede di sì!

 

Il copione si ripete; abbiamo sfatato un altro mito! 

 

IDP … no … e che adesso comunque …

IDP … a proposito del pensiero … questi indiani, questi santoni, che spaccano mattoni col pensiero … noi possiamo fare tutto quello che gli altri fanno … cioè … io non ce la farei neanche a spezzare un ...

IDP … foglio di carta …

IDP … un bastoncino di legno …

IDP … io non ci credo tanto a queste cose …

IDP … o il tavolaccio, o l’altro che mangia il fuoco … a meno che non sia cose finte …

 

… con queste affermazioni scatenate in me la reazione uguale e contraria!

Per gran parte della mia esistenza ho pensato che alcune cose fossero truccate (e certamente alcune possono essere truccate ) fino a quando ho potuto sperimentarle direttamente …

 

IDP … perché lei ha spaccato i mattoni? …

 

… non ho spaccato mattoni, ma ho sperimentato altre cose …

 

IDP … le camminate sul fuoco …

 

…quelle sono tecniche, abbastanza banali ma significative per spezzare i nostri preconcetti e paure relative; … ormai le fanno anche i bambini per spremere monete ai turisti …

 

IDP … o come fanno i ninja … che colpiscono mediante l’energia senza portare i colpi fisicamente … vero o no? …

 

… pensate a cosa fa ognuno di noi quando, rivolgendo il nostro pensiero ad un’altra persona, le diciamo: “ti pigliasse un accidente!” (gran brusio, interventi sovrapposti e risate) …

 

IDP … ma se uno ti gira davanti senza mettere la freccia …

IDP … me li ritrovo io gli accidenti che ho mandato! …

 

… è quello che si chiama “effetto boomerang”, … che è un effetto pazzesco. Infatti quando si lancia un boomerang e non si riesce a centrare il bersaglio bisogna fare molta attenzione a non essere a propria volta colpiti dal suo ritorno. Tutti infatti sappiamo che il boomerang una volta lanciato torna sempre allo stesso punto da cui è stato lanciato. E, … dato che nessuno di noi ha una buona mira, … come si può notare ho due bozzi sulla fronte!

Almeno due volte non ho centrato l’obiettivo! (risate)

 

IDP … mia nonna diceva “ciò che per te non vuoi ad altri non fare” …

 

… però la forza del pensiero è in relazione a ciò che sta dietro di esso, a ciò che provoca tale pensiero; … è una forza di potenza inimmaginabile!

Per nostra fortuna non siamo in grado di mantenere tale pensiero in modo                          unico, pulito e duraturo, altrimenti uno solo di noi potrebbe, in tal modo, concludere l’esistenza dell’intero universo …                        

 

… ciascuno di noi è molto più di una bomba atomica …

… noi siamo “LA BOMBA ATOMICA” …

… però abbiamo la fortuna di essere incapaci di concentrarci su quel potere, di disperdere tale energia potenziale in miliardi di attività diverse …

…e sopratutto non sapendo o avendo dimenticato di essere “la bomba atomica” facciamo miliardi di piccoli scoppiettii … altrimenti basterebbe il tempo di un pensiero coerente … e in due decimi di secondo tutto sarebbe finito …esattamente come è iniziato (ma non lo ricordiamo) …

 

…ecco la causa dei disastri provocati dalle ideologie, che sono quanto di più simile al tentativo di far convergere molti esseri umani sullo stesso pensiero, sulla stessa idea …

 

… prosegue nel prossimo articolo.

 

 

grafica e testo

pietro cartella

 

 

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Articolo pubblicato il 20/04/2021