Pensiero umano: effetti collaterali.

Inevitabili conseguenze degli aspetti polari della facoltà di pensare.

 

 

 

Parte ottava del tredicesimo incontro dei dialoghi sul senso della vita tenutosi nel pomeriggio del giorno 13 dicembre 2013 presso la biblioteca di San Raffaele Cimena (To) sede dell’UNITRE locale.

 

 

L’essere umano è una specie animale dotata di facoltà di pensiero.

 

La forza del pensiero è in relazione a ciò che sta dietro di esso, a ciò che provoca tale pensiero; è una forza di potenza inimmaginabile!

Per nostra fortuna non siamo in grado di mantenere tale pensiero in modo unico, pulito e duraturo, altrimenti uno solo di noi potrebbe, in tal modo, concludere l’esistenza dell’intero universo …                      

 

… ecco la causa dei disastri provocati dalle ideologie che sono quanto di più simile al tentativo di far convergere molti esseri umani sullo stesso pensiero, sulla stessa idea …

 

IDP … come quelli che si mettono in tanti intorno ad una persona per farla sollevare … io non ci credo a queste cose …

IDP … quella è levitazione …

 

… pensi se accadesse a lei! … (risate)

 

IDP … no … non può essere! … se cado da uno scalino magari sì! …

 

… molte volte ci succedono delle cose straordinarie che rimuoviamo immediatamente perché quella paura che governa la nostra esistenza fa in modo che ciò che abbiamo vissuto sia immediatamente archiviato nel subconscio e non sia trattenuto nella coscienza il tempo sufficiente per essere compreso; … ma noi facciamo cose, … pensate per esempio a quando guidiamo senza ricordarci la strada percorsa: … chi ha guidato al nostro posto? …

 

IDP … viaggiamo mentre siamo da un’altra parte …

 

… se potessimo guardare con occhi diversi quello che facciamo ogni giorno …

 

IDP … ci capita di fare sogni semicoscienti … fatti ricorrenti che poi magari succedono … magari in forma diversa … ma che si riferiscono a quelli … ai sogni che avevi fatto … mi chiedo, ma …

 

… tutto è sempre presente, … il prima e dopo è solo una nostra convenzione perché non sappiamo come gestire il tutto sempre presente … per esempio se esaminiamo la sala dove ci troviamo, la biblioteca che sta alla mia sinistra sembra che sia visibile prima di quella che sta alla mia destra in quanto, non potendo vederle entrambe allo stesso tempo, sono costretto a guardare prima l’una e poi l’altra; però è evidente a tutti noi che sono entrambe presenti allo stesso tempo in questa sala …

 

IDP … come sembra avvenga nella legge di causa-effetto …

 

… è simile in quanto l’effetto è a sua volta causa di un altro effetto …

 

IDP … o come l’immagine orientale del gatto che passa attraverso una staccionata … deve passare prima la testa e poi la coda … e quindi sembra che la testa sia la causa della coda … ma in realtà è solo un gatto che passa … ovviamente! …

 

… certo! … Poi il gatto tutto intero diventa la causa dell’ombra sull’erba del prato e l’ombra sull’erba del prato fa inciampare l’insetto che non ci vede più perché è diventato improvvisamente buio intorno a lui … e così via … possiamo continuare a raccontarcela fino a quando desideriamo farlo … non ne usciremo vivi!

 

Osserviamo agire noi stessi: … possiamo elucubrare su tutto ciò che vediamo intorno a noi e non conosciamo davvero … mentre non agiamo sull’unica cosa che possiamo conoscere realmente, che possiamo toccare con mano … cioè noi stessi! E non solo su ciò che di noi o delle cose possiamo toccare con mano, ma anche su ciò che, apparentemente invisibile, prima ancora è causa e tiene insieme quello che di noi stessi e delle cose possiamo toccare con mano.

 

Noi siamo frutto di un’idea! L’universo è frutto di un’idea. La stessa!

Questa è la forza realizzativa di un pensiero puro e costante!

 

IDP … infatti …

IDP … cosa verrà dopo …

IDP … ringraziare per quelle cose che hai o non hai … io dico grazie Dio perché quello è il mio riferimento … perché sono cresciuta in questa religione …

 

… certamente! …

 

IDP … poi Dio può essere Luce, Energia … però quella cosa torna … anche se tu non hai quella cosa … dopo fai il giro e … io trovo che torna …

 

… qualcuno diceva che il miglior ringraziamento non è quello che esprimiamo formalmente ma quello di fare ciò di cui c’è bisogno; l’agire in conformità a ciò è il miglior ringraziamento rivolto alla Vita. Infatti significa partecipare alla Vita senza ostacolarne il flusso con le nostre paranoie, lasciarla esprimere come deve. Tutto il resto è marginale, ognuno lo faccia come meglio crede. Giusto o sbagliato che sia, viene continuamente metabolizzato e corretto dall’intero organismo universale, dopo che ci è servito per imparare la lezione del momento, per essere restituito in modo disponibile ed adeguato alle nuove necessità.

 

Niente rimane sempre uguale a sé stesso; pur restando fermo il principio ispiratore, ogni cosa che vive cambia sempre forma ed espressione, altrimenti sarebbe cosa morta.

Proprio perché il processo vitale si rinnova costantemente, noi possiamo esistere e permettere alla Vita di esprimersi attraverso tale processo.

 

IDP … però ad un certo momento dobbiamo migliorare noi … per noi stessi … cioè … pur aiutando gli altri, dobbiamo fare qualcosa per noi …

 

… se noi cominciassimo a vivere per noi stessi in modo consapevole, permetteremo a tutti di vivere la propria vita senza interferire. In tal modo li aiuteremo indirettamente come serve a loro. Dobbiamo ricordarci che non siamo separati, siamo come cellule di un unico organismo; se cambia anche una sola cellula, l’intero organismo non è più lo stesso, è diverso, è cambiato. Possiamo percepirci come soli e separati, ma è una percezione autolimitata dalla nostra paura di aprirci totalmente alla vita.

 

Se allargassimo il nostro campo di percezione, potremo vedere come, mentre stiamo facendo una cosa, insieme a noi stia partecipandovi, più o meno coscientemente, una moltitudine di altre persone. Il loro aiuto è fondamentale, senza di quello non disporremo di energia sufficiente per realizzare tutte le cose che “desideriamo e pensiamo”. Tutto ciò avviene comunque senza che alcuno sia necessariamente consapevole che il suo agire sia anche un aiuto per qualcun altro, che stia fornendo il suo aiuto “proprio a me”. Tutti aiutano tutti, volenti o nolenti, coscienti o no; tutti costringono tutti a cambiare anche se invece si vorrebbe mantenere tutto fermo; questo è l’eterno conflitto che avviene in ogni essere umano. Non c’è un istante di tregua in questa guerra alimentata da ogni nostro respiro, da ogni nostro desiderio e pensiero.

 

Non occorre poter spiegare questo stato di cose o dargli un nome; semplicemente avviene così perché in questo mondo di manifestazione materiale in cui “tutto ricevere, tutto ridare e così tutto rinnovare”, come dicevano gli antichi saggi, è una legge vitale combattuta da “tutto prendere, tutto trattenere e così tutto soffocare” che è una legge mortale spacciata per necessaria a sopravvivere.

Solo se evitiamo l’interferenza del nostro istinto speculativo a favore dell’una o dell’altra, solo se ci manteniamo neutri e disponibili, lasciamo che la Vita possa agire liberamente.

 

IDP … in questo momento … nel momento particolare che sto vivendo … mi occupo del mio nipotino di cinque mesi … mentre lo porto a spasso col passeggino, mi soffermo a godere di questa meraviglia … al massimo penso di potergli parlare della mia vita, delle mie esperienze ma gli dico anche: “sei tu che mi stai dando di più” …

 

… è uno scambio …

 

IDP … è la tua vita con lo scopo per cui sei nato … cioè … dopo questo momento magico di due vite …

 

… non è certo cosa semplice o facile che ci si confronti su questo piano con un altro essere umano che non può ancora esprimersi in modo sufficientemente comprensibile per noi; … questo collegamento non esiste solo con il suo nipotino, è possibile, anzi sussiste comunque con ogni cosa, nonostante noi, nonostante la nostra coscienza non lo percepisca. Se fossimo capaci di espandere questa condizione verso ogni essere vivente, simpatico o antipatico, scopriremo quel tipo di “beatitudine” …

 

IDP … quell’attimo …

 

… sì, quell’attimo in cui tutto si annulla in una unica percezione di totale pienezza, priva di tensioni o desideri di qualcosa di specifico, in cui semplicemente si è sè stessi e basta. Una beatitudine senza apparente motivo, perché non vi sono oggetti o situazioni particolari che la provochino … perché è il compendio di tutto … non esclude nulla.

 

IDP ... e fa parte di questa zona scura della figura alla lavagna? …

 

… sì, è quella situazione che matura in quello spazio in cui la nuova anima può cominciare a veder realmente le cose per quello che sono … perché ha occhi diversi con cui poter vedere ed informazioni diverse con cui agire.

 

IDP … e, aggiungo … questa sensazione allargata … per esempio quando sto per uccidere un ragno ... che mi dà fastidio … se mi soffermo un attimo … mi porta a dire a dire “tu hai la tua vita” e magari lo lascio andare … 

 

… sarebbe così in tutti i casi, anche se la sua mano lo uccidesse …

 

IDP … anche …

 

… perché, torno a dire, giudichiamo comunque tale situazione in modo speculativo, senza conoscerla realmente …

 

IDP … ma se lo ammazziamo è la stessa cosa? …

 

… sì, ma solo in quanto in entrambi i casi noi non conosciamo quale sia il disegno che coinvolge noi e il ragno …

 

IDP … perché qualche volta mi viene …

IDP … il rimorso … (risate dal pubblico)

 

… certo! I nostri sensi di colpa non cercano altro che farsi valere in ogni occasione buona, indipendentemente che ce ne sia motivo, per trarre giovamento da quella possibilità di esprimersi che viene offerta loro su un piatto d’argento. Non sto dicendo che siamo autorizzati ad ammazzare tutti i ragni … tuttavia funziona così anche per noi quando giunge il nostro momento … non importa gran che per mano di chi o per causa di cosa la nostra esistenza termina (non è proprio così, però non possiamo iniziare ora una discussione su un argomento di questo genere che implica ben altre conoscenze ed esperienze) … non possiamo prendercela o dare la colpa a tizio o caio che sono stati solo gli strumenti esecutivi di un ordine chiaro ed inderogabile proveniente da … beh … fate voi! I nostri corpi sono come elettrodomestici programmati per funzionare un tempo limitato e poi spegnersi comunque; che importanza ha se per una ragione elettrica o circolatoria o meccanica o, o, o, o … perché non siamo più utilizzabili o superati dalle nuove generazioni …

 

 

… prosegue nel prossimo articolo.

 

 

grafica e testo

pietro cartella

 

 

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Articolo pubblicato il 23/04/2021