Progetto «Train d’Union» per Torino e Piemonte

Il «Treno delle Meraviglie» in pillole dal neolitico ad oggi

Il clamoroso risultato del censimento 2020 “I luoghi del cuore”, iniziativa ormai decennale promossa dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) per non dimenticare tanti monumenti e luoghi meritevoli di conservazione e valorizzazione, ha riportato alla ribalta la situazione della storica tratta ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza, conosciuta con l’eloquente appellativo “Il Treno delle Meraviglie”, che ha guadagnato il primo posto con oltre 75.000 preferenze espresse dai partecipanti alla votazione.

L’esito del censimento, da cui traspare la grande affezione del pubblico verso questa straordinaria opera ingegneristica, di straordinario valore ambientale e paesaggistico, è stato accolto con particolare entusiasmo dai membri del comitato “Train d’Union – Il Treno delle Meraviglie”, nato a Torino nel gennaio di quest’anno con l’obiettivo di sostenere, con azioni di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e alla classe politica, l’attivazione di un corridoio ferroviario in grado di mettere in connessione, attraversando interamente da sud a nord il Piemonte, la Costa Azzurra e la Liguria di Ponente con la Svizzera e il nord Europa. L’ambizioso progetto del comitato, cui aderiscono cittadini e realtà associative francesi e italiane, non può infatti prescindere dall’urgenza di adeguamento e rivitalizzazione della linea storica Cuneo-Nizza-Ventimiglia, che costituirebbe il segmento iniziale di questo percorso su rotaia di respiro europeo.

Per comprendere meglio l’importanza e le ricadute economiche, sociali e turistiche che deriverebbero dalla realizzazione del progetto proposto da Train d’Union, partiamo con l’esposizione di alcune informazioni storiche essenziali, a cura del presidente del comitato Bruno Lianò Lanteri, in merito alla linea ferroviaria nota con appellativo di “Il Treno delle Meraviglie”.

L’appellativo di “Meraviglie”, oltre agli splendidi paesaggi che si possono ammirare durante il percorso, è collegato a una vasta zona ai piedi del monte Bego, nota come Valle delle Meraviglie (Vallée des Merveilles), per i graffiti rupestri tracciati fin del neolitico dai locali fino a ricoprire intere pareti rocciose. Alcune riproduzioni sono esposte nel Museo di Tenda. Sono queste sono le Meraviglie che meritano una visita.

 

Il Treno delle Meraviglie - Train des Merveilles in pillole dal neolitico ad oggi.

 

La storia dei collegamenti tra il Piemonte e la Costa Azzurra rimanda ai primi abitanti celto-liguri ed in seguito all’epoca romana, quando i legionari riuscirono a sconfiggere le ultime tribù libere, che controllavano i passi alpini e che troviamo elencate sul Trofeo di Augusto a La Turbie.

In sostanza per secoli, per raggiungere la pianura piemontese dal mare, bisognava superare, seguendo la via Marenca, di origine romana, e una rete di altre varianti, le Alpi Marittime attraverso impervi e pericolosi sentieri, spesso persino a rischio della vita, specie in certi periodi dell’anno, affidandosi a qualche esperta guida locale conoscitrice dei luoghi.

In epoca medioevale, uno dei passi principali usati era il colle di Tenda, infeudato ai nobili Lascaris (nome di origine bizantina) provenienti da Ventimiglia, che prosperavano grazie al pagamento di lauti pedaggi, in quanto controllavano una delle principali “Vie del sale”, definito l’oro bianco, elemento indispensabile alla vita e alla conservazione dei cibi, che veniva trasportato tramite vere e proprie carovane di mulattieri specializzati i quali disponevano di punti tappa, depositi e naturalmente erano soggetti al controllo di gabellieri o…… in epoca più recente la leggenda dice che dalle acciughe salate di contrabbando ebbe origine la “bagna càuda”.

Casa Savoia, che era fortemente interessata a realizzare uno sbocco al mare, grazie alla dedizione al Conte Rosso, Amedeo VII, il 28 settembre 1388 delle “Nuove terre di Provenza”, di cui Nizza era la località più importante, divenendo “Contea” solo nel 1526, riuscì a raggiungere in parte l’obiettivo, completandolo poi nel 1574 con la travagliata acquisizione della Contea di Tenda da parte del duca Emanuele Filiberto.

La famiglia Lascaris in queste vicende svolse un ruolo importante, tant’è che la sede torinese del consiglio regionale del Piemonte è situata nel prestigioso palazzo Lascaris, di fondazione seicentesca, ma acquisito nel 1803 dai Lascaris di Ventimiglia, subentrati ai Carron di San Tommaso.

L’aumento del traffico mercantile, con l’esigenza di disporre di un percorso più agevole, convinse il duca Carlo Emanuele I nel 1591 a programmare ingenti lavori per creare una strada “carrozzabile” che, sia per cause economiche, sia per la complessità del cantiere, venne terminata da Vittorio Amedeo III solo nel 1782, anche se il transito sul colle nel periodo invernale, per il forte innevamento, richiedeva a volte trasbordi difficoltosi.

Lo sviluppo di una rete ferroviaria in Piemonte spinse Camillo Benso conte di Cavour a richiedere nel 1853 al parlamento subalpino un finanziamento (non approvato) per collegare Torino con Nizza, e solo nel 1855 il treno raggiunse Cuneo, mentre nel 1860 avveniva ahimè la cessione della Contea di Nizza alla Francia.

Questo fatto rallentò i lavori, infine nel 1891 la ferrovia arrivò a Limone Piemonte e nel 1900, a seguito della costruzione di un tunnel ferroviario, opera importante per l’epoca, raggiunse la località di Vievola in Valle Roja (Briga e Tenda erano rimaste italiane).

A questo punto, nel 1904 a seguito della firma di una convenzione con la Francia, vennero ripresi i lavori, che nel 1915 raggiunsero San Dalmazzo di Tenda (località di frontiera). A causa della Prima guerra mondiale il cantiere procedette a rilento, fino all’inaugurazione avvenuta il 30 ottobre 1928. A Breil sur Roja era prevista una biforcazione che portava a Ventimiglia o in alternativa a Nizza via Sospel.

L’opera, di alto livello ingegneristico, dovendo superare dal livello del mare in circa 50 Km un dislivello di circa 1000 metri, ha richiesto ben 81 gallerie di cui 4 “elicoidali”, decine di ponti e viadotti (tra cui il famoso Scarassui che appare in molte foto, il quale attraversa l’intera vallata), comprendendo 6 stazioni sulla tratta Cuneo-Limone, 6 in Francia, 4 in Liguria oltre a quelle sulla linea Breil-Nizza.

La linea nel progetto originario era elettrificata e, oltre al traffico locale, vi erano collegamenti a lunga distanza come il Nizza-Cuneo-Berna-Basilea, il Nizza-Cuneo-Berlino e persino una littorina Sanremo-Sestriere.  Tutte queste linee, che passavano per Torino, vennero sospese a causa della guerra e mai più ripristinate, salvo qualche corsa straordinaria.

Per un caso della sorte, lo scrivente, avendo un padre di origine brigasca e essendo sfollato da Torino a causa dei bombardamenti in “Tera brigasca”, territorio sito nel comune allora italiano di Briga Marittima, ebbe l’avventura di incrociare a Tenda le truppe tedesche che nel corso della loro ritirata fecero saltare numerosi ponti e gallerie, mentre il tunnel si salvò miracolosamente non essendo esplose le cariche.

A questo punto una lunga pausa si impone, in quanto dal mese di aprile del 1945 passiamo al 6 ottobre del 1979 essendo occorsi ben 34 anni per riaprire la linea, non elettrificata per scarsità di finanziamenti da parte dello Stato italiano, principale sostenitore della riapertura.

In compenso, abbiamo ricevuto in eredità, a causa delle “Convenzioni” stipulate con la Francia, numerosi problemi gestionali ed una ripartizione dei costi di manutenzione che penalizzano l’Italia, per cui gran parte delle spese sostenute per manutenzione e adeguamenti in territorio francese risulta tuttora (salvo alcune recenti modifiche) a carico del committente italiano.   

In questo contesto, inevitabilmente la situazione è andata peggiorando: pochi treni, orari non compatibili con le limitazioni di velocità, alcuni cambi imposti da Torino a Fossano - Cuneo, più alcune saltuarie chiusure, e l’elenco dei disagi sarebbe ancora lungo…

Basti citare, come classico esempio di assurdità, che un progetto europeo (Alcotra-Calypso) di miglioramento della linea, commissionato tempo addietro dalla Regione Piemonte al Politecnico di Torino, non risulta essere stato preso in serio esame, e anche alcune manifestazioni organizzate nel tempo da vari comitati pro ferrovia non hanno dato risultati tangibili, salvo qualche promessa regolarmente non mantenuta.

Dulcis in fundo, l’uragano Alex, devastando la Valle Roja e zone limitrofe, ha finito di sconvolgere massicciamente le comunicazioni stradali e in parte anche quelle ferroviarie. Briga e Tenda sono rimaste per lungo tempo isolate dal punto di vista stradale (per ristabilire il collegamento con Limone Piemonte occorreranno anni di lavoro) e hanno mantenuto il contatto con il Piemonte solo tramite la ferrovia.

Questa constatazione ha convinto il presidente francese Macron a dichiararla indispensabile, annunciando lo stanziamento di fondi per il ripristino delle comunicazioni tra Nizza e Tenda. L’obiettivo è riattivare la tratta ferroviaria Breil – San Dalmazzo di Tenda (Saint-Dalmas-de-Tende) sinistrata in più punti, che, in base alle attuali previsioni, dovrebbe essere riaperta a maggio, mentre per quanto riguarda il collegamento con Ventimiglia, rimane un’interruzione tra Breil e il confine italiano di Olivetta San Michele i cui lavori, pur trovandosi in territorio francese, secondo la convenzione competerebbero all’Italia.                                                         

Per la soluzione della questione ci affidiamo alla… clemenza della corte.

Questa è stata la molla che ha spinto alcuni di noi, sulle orme di un precedente comitato spontaneo, sorto per raccogliere voti per il censimento del FAI, a fondare il Comitato “Train d’union – Il Treno delle Meraviglie” allo scopo di mettere in campo delle iniziative concrete che permettano il rilancio di questa linea storica inserendola in un progetto di più ampia portata e di respiro europeo, imperniato sulla valorizzazione di un corridoio ferroviario che dalla Riviera Italo-francese, passando da Torino e sfruttando la tratta (oggi sospesa e, quindi, da ripristinare) Santhià-Arona, raggiunga l’importante snodo di Domodossola, nell’alto Piemonte, e, da qui, la Svizzera (con il “Treno verde” Domodossola-Briga-Berna) e la Germania, come già avveniva negli anni Trenta, in modo da intercettare forti flussi turistici, favorendo in conseguenza lo svilupparsi di nuove opportunità, che stante la crisi endemica, sarebbero essenziali per l’economia dei territori attraversati.

Anche una collaborazione con il Principato di Monaco e un collegamento con lo scalo portuale Savona-Vado (merci e crociere) potrebbe contribuire a vitalizzare il corridoio ipotizzato, mentre la sola (pessima) alternativa sarebbe la conservazione di una linea “secondaria”, per non dire un ramo secco, come a suo tempo era stata classificata da un noto amministratore della rete ferroviaria.

Il recente censimento del FAI “I luoghi del cuore” nel quale la Ferrovia delle Meraviglie ha conquistato il primo premio raccogliendo più di 75500 votanti ci ha spronati a sviluppare con maggior forza e energia questa nostra idea, sensibilizzando l’opinione pubblica con numerosi articoli di giornale, seguiti da incontri telematici, allo scopo di stimolare i politici preposti, al momento piuttosto silenti, dai quali ci attendiamo un impegno più deciso, soprattutto in vista di un possibile utilizzo dei fondi del tanto celebrato “Recovery Plan”.

Dopo la recente riunione a Limone Piemonte, che parrebbe del tutto interlocutoria, alla presenza del Viceministro ai Trasporti dell’attuale governo italiano, si prospetta la data fatidica del 5 maggio in occasione del summit Italia-Francia (“ei fu siccome immobile dato il mortal sospiro, prese una bicicletta e fece n’altro giro”, potrebbe dire dalla tomba il defunto poeta romano Trilussa). Battute a parte, ci aspettiamo una decisa presa di posizione dei partecipanti in favore del futuro di questa linea, che deve diventare internazionale per garantirne la sopravvivenza e lo sviluppo. In ogni caso ci auguriamo che due nazioni vicine e amiche possano, in un contesto europeo, addivenire ad un accordo risolutore, spezzando il vetusto “nodo Gordiano” ereditato dai precedenti accordi.

Ciò detto, abbiamo ricevuto un discreto numero di adesioni da parte di privati, enti, associazioni ambientalistiche italo-francesi, ma per poter ottenere una maggiore considerazione, auspichiamo l’unione di tutti coloro che condividono questa iniziativa. Un convegno dedicato, Covid permettendo, è in preparazione verso la metà di maggio nella città piemontese di Venaria Reale.

Per presentare osservazioni/proposte potete contattarci tramite la pagina facebook “Train d’Union” o scrivendo a info@traindunion.eu. Forza e coraggio e… avanti Savoia !!!   LLB

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Articolo pubblicato il 08/04/2021