Suor Maddalena Morano, Chierese, Salesiana, Beata

Di Andrea Elia Rovera

Dopo aver parlato del grande Don Michele Rua, primo successore di Don Bosco, ho pensato che sarebbe stato bello parlare anche di una suora Salesiana: Suor Maddalena Morano.

Maddalena nasce a Chieri, in provincia di Torino, il 15 novembre 1847 da una famiglia nobile ma decaduta. Il motto del suo casato è “Etiam neglectae virescunt” che si può tradurre con “Fioriscono pur senza essere curate”.

Francesco Morano, papà di Maddalena, nel 1848 parte come volontario interventista nella guerra fra gli Asburgo e i Savoia. Rientrerà solo nel 1854 con una salute tarlata e malferma. Con i guadagni ottenuti durante il servizio alle armi prende una casa a Buttigliera d’Asti dove si trasferisce con la moglie Caterina Pangella ed i figli Pietro e Maddalena.

Maddalena è molto legata a suo fratello che, essendo solo due anni più grande, è per lei un buon compagno di giochi. Proprio grazie al forte legame con Pietro, Maddalena impara a stare anche con i maschi e si adatta ai loro giochi. I biografi dicono che spesso sfidava i compagni di gioco maschi alla corsa e non di rado li batteva. Questo, in più occasioni, le frutta il titolo di “bersagliera”.

Purtroppo, alla tenera età di otto anni Maddalena rimane orfana di papà e deve aiutare la mamma a far quadrare il bilancio familiare. Impara la preziosa arte del ricamo e realizza tanti bei filati che la mamma va a vendere alle signore al mercato. I sacrifici, il lavoro, gli stenti però non riescono a minare la fede della piccola Maddalena che – tra un ricamo e l’altro – legge il catechismo e medita la vita di Nostro Signore.

Un cugino della mamma, Don Francesco Pangella, però decide di aiutare questa giovane anima ed inizia ad insegnarle l’Italiano ed il pianoforte. Maddalena inizia nuovamente ad andare a scuola pur continuando ad aiutare la mamma nelle faccende domestiche.

A scuola Maddalena dimostra buona attitudine e soprattutto una condotta esemplare. La sua maestra, Rosa Girola, vede in questa bambina uno spirito educativo molto forte e decide, di tanto in tanto, di affidarle la cura dei bambini più piccoli della scuola. Lei si dimostrerà da subito una bambina seria, educata e paziente.

Finalmente Maddalena viene ritenuta idonea a ricevere Gesù Sacramentato e nel 1857 fa la sua Prima Comunione. La sua anima brucia di gioia per questo incontro mistico e spirituale. Da quel giorno lei capisce che deve essere tutta e solo di Gesù. Pochi mesi dopo aver ricevuto la Comunione, Maddalena incontra Don Bosco che era di passaggio a Buttigliera con i suoi ragazzi dell’Oratorio. Resta affascinata dal carisma di questo sacerdote. L’ideale educativo/preventivo di Don Bosco non la lascerà più e creerà in lei un vero tormento per la salvezza delle anime.

Intanto, nel 1862 la quindicenne Maddalena Morano viene assunta da Don Vaccarino, Parroco di Buttigliera, come maestra della nascente Scuola Materna Parrocchiale. I genitori dei bambini sono entusiasti di questa giovane maestrina; vedono in lei una docente allegra, intuitiva e molto benevola. Nel 1864 consegue il Diploma Magistrale e sente sempre più forte il desiderio di consacrare la sua vita al Signore nella Chiesa.

Dopo soli pochi anni di servizio nella Scuola Materna Parrocchiale, Maddalena Morano viene assunta nella Scuola Comunale Maschile di Montalto. Pur lontana dal paese e dalla famiglia continua a ricevere quotidianamente l’Eucarestia, a fare Adorazione Eucaristica e la pia pratica della Via Crucis appresa dalla mamma. La fede di Maddalena cresce e si fortifica fino a quando, durante una vacanza al paese, incontra una sua ex-alunna di Buttigliera che gli confida di volersi consacrare fra le Figlie di Maria Ausiliatrice fondate a Mornese nel 1872 da Don Bosco e Suor Maria Domenica Mazzarello.

Maddalena, ormai trentenne e con dieci anni di insegnamento sulle spalle, capisce che non può più far aspettare Gesù e dice alla sua cara mamma di voler anche lei entrare in un istituto religioso per l’educazione della gioventù. Purtroppo, molti istituti la rifiutano perché considerata troppo grande e matura e Maddalena soffre. Fa un pellegrinaggio alla Basilica di Maria Ausiliatrice in Torino e, inginocchiata ai piedi dell’Ausiliatrice, le viene una ispirazione divina: perché non chiedere a Don Bosco un consiglio? Don Bosco la incontra e la manda a parlare con Madre Mazzarello.

Nel 1878, Maddalena Morano va a Mornese ed il 12 agosto inizia gli Esercizi Spirituali nella Casa delle Figlie di Maria Ausiliatrice. C’è anche Don Bosco che la riconosce e la incoraggia a perseverare su questa strada. Il 4 settembre 1879 Maddalena, dopo aver fatto il noviziato, emette la Professione Religiosa: finalmente è Salesiana.

Madre Mazzarello ne vede subito le qualità e le competenze tanto che, seppur appena entrata nella Congregazione, la nomina maestra titolare della Scuola delle Educande e poi la invia a Nizza come maestra elementare superiore. Suor Maddalena è molto umile e distaccata dalle cose del mondo; è un tutt’uno con il cielo e Madre Mazzarello le dice: “Amiamolo neh, Suor Maddalena! Amiamolo Gesù! Lavoriamo solo per Lui senza alcun riguardo per noi stesse”.

Suor Maddalena Morano non dimenticherà mai queste parole ed eccellerà sempre nel cammino del lavoro e della santificazione. Le superiore, vista la sua grande vocazione educativa, la inviano ad Alì Marina (Messina) come formatrice e dopo pochi anni diventerà Ispettrice di tutte le Suore Salesiane della Sicilia. In 26 anni ha fondato una ventina di case salesiane, una decina di oratori, una decina tra scuole elementari ed asili, alcuni laboratori, dei convitti e dei centri per l’insegnamento della religione e del catechismo.

Tutti questi impegni e queste responsabilità non le tolgono mai il tempo e la voglia di stare in ginocchio in cappella per stare con il suo Gesù. Prega, prega tanto suor Morano, e chi le sta attorno lo sa. Il 26 marzo 1908, dopo una trentina d’anni di vita religiosa, il Signore chiama Suor Maddalena a sé. Giovanni Paolo II il 5 novembre 1994, durante un suo viaggio apostolico a Catania, la proclama Beata della Chiesa Cattolica definendola “Apostola Salesiana della Sicilia”.

Ancora una volta possiamo vedere che la tempra dei Piemontesi non conosce né limiti né confini. Quando c’è da fare del bene i Piemontesi sono in prima linea e non si mettono dietro a nessuno. San Giovanni Bosco, il Beato Michele Rua, la Beata Maddalena Morano, … tre splendide figure di carità dedite alla gioventù, sotto lo sguardo di Maria Ausiliatrice a servizio della Chiesa. Questo è il Piemonte che ci piace e che vogliamo far conoscere a chi Piemontese non è.

Andrea Elia Rovera

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Articolo pubblicato il 17/04/2021