Se la sinistra insulta i lavoratori

L'Opinione di Luigi Cabrino

C’era una volta la Sinistra paladina delle classi sociali meno abbienti, degli operai e dei lavoratori, che tramite la capillare organizzazione sindacale intercettava gli umori di quelle che definiva “masse” e ambiva ad esserne interprete quasi esclusiva.

Per la verità buona parte dei capipopolo in queste lotte operaie proletarie degli anni ’60 e ’70 erano borghesi benestanti che si arricchivano “parlando” di poveri e proletari giocando a fare i rivoluzionari di giorno e rientrando nei loro lussuosi palazzi alla sera, ma almeno recitavano bene.

Quella Sinistra che nel processo costituente aveva fatto in modo che la nostra Repubblica si fondasse sul lavoro e garantisse i diritti sindacali.

Bene, è un lontano ricordo questa Sinistra se il Presidente del Lazio ed ex segretario PD Zingaretti parlando delle proteste di ristoratori, baristi, addetti alle palestre che in questi giorni chiedono di poter tornare a lavorare in sicurezza per non morire di fame, ha definito queste attività “lavoretti”, cosa quindi di poco conto.

Questo la dice lunga sull’atteggiamento che la Sinistra ha nei confronti dei lavoratori, di gente che non chiede sussidi o elemosine, ma solo di poter lavorare.

Certo, attraverso le appendici sindacali, specialmente della CGIL e affini, riesce ancora a fare la solita retorica operaia, ma ormai proprio la Sinistra, dopo anni di governo praticamente ininterrotto ha contribuito notevolmente alla de industrializzazione del paese, punendo sì gli odiati industriali “padroni” ma facendo scomparire gli operai; la soluzione della Sinistra italiana alla “questione operaia” che ha animato il dibattito sociale ed economico dal XIX secolo è stata la semplice eliminazione degli operai, non ce ne sono quasi più.

Basta ricordare che il giornale di riferimento della Sinistra in Italia, la Repubblica, è appartenuto prima al finanziare Debenedetti ed è recentemente passato di mano finendo nella galassia Elkann- Agnelli, non proprio dei rivoluzionari bolscevichi….

Proprio su Repubblica alcuni giorni fa si dava ampio spazio alle lamentele della contessa Antonella Carnelli de Micheli Camerana ( anche lei nella galassia Exor – Agnelli – Elkann ) che, poverina, a causa delle restrizioni nel periodo pasquale si sentiva quasi prigioniera nela sua seconda casa a Portofino.

E’ evidente che se per la Sinistra i problemi causati dalle chiusure non sono quelli di commercianti, artigiani e ristoratori ridotti ormai alla fame ma quelli dei nobili che non possono trascorrere agevolmente le loro vacanze nelle seconde case a Portofino o a Capalbio possiamo parlare di un completo distaccamento dalla realtà da parte di questi signori che, va ricordato, governano l’Italia da anni pur essendo sempre “legnati” alle elezioni dai cittadini.

Dalle lotte proletarie alle lotte per le vacanze dei nobili e degli straricchi ( con denaro pubblico, ovviamente); non c’è che dire una bella mutazione per la Sinistra.

O forse meglio così. È finita la farsa di una Sinistra che tra i propri leader ha , ad esempio, un conte Gentiloni che oggi è al centro della burocrazia finanziaria multimiliardaria UE come commissario agli affari economici e che in gioventù di giorno faceva la rivoluzione proletaria e la notte tornava nel suo palazzo nobiliare a Roma; e di esempi simili ce ne sono tanti, dalla Boldrini che utilizza gli assistenti parlamentari per fare i suoi acquisti di lusso e non paga le colf ai banchieri rossi etc…

Quei pochi politici che ha  Sinistra provano ad accennare ad un allentamento delle restrizioni per queste categorie he ormai non ce la fanno più – e che a giugno dello scorso anno hanno fatto grosse spese per adeguarsi alle norme anti contagio per poi richiudere pochi mesi dopo - sono definiti poco meno che fascisti e reazionari.

Verrebbe quasi da rimpiangere i vecchi comunisti.

 

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 15/04/2021