Il Consiglio dei Ministri approva il Def. Pil 2021 al 4,5%. Draghi chiede unità

Il deficit salirà quest'anno all'11,8% e non tornerà sotto il 3% prima del 2025. Rapporto debito/pil stimato al 159,8%

Via libera del Consiglio dei ministri al Documento di economia e finanza che delinea il quadro macroeconomico italiano del triennio. Il Def, secondo l'ultima bozza a disposizione, prevede per il 2021 una crescita del pil programmatico al 4,5%, leggermente superiore al 4,2% previsto dall'Fmi. Il prossimo anno l'espansione dell'economia nazionale sarà invece del 4,8% per poi crescere del 2,6% nel 2023 e dell'1,8% nel 2024.

E’ Il debito più alto degli ultimi 100 anni. E un deficit a doppia cifra che non si è visto nemmeno durante le crisi del 2008 e del 2011. Quanto al rapporto deficit/pil a fine dicembre l'asticella salirà fino all'11,8%. 

Per tornare all'interno del parametro del 3% bisognerà attendere il 2025. Già dal prossimo anno l'indebitamento dovrebbe comunque ripiegare al 5,9% del pil e calare al 4,3% e al 3,4% nei due anni successivi. Il debito è stimato al 159,8% nel 2021, per poi diminuire al 156,3% nel 2022, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024.

I ministri hanno inoltre dato il via libera alla richiesta di un nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi di euro. Risorse che, una volta autorizzate dal Parlamento, saranno utilizzate per il nuovo decreto imprese, che dovrebbe essere varato entro la fine di aprile.

Il Governo è impegnato a dare ossigeno alle imprese con più della metà delle risorse e a sperimentare nuove strade per aiutare i giovani, tra i più colpiti dalla crisi, iniziando da uno sconto fiscale sui mutui per la prima casa.

Il faro del governo "è la crescita" ha detto il premier ai suoi ministri, confermando l'intenzione di mantenere "una visione espansiva per le imprese e per l'economia". E visto che è ancora il momento di dare i soldi, non di chiederli, il premier e il ministro dell'Economia Daniele Franco hanno proposto un quadro macroeconomico che, inevitabilmente, risente ancora dell'impatto negativo della pandemia ma che punta ad agganciare ritmi di crescita "mai sperimentati nell'ultimo decennio.

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Articolo pubblicato il 16/04/2021