Torino. Con l段naugurazione dell置ltimo tratto, viene completata dopo 15 anni, la linea 1 della metro

Per il presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia: Oggi non un giorno di festa, per completare un弛pera non si pu attendere quasi 10 anni, inaccettabile.

Ieri, alla presenza della sindaca, è entrato  in funzione l'ultimo tratto della linea 1 della Metropolitana di  Torino, dal Lingotto al confine con Moncalieri, con le due nuove stazioni Italia 61 e Bengasi.

Il tratto centrale della metropolitana di Torino, era stato inaugurato dal sindaco Chiamparino nel febbraio del 2006. Dopo nove anni dalle previsioni, arriva al capolinea, quasi l’intero percorso, perché all’appello manca ancora il tratto Fermi – Cascine Vica. Tempi biblici dovuti non solamente alla casualità, ma le responsabilità principali dei vergognosi ritardi, sono da attribuirsi alle scelte poco affidabili delle società appaltanti, da parte del Comune. Un trionfo della politica pasticciona che mette malamente le mani sugli appalti, con tempi e costi che si sono moltiplicati e ricadono sulla collettività.

Il percorso è di circa 2 chilometri che si stima possano far crescere i passeggeri di 6 milioni l'anno, il 12,5% in più, togliendo dalle strade cittadine 10 mila veicoli. Stucchevoli le dichiarazioni della sindaca Appenino.
"Dal primo giorno abbiamo voluto puntare sul trasporto pubblico locale - sottolinea la sindaca Chiara Appendino , che deve essere competitivo e alternativo all'auto privata. Quello di oggi è un pezzetto che si completa su una strada molto più lunga".

Si fosse occupata meno di piste ciclabili e di monopattini, avremo potuto constatare altri risultati.

Per l'assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi, "quest'opera contribuisce alla visione di sviluppo di quest'area. Abbiamo necessità di ridare fiducia al trasporto pubblico, che ha fatto un grosso lavoro in questo periodo per servire tutte le persone che hanno necessità di muoversi. Oggi diamo a Torino una infrastruttura solida e importante non solo per i torinesi”.

Il cittadino che alzerà gli occhi all’uscita dalla stazione Italia 61, potrà ammirare un altro fallimento della burocrazia e malgoverno della Regione, da Mercedes Bresso a Chiamparino, lambendo un Cirio, volutamente incolpevole, ma forzatamente con il cerino in mano. Stiamo parlando dell’inconcluso  grattacelo,  futura sede degli uffici della giunta regionale. Non si sa ancora quando ed a che prezzo potrà iniziare ad ospitare i dipendenti della regione. Un’altra vergona.

Ieri, almeno per gli osservatori più attenti, non è stato un giorno di festa. Lo ha ben espresso il presidente del Consiglio regionale:

“Oggi non è un giorno di festa, non avrei fatto alcuna cerimonia, non si può attendere quasi 10 anni per completare un’opera, è inaccettabile. Invece dell’inaugurazione della tratta Lingotto-Bengasi, chi ha gestito i lavori avrebbe dovuto chiedere solo scusa ai residenti e ai tanti operatori commerciali che in questi anni hanno subito molti disagi a causa degli infiniti cantieri. Agli ambulanti del mercato di piazza Bengasi per esempio, gli era stato promesso un fine lavori in tempi brevi. Invece dopo un decennio non si conosce ancora la data del loro rientro sulla piazza. Sul tema infrastrutture Torino è in forte ritardo rispetto alle altre città europee. Mi auguro che per la realizzazione della seconda linea ci sia una conduzione più veloce ed efficiente, sarebbe inammissibile aspettare come la linea uno ben 20 anni per il suo compimento.”  Dopo la parata di regime di questa inaugurazione patinata, ci dedicheremo alle promesse irrealizzate  per la sistemazione di Piazza Bengasi ed al disappunto dei residenti.

 

 

 

 

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Articolo pubblicato il 24/04/2021