Roma. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Recovery plan italiano, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il governo conferma sei missioni e 4 riforme di contesto

Sabato scorso, come avevamo annunciato, c’è stato un confronto intenso tra il Governo ed i partiti di maggioranza su contenuti e clausole del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio dei Ministri. La convocazione è slittata più volte sino oltre  le 22, quando anche Bruxelles ha accettato la mediazione di Draghi.

In effetti le attenzioni dell’Europa non debbono sorprendere. L’Italia è la prima beneficiaria degli strumenti economici del programma Next Generation EU. E non tutti in Europa nutrono grande fiducia nel nostro Paese. A quanto si dice, la trattativa tra Roma e Bruxelles sul Recovery plan non si è sbloccata per via burocratica, ma in seguito alla telefonata tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Il premier italiano avrebbe dato spiegazioni e rassicurazioni su alcuni punti considerati critici o quantomeno scivolosi. Sembrerebbe che uno dei punti toccati durante la telefonata sia stato quelle delle riforme, che l’Unione europea considera indispensabili. Sempre seguendo le indiscrezioni trapelate, Draghi avrebbe affermato: ”Non credo che dobbiamo fornire ulteriori spiegazioni, basta così. Ci vuole rispetto per l’Italia“, mettendo in chiaro che l’Italia deve essere rispettata.

Ma entriamo nel merito dei provvedimenti approvati dal Cdm. Il Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco ha svolto una informativa in merito al Piano per la ripresa e la resilienza, di cui all’articolo 18 del Regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, e al Fondo nazionale complementare. L’Italia, come già accennato, è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del programma Next Generation EU (NGEU), predisposto dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica e che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Si tratta del Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e del Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori di Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto, da impiegare nel periodo 2021-2026. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un corposo e organico pacchetto di investimenti e riforme, con l’obiettivo di modernizzare la pubblica amministrazione, rafforzare il sistema produttivo e intensificare gli sforzi nel contrasto alla povertà, all’esclusione sociale e alle disuguaglianze, per riprendere un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo rimuovendo gli ostacoli che hanno bloccato la crescita italiana negli ultimi decenni.

Si articola in 6 Missioni (digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute) e 16 Componenti. Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del NGEU e soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei, con una quota di progetti “verdi” pari al 40 per cento del totale e di progetti digitali del 27 per cento. Il 40 per cento circa delle risorse territorializzabili sono destinate al Mezzogiorno, a testimonianza dell’attenzione al tema del riequilibrio territoriale.

Il Piano è fortemente orientato all’inclusione di genere e al sostegno all’istruzione, formazione e occupazione dei giovani e contribuisce a ciascuno dei sette progetti di punta (European flagship) della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE. Gli impatti ambientali indiretti sono stati valutati e la loro entità minimizzata, in linea con i principi che ispirano il NGEU. Il Governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto: pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza.

Gli investimenti previsti avranno un impatto significativo sulle principali variabili macroeconomiche e miglioreranno in maniera importante gli indicatori sui divari territoriali, l’occupazione giovanile e quella femminile. Il programma di riforme potrà ulteriormente accrescere questo impatto. Inoltre, nel quadro di una più ampia e ambiziosa politica di ammodernamento del Paese, il Governo intende aggiornare e perfezionare le strategie nazionali in tema di sviluppo e mobilità sostenibile, ambiente e clima, idrogeno, automotive, filiera della salute.

Alle risorse previste dal PNRR si aggiungono quelle della programmazione nazionale complementare, quelle rese disponibili dal REACT-EU e quelle derivanti dalla programmazione dei fondi strutturali e di investimento UE.

Il testo del Piano, di ben 337 pagine, è già stato trasmesso alle Camere. Come giù evidenziato ieri, il Governo riferirà in Parlamento oggi e domani, sui contenuti. In tal ambito emergeranno anche i singoli provvedimenti di cui si è discusso con i partiti, e cioè, Pensioni, sgravi, Infrastrutture, intelligenza artificiale, prima dell’inoltro del testo a Bruxelles, entro il mese..

Poi, dalle belle intenzioni, si dovrà passare ai fatti…

 

 

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Articolo pubblicato il 26/04/2021