I Reportage «Venerd́ Dal Sindaco»

Proseguono con Giuseppe Bava, Primo Cittadino di San Sebastiano da Po (Torino)

Questa settimana prosegue con l’intervista al primo cittadino di San Sebastiano da PoGiuseppe Bava, la rubrica “Venerdì dal Sindaco” che, per iniziativa della Direzione comunicazione e rapporti con i cittadini e il territorio della Città Metropolitana, propone reportage televisivi e interviste ai primi cittadini dei piccoli Comuni nel canale “YouTube” dell’Ente. Il “Venerdì dal Sindaco” è un’occasione per conoscere le peculiarità dei piccoli centri del territorio della Città Metropolitana di Torino, comprendere le emergenze e ipiccoli e grandi problemi quotidiani con cui si confrontano i Sindaci, scelti dai loro concittadini per amministrare comunità montane e rurali a torto considerate marginali; realtà in cui la politica è volontariato puro.

Per vedere i filmati e i reportage fotografici del “Venerdì dal Sindaco” basta andare sul portale Internet della Città Metropolitana di Torino alla pagina http://www.cittametropolitana.torino.it/speciali/2021/venerdi_dal_sindaco/

I filmati vanno anche in onda sull’emittente interregionale Telecupole, il sabato alle 14,30 con repliche la domenica alle 18,45 e il lunedì alle 20,40.

Nell’ultimo numero della rivista settimanale della Città Metropolitana “Cronache da Palazzo Cisterna” si può leggere il reportage da San Sebastiano da Po; basta andare nel portale della Città Metropolitana alla pagina

www.cittametropolitana.torino.it/ufstampa/cronache/

 

STORIA, CULTURA, NATURA E SUGGESTIVI PANORAMI AL CONFINE TRA COLLINA TORINESE E MONFERRATO

 

Questa settimana la rubrica Venerdì dal Sindaco è dedicata a San Sebastiano da Po, Comune in cui la Collina torinese incontra le prime propaggini del Monferrato, a nord-est di Torino, sulla destra del Po, a sud di Verolengo, tra Castagneto Po e Monteu da Po.

La particolare conformazione del territorio e le vicende economiche politiche hanno portato alla creazione di vari nuclei abitativi: alcuni in collina, altri nelle valli formate dal torrente Leona e dal rio Bellavalle, altri ancora nella pianura compresa tra il Po e la collina. Attraverso le parole del sindaco Giuseppe Bava il reportage ha descritto un Comune di quasi 2000 abitanti, che vanta molte eccellenze storiche, naturalistiche e sociali.


San Sebastiano, gemellato dal 1990 con i francesi di Montamisè (Comune del Dipartimento della Vienne, nella regione della Nuova Aquitania), è un Comune composto da diverse frazioni le cui principali sono: Abate, Caserma, Colombaro, Moriondo, Rottenga, Saronsella e Villa, il centro storico e capoluogo. A queste si aggiungono numerosi altri nuclei di diversa fisionomia. La località è abitata fin dall'alto Medioevo.

I primi documenti la pongono sotto la signoria dei Radicati, famiglia probabilmente originaria della zona un tempo sede del Priorato di San Michele di Radicata e ancor oggi nota come Bric 'd la Rià.

All'inizio dell'età moderna il territorio fu teatro delle aspre guerre per la supremazia sul Piemonte, prima fra i Savoia e i Marchesi del Monferrato, poi con il coinvolgimento di Francesi e Spagnoli.

Fondamentale per la rinascita di queste terre fu la loro acquisizione in feudo da parte del marchese Giambattista Novarina di Spigno, decurione della città di Torino, nel 1665.

Nel 1687 in San Sebastiano alto furono insediate le strutture amministrative e furono costruiti un castello e la nuova chiesa parrocchiale.

Nel 1716 il feudo passò, con titolo comitale, a Francesco Antonio Gazzelli e in seguito ai Boetti di Cocconato.

Nel 1753 la comunità di San Sebastiano bandì una gara d’appalto per la ricostruzione della chiesa parrocchiale. All’appello rispose uno dei maggiori architetti del barocco piemontese, Bernardo Vittone, al quale venne affidata la conduzione dei lavori. La nuova parrocchiale dei Santi Martiri Sebastiano e Cassiano fu completata nel 1762. 

È un tipico esempio di architettura barocca, con un interno molto ricco e un imponente torre campanaria a destra della facciata. L’arte del Vittone non lasciò indifferente il conte di San Sebastiano Paolo Federico Novarina, che nel 1761 lo incaricò di ristrutturare l’intero complesso del castello che negli anni successivi ospitò personaggi illustri come Napoleone I e Cavour, ma anche artisti eccellenti come il pittore e architetto piemontese Piero Bagetti e l’architetto specializzato di giardini Xavier Kurten che, progettando il parco, lo fece diventare campo di studio dell’Università di botanica di Torino.

San Sebastiano accoglie importanti realtà sociali. Una è senza dubbio Cascina Caccia, esempio concreto della vittoria della società civile contro la criminalità organizzata.

Dedicata alla memoria di Bruno Caccia - Procuratore Capo di Torino, ucciso in un agguato mafioso il 26 giugno 1983 - e di sua moglie Carla, la Cascina è diventata un simbolo della lotta alle mafie nel Nord Italia, ma ancora di più, un simbolo di luce e di riscatto.

Il bene apparteneva alla famiglia ‘ndranghetista di Domenico Belfiore, ma nel 2007, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, fu assegnato al Gruppo Abele, che ha poi affidato, nel 2008, la gestione del progetto all’associazione ACMOS, ancora oggi presente e affiancata dalla cooperativa Nanà.

Tra le realtà naturalistiche invece non si può non parlare dell’Oasi degli Animali, un parco faunistico, da poco dichiarato Zoo, situato sulle colline di San Sebastiano. Un progetto nato nel 1993, quando il professor Dario Garabello decide di trasferirsi in campagna per coltivare la sua grande passione per gli animali.

Oggi la struttura ospita una vasta collezione di animali esotici e autoctoni, che vivono in ampi recinti in mezzo ad un bosco di 160.000 metri quadrati, inserito in un ambiente il più possibile simile a quello naturale.

L’Oasi degli Animali si occupa anche di esemplari che sono stati confiscati ed affidati nel tempo alla struttura dal Corpo Forestale dello Stato e dagli agenti faunistico-ambientalidella Città metropolitana di Torino, con cui l’Oasi ha una convenzione. Nel caso di ritrovamento di cuccioli, questi vengono portati al parco affinché siano svezzati, curati e poi, se possibile, riconsegnati alla Città Metropolitana per il loro rilascio in natura.

Insomma San Sebastiano da Po è un Comune attivo e vivace che, grazie al lavoro della Pro Loco e del gruppo locale dell’Associazione Nazionale Alpini, negli anni ha contribuito a costruire una comunità sensibile e attenta ai bisogni del territorio. L’appuntamento ideale a San Sebastiano è per la prossima Sagra del Pum Matan, dedicata ai deliziosi ravioli con il ripieno di mele; oppure, 12 mesi l’anno, per una passeggiata in collina in cui si può ammirare un paesaggio mozzafiato.

 

Fonte: Ufficio Stampa Città metropolitana di Torino.

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Articolo pubblicato il 01/05/2021