“Italia ’61. L’evento che cambiò Torino”

Sessant’anni fa Torino diventava la capitale del mondo

Scritto con uno stile fresco e brillante, “Italia ’61. L’evento che cambiò Torino” (Susalibri editore, 160 pagine, € 9,90) è disponibile in tutte le edicole fino al 28 maggio (anche in allegato al quotidiano “La Stampa”)  e presto anche in tutte le librerie e negli store online. Il libro ripercorre, attraverso cronache, illustrazioni, testimonianze e molte curiosità inedite, la storia di quella indimenticabile avventura che fu Italia ’61.

 

Nico Ivaldi, torinese, è autore di undici libri. Tra i suoi successi: “Castelli maledetti” e “Manicomi torinesi”, pubblicati con Editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella.

 

“Italia ’61. L’evento che cambiò Torino”

 

Sessant’anni fa Torino diventava la capitale del mondo.

 

Era il 6 maggio 1961 quando il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi inaugurava l’Esposizione Internazionale Italia ’61, organizzata per celebrare i cento anni dell’Unità.

Sul terreno bonificato del quartiere Millefonti, nella parte sud della città, fu edificato il Comprensorio delle Mostre, con attrazioni di ogni tipo che accolsero nell’arco di poco meno di sei mesi milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

 

Qui il disegnatore Walt Disney tenne a battesimo, in un’apposita costruzione circolare realizzata dalla FIAT, il Circarama, il rivoluzionario cinema a 360 gradi.

Non lontano dal Circarama si estendeva un gigantesco luna-park che non avrebbe sfigurato a Disneyland.

Perla di questa immensa città del divertimento era la futuristica monorotaia, il “trenino-aereo” da duecento posti che “volava” a sette metri da terra su un viadotto appoggiato su solide travi di cemento armato.

 

La monorotaia diventò il biglietto da visita di Italia ’61 nel mondo: ci metteva un minuto e mezzo per percorrere 1200 metri a una velocità di 60 chilometri all’ora, un tragitto così breve che non si faceva in tempo a salire che si era già arrivati, per il gran dispiacere soprattutto dei bambini!

La monorotaia collegava le due costruzioni-simbolo della manifestazione: il Palazzo del Lavoro e il Palazzo a Vela o Palazzo delle Mostre.

 

Il Palazzo del Lavoro fu costruito dall’ingegnere Pier Luigi Nervi. Era una costruzione maestosa in cemento armato e acciaio che occupava una superficie di 25mila metri quadri. Le sedici colonne o “alberi” sostenevano una volta - composta da quadrati di 36 metri per 36 sorretti ognuno da una raggiera di travi d’acciaio che si dipanava dal pilastro - capace di coprire comodamente la superficie del Colosseo di Roma.

 

Quest’opera – orgoglio dell’architettura nazionale - ospitò l’Esposizione “Il mondo al lavoro”, diretta da Gianni Agnelli e ricevette visite di capi di stato, di ambasciatori, di ministri, di plenipotenziari, di esponenti autorevoli del mondo politico, economico e culturale di ogni angolo del pianeta.

 

Nel Palazzo a Vela, costruito vicino a un laghetto, ebbe luogo la Mostra Moda Stile e Costume, ideata dal vulcanico costruttore Pininfarina: nel teatro a pianta circolare ribattezzato Teatro dei Mille, costruito all’interno, erano raccolti gli oggetti più iconici del ventesimo secolo.

 

In quei mesi per spostarsi da un’attrazione all’altra erano stati potenziati il trasporto aereo e quello fluviale. Con l’ovovia, a bordo di piccole, coloratissime cabine biposto, soprannominate “ovetti”, si poteva salire dalla zona dell’Esposizione al nuovissimo parco Europa di Cavoretto, sulla collina torinese, percorrendo 871 metri con un dislivello di 120 metri.

 

Tre motonavi – la “Torino”, la “Firenze” e la “Roma” – permettevano ai turisti di godere del panorama cittadino dal fiume. Partivano dai Murazzi e giungevano sull’altra sponda del Po dove c’era la Mostra delle Regioni curata da Mario Soldati: consisteva in venti padiglioni disposti secondo un disegno planimetrico a forma di stivale e collegati tra di loro da pensiline sopraelevate coperte, in una felice posizione panoramica lungo il fiume.

Anche il centro storico di Torino, fu coinvolto dalle manifestazioni di Italia ’61.

 

Nel restaurato Palazzo Carignano venne ospitata la Mostra Storica del Risorgimento, con cimeli provenienti dai principali musei italiani e europei: giunse perfino la massiccia porta di legno dello Spielberg, il carcere in cui fu rinchiuso il patriota Silvio Pellico.

 

I teatri del centro, soprattutto l’Alfieri e il Carignano, ogni giorno erano sold-out: il corposo cartellone di spettacoli (recital, concerti di classica, di lirica e di jazz, musical come “West Side Story”, commedie, marionette, balletti) era di un livello così alto e con interpreti tanto prestigiosi da fare scrivere ai giornali che sulle sponde del Po era nata una nuova Broadway!

Con “Flor 61”, l’angolo del Valentino compreso tra il Borgo Medievale, Torino Esposizioni, la fontana dei Dodici Mesi e il ponte Isabella fu trasformato in un meraviglioso parco fiorito.

 

Molto ricco fu anche il cartellone di eventi sportivi: per la prima e unica volta, proprio a Italia ’61, Torino ospitò gli Internazionali d’Italia di tennis, vinti dal nostro Nicola Pietrangeli. Nel torneo di calcio internazionale, lo Stadio Comunale assisté alle imprese del Campione del Mondo Pelé, impegnato con la sua squadra, il Santos. E poi Livio Berruti corse i duecento metri e il pugile Nino Benvenuti inaugurò il Palazzetto dello Sport.

 

L’Esposizione Internazionale Italia ’61 fu il biglietto da visita non soltanto di una città, ma di una nazione intera che stava vivendo gli anni ruggenti del boom economico.

 

Fu anche la consacrazione del made in Italy, delle nostre eccellenze in campo imprenditoriale, artistico, culturale, tecnico e scientifico: da Agnelli a Olivetti, da Nervi a Pininfarina, da Mattei a Soldati, da Guttuso a Rossellini, da Armando Testa a Giò Ponti.

 

 

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Articolo pubblicato il 03/05/2021