Coprifuoco? C'è chi dice no!

Molte le iniziative in tutte le piazze d'Italia. Scopriamo più da vicino la Manifestazione di Torino contro il coprifuoco.

C'è chi dice no! 

No, non è una canzone di Vasco Rossi, ma il grido delle miriadi di persone che si sono stancate di pagare il prezzo di una pandemia malgestita da politici sempre meno capaci.

In molte piazze d'Italia, in queste sere, stiamo assistendo a molteplici manifestazioni pacifiche, volte a sforare l'orario del coprifuoco. Una misura inefficace quanto dannosa, sia alla nostra economia che per il contenimento degli indici Rt.

Insomma, si mobilita la cittadinanza e la buona politica. E anche a Torino hanno preso parte diversi movimenti che sono scesi in piazza per opporsi a queste inutili quanto insensate restrizioni. 

Ma a mobilitarsi non c'è solo il fronte sovranista, volgarmente etichettato dalla sinistra come "negazionista e terrapiattista". In piazza e nelle strade sono scese moltissime persone, dai ristoratori alle partite Iva, i quali si sono stancati di pagare il costo di una crisi che non gli appartiene. 

A guidare la protesta c'era il Coordinamento torinese per il dissenso, che è composto al suo interno da più sigle. Unico invece l’obiettivo: protestare contro le norme che limitano la libera circolazione serale per via dei contagi Covid. 

Scopo del coordinamento e dei liberi cittadini scesi in strada è di manifestare il proprio dissenso pacificamente.

Ergo, una buona piazza che non ha nulla a che fare con le violenze dei centri sociali, nè con l'estremismo di sinistra, volto solo a seminare odio di strada; come è avvenuto purtroppo a Bologna. 

A manifestare a Torino c'erano invece libere associazioni di commercianti e di ristoratori, e il partito politico "Ancora Italia", movimento fondato dal filosofo torinese Fusaro e dallo psicoterapeuta Scardovelli. 

Ma al netto delle organizzazioni politiche, lo scopo non è quello di fare propaganda. Si vuole mettere in evidenza un problema reale. Davvero sentito dalla gente. Una vera e propria disobbedienza civile, la quale è una forma di lotta politica estremamente diretta: scopo di chi attua questa strategia di lotta è quello di evidenziare, mediante la propria disobbedienza, l’ingiustizia palese di una norma di legge. 

L'iniziativa di protesta è partita da Piazza Castello, ritrovo previsto per le 21. Poi, in accordo con le Forze dell'Ordine avrebbe dovuto sforare non oltre le 22 e 10. Il gruppo, per evitare di violare l'accordo, superato l'orario prestabilito, ha intrapreso una camminata simbolica fino in Piazza Vittorio.

Il corteo ha preseguito in maniera pacifica e non violenta.

Questa disobbedienza civile al coprifuoco punta chiaramente a rendere evidente la contraddizione di una politica che da un lato ti obbliga a rimanere in casa, ma dall'altro non ti impedisce di andarti a fare un'apericena all'Estero, magari alle Canarie.

Gli ultimi esecutivi ci hanno oramai abituati a questo genere di cortocircuiti mentali.

Queste contraddizioni, unite ad uno status quo sempre più coercitivo e ad una comunicazione sempre più scadente e contraddittoria, ha portato milioni di italiani ad assumere un atteggiamento dubbioso e prudente verso qualunque comunicato politico o sanitario, a prescindere dall'autorevolezza vera o presunta del comunicatore. 

Questo comporterà in futuro ad una conseguente quanto crescente sfiducia delle masse dalle rispettive democrazie Occidentali. 

Oramai appare cosa certa. Dopo la pandemia, ad una crisi economica ne seguirà un'altra di rappresentanza democratica. A questo punto la Scienza Politica si dovrà interrogare su diversi punti, due fra tutti. Cosa darà rappresentanza ai cittadini al posto dei Parlamenti? Cosa garantirà la correttezza dell'Informazione in sostituzione dei TG e dei media di massa? 

 

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Articolo pubblicato il 06/05/2021