Draghi: “L’Italia è pronta a dare il benvenuto al mondo”
Firenze

Ma a quali condizioni? I turisti dovranno soddisfare una serie di misure, non ancora definite.

L'Italia è pronta a riaprire ai visitatori internazionali. Lo ha dichiarato il premier Mario Draghi martedì,  in un intervento alla riunione dei ministri del turismo del G20. “Il mondo vuole viaggiare in Italia e l'Italia è pronta a dare il benvenuto al mondo", ha affermato Draghi, annunciando l'introduzione di un certificato che permetterà di viaggiare nella Penisola. “Noi dobbiamo offrire regole chiare, semplici per garantire che i turisti possano venire da noi in sicurezza.

A partire dalla seconda metà di giugno sarà pronto il green pass europeo. Nell'attesa, il Governo italiano, potrà introdurre un certificato verde nazionale, che entrerà in vigore a partire dalla seconda metà di maggio", ha aggiunto.

Quest’annuncio ha avuto eco anche sui media internazionali, ma, entrando nella notizia, molti tasselli sono ancora d mettere a posto.

Il  pass sarà conferito alle stesse condizioni di quello europeo. Lo potrà ricevere chi è guarito dalla Covid-19, chi è stato vaccinato o chi è risultato negativo al tampone. Consentirà lo spostamento anche nelle regioni arancioni o rosse. Diversi punti restano da chiarire. In particolare come rendere equivalenti i documenti degli altri Paesi, con quelli italiani ed il tempo è breve.

Attualmente, i turisti provenienti dall'Unione europea e dallo spazio Schengen  possono entrare in Italia con un risultato di un test Covid negativo, devono osservare una quarantena di 5 giorni nel luogo di destinazione ed effettuare un altro test alla fine dell'isolamento. Per chi proviene da altri Paesi la quarantena è di 10 giorni.

Il crollo del turismo in Italia è stato di oltre il 60% nel 2020 rispetto all'anno prima: solo 25,53 milioni di visitatori si sono recati in Italia, contro i 65 milioni del 2019. A livello economico si trovano le stesse proporzioni, con una perdita di guadagno di 26,85 miliardi di euro. Per cui, dopo le dichiarazioni di Draghi ci aspetteremo che ogni iniziativa per attirare turisti, venga avviata celermente.

I ministri del Turismo del G20 hanno adottato nel corso della riunione delle linee direttive per la ripresa del settore, tra cui i viaggi in sicurezza, la digitalizzazione, gli investimenti e le infrastrutture, il tutto all'insegna dell'inclusività e la sostenibilità ambientale.

Belle parole ma il turista, per recarsi in Italia, dovrà prenotare  un viaggio o un soggiorno e vuole conoscere regole, procedure e costi. Altri Paesi europei hanno già aperto le porte al turista, con proposte vantaggiose. L’Italia, per bocca di Draghi, ha rivolto appelli e formulato annunci, ma  poi?

La nostra burocrazia è già di per se lenta e penosa. Si sta già scatenando la lotta di virologi che, anche in quest’occasione non perdono l’occasione per  prodursi in distinguo continuando a contraddirsi tra di loro. Intanto il tempo passa.

Se poi torniamo con la mente all’anno scorso, quale situazione hanno trovato i turisti in Italia? Disponibilità all’accoglienza sulle spiagge dell’Adriatico ove, infrangendo anche qualche regola, i bagnini e albergatori hanno cercato di rendere il più possibile normale la vivibilità dei vacanzieri.

Qualche problema in più si è riscontrato nelle città d’arte e sul versante tirrenico. La maglia nera l’hanno continuata a detenere  i trasporti, Trenitalia innanzitutto.

I treni ad alta velocità, ad esempio, hanno continuato, come nei mesi della ghettizzazione, a non circolare nelle  corse del mattino presto e alla sera, rendendo impossibile per turisti italiani e stranieri, recarsi nelle città d’arte e rientrare in serata nelle località di soggiorno. Valga l’esempio del Piemonte. Venezia e le città d’arte del Veneto e dell’Emilia (Treviso, Ravenna e San marino, Rimini) erano difficilmente raggiungibili e, per di più solamente nel pomeriggio.

Per completare le negatività, le consuete tariffe agevolate erano state cancellate.

Si piange giustamente sulla flessione del turismo, m da chi partono cause e responsabilità? Gli albergatori e gli operatori del turismo, hanno manifestato il loro disagio a Roma e nelle grandi città contro misure a volte incomprensibili che il governo continua ad adottare. Ma se la lentezza dei poteri decisionali non sarà in grado di presentare, sin da ora, progetti allettanti. quei pochi turisti che invece di recarsi in Spagna, Grecia. Slovenia, scenderanno in Italia, potrebbero amaramente pentirsi.

Non perdiamo il vizio di danneggiarci da soli. Saremo ben lieti di poter ammettere il contrario, ma purtroppo quel che stiamo vedendo è di per sé eloquente: Italy is in agony

 

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Articolo pubblicato il 06/05/2021