Clandestini. Non si fermano gli sbarchi a Lampedusa

Salvini chiede un vertice con la presenza di Draghi

Forse la situazione è sfuggita all’attenzione di Enrico Letta, alle prese con la fallita intesa con i grillini per costituire giunte giallo rosse nelle principali città, in vista delle amministrative di autunno.

 

Ma nelle ultime 24 ore, com’è ormai noto, le 20 barche giunte a Lampedusa provenivano soprattutto dalla Tunisia e in parte dalla Libia. A bordo vi erano 2'218 persone, tra donne, uomini  e bambini che sono state trasferite al centro di accoglienza e di registrazione dell'isola.

 

Per non perdere la conta, dall'inizio dell'anno, gli arrivi via mare in Italia sono circa 13'000. Un anno fa, nello stesso periodo si contavano 4'100 arrivi.

 

La cronistoria appare concepita da una regia impeccabile. Nella notte tra domenica e lunedì, una motovedetta della capitaneria ha soccorso un peschereccio con a bordo 352 persone di varia nazionalità, a nove miglia dalla costa. Poi, un'altra motovedetta ha trasbordato altre 87 persone che si trovavano su un barcone. L’organizzazione non governativa Alarm Phone, che gestisce una linea telefonica d'emergenza, ha avvertito che centinaia di altre persone, a bordo di almeno cinque imbarcazioni, erano in difficoltà nella zona di mare di competenza di Malta.

 

L’’hotspot di Lampedusa, che ha una capienza massima di 250 posti, è ormai al collasso e la prefettura di Agrigento sta accelerando le procedure di trasferimento.

Tra i migranti sbarcati a Lampedusa si trovano soprattutto tunisini, ivoriani e bangladesi. Come detto, secondo gli investigatori la maggior parte dei barconi sono partiti dalla Tunisia. La ministra dell'interno Luciana Lamorgese si recherà tra una decina di giorni a Tunisi, proprio per affrontare il tema migrazione.

 

La situazione non è migliore in Libia, da dove sono partiti almeno un paio di pescherecci carichi di migranti. Il nuovo Governo di accordo nazionale, guidato da Abdel Hamid Dbeibah, sembra per ora avere mille difficoltà per imporre la sua autorità alle diverse milizie che si spartiscono il Paese. Ricordiamo inoltre che giovedì scorso un peschereccio italiano era stato mitragliato al largo delle coste di Bengasi da una motovedetta militare libica.

 

C’è chi non crede al fato e si sta muovendo. Nel silenzio generale del governo, è l'ex ministro dell'Interno leghista, Matteo Salvini che alza il tiro: «È necessario un incontro col presidente Draghi, con milioni di italiani in difficoltà non possiamo pensare a migliaia di clandestini (già 13.000 sbarcati da inizio anno)». Con il passare delle ore la tensione sale e gli sbarchi non si fermano. Fratelli d'Italia e Forza Italia auspicano un cambio di rotta con controlli rigidi sulle coste italiane. La bomba sbarchi sembra interessare solo il centrodestra. Pd e M5s ignorano la questione. Intanto il dossier immigrazione rischia di trasformarsi nel nuovo ostacolo lunga la strada del governo.

 

Salvini e Lamorgese, con spirito collaborativo, hanno convenuto che faranno il punto al più presto insieme al presidente del Consiglio. Sul tavolo c'è la costituzione di una cabina di regia per affrontare il dossier insieme a tutti i ministri coinvolti: oltre all'Interno, la Difesa e gli Esteri. In modo da pianificare condivise misure in vista di un'estate che si annuncia complicata sul fronte flussi.

 

Intanto, intorno al 20 maggio la titolare del Viminale sarà a Tunisi con il commissario europeo Ylva Johansson, per affrontare il tema con le autorità locali. Quello che è certo è che in Libia come in Tunisia il controllo delle coste si sta dimostrando inefficace. Così come quello delle frontiere desertiche del Sud da dove passa il flusso proveniente dall'Africa centrale.

 

Per quanto riguarda la Libia c'è inoltre da evidenziare la difficile situazione sul territorio, con il nuovo governo di accordo nazionale del premier Abdel Hamid Dbeibah che cerca di acquistare autorità sulle diverse milizie che si spartiscono il Paese in vista delle elezioni programmate a dicembre. Ci sono poi da considerare le tensioni legate all'incidente dei colpi di mitragliatore sparati da una motovedetta libica contro un peschereccio italiano.

 

Una situazione complessa, dunque, che il Governo punta ad affrontare in tutti gli aspetti in modo sistematico e non contingente, coinvolgendo diversi ministri, non solo il Viminale che ha il problema di dove sistemare i migranti che sbarcano, con tutti gli adempimenti relativi alla fotosegnalazione ed ai tamponi da effettuare. Per ora c'è ancora posto sulle navi dedicate alla quarantena, ma i bandi dovranno essere rinnovati.

 

Ma intanto in Italia la polemica esplode. Il sindaco di Lampedusa Totò Martello dà la colpa a Salvini. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, non fa sconti: «L'immigrazione clandestina va fermata. Vanno fermati gli scafisti e le Ong immigrazioniste che speculano sulle tragedie. Come Fratelli d'Italia continuiamo a chiedere al ministro Lamorgese un immediato blocco navale».

 

Il centrodestra si ricompatta. Dura la posizione anche di Forza Italia: «La nuova emergenza sbarchi a Lampedusa potrebbe essere il primo segnale di quanto accadrà nei prossimi mesi, e in questo senso sarebbe un errore gravissimo sottovalutare l'allarme lanciato da Frontex sulla massiccia ondata di migranti irregolari dal Nord Africa in coincidenza con l'allentamento delle restrizioni anti-Covid, con l'Italia come unica destinazione.

 

Nella maggioranza non c'è una linea univoca sulla gestione dei flussi migratori, ma deve essere chiaro che con l'Italia alle prese con la crisi economica, sociale e sanitaria causata dalla pandemia non è possibile tornare all'accoglienza indiscriminata del 2015-2016».

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Articolo pubblicato il 11/05/2021