Torino. Il Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso continuerà ad attirare visitatori e studiosi
Stefano Allasia

Il presidente Stefano Allasia risponde alle ripetute e deliranti affermazioni di De Bonis: “I musei vanno aperti e non chiusi, basta denigrare il Museo Lombroso”

Sabato abbiamo riportato le incolte ed oltraggiose affermazioni di un senatore lucano che si è permesso di mettere in dubbio, rivolgendo un’interrogazione al Ministro Franceschini, la funzione del Museo di Antropologia Criminale e, con esso la statura dell’insigne studioso Cesare Lombroso che fu docente nella nostra università.

 

Abbiamo ricevuto il consenso di migliaia di lettori che si è esteso anche ai social. Siamo rimasti colpiti dalla rozzezza e superficialità delle affermazioni di De Bonis, che ieri ha rincarato la dose, in quanto riteniamo che quando si tratta di intervenire su tematiche culturali e sulle finalità didattiche di un museo,  si debba disquisire con egual conoscenza e con rispetto del contesto nel quale le iniziative sono sorte senza ricorrere al trivio, indubbiamente connaturato ai condizionamenti ambientali ed ai limiti culturali di chi agita spauracchi privi di cogito.

 

Nel merito della farneticazioni pronunciate, il senatore in questione, infastidito da "alcune testate a trazione nordista - dichiara - mi attaccano appellandosi alle solite argomentazioni trite e ritrite e ai soliti pregiudizi duri a morire”, aggiungendo che conosce “i progressi della scienza”.

 

Annuncia poi  "Visiterò presto il Museo insieme a membri del Comitato No Lombroso. Spero che il direttore vorrà dialogare in maniera costruttiva". Per poi concludere che “Non parlo a vanvera, è mio costume informarmi bene prima di intervenire su qualsiasi questione. Non hanno davvero altri argomenti per difendere il loro amato museo degli orrori?".

 

La sindaca di Torino si è presa ben guardia dal difende un’istituzione museale cittadina di primaria importanza, forse perchè in tutt’altre faccende affacendata o per ragioni di bottega politica.

 

Ci pensa nuovamente il presidente del Consiglio Regionale Stefano Allasia, cui va il merito di aver preso una posizione pro veritate, con un articolata dichiarazione contro le denigrazioni perpetrate dallo sconosciuto De Bonis. ”I musei vanno aperti e non chiusi. Così il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia risponde al senatore De Bonis che continua a denigrare il Museo Lombroso chiedendone la chiusura senza neppure averlo mai visitato come da lui stesso dichiarato. Capisco che appartenga al partito del No, che tanti danni e disastri ha creato al nostro Paese, ma le sue dichiarazioni di attacco ai giornali torinesi che li definisce nordisti, rendono l’idea della portata politica del senatore. Torino ha già sperimentato il No con l’attuale amministrazione pentastellata, ritengo che sia giunto il momento del Si, quello dello sviluppo e dell’innovazione. Il Museo di Antropologia criminale deve continuare a restare aperto, la cultura dell’oblio non appartiene alla nostra Città, De Bonis se ne faccia una ragione”.

 

Poiché già in precedenti occasioni  abbiamo ascoltato simili recriminazioni, teniamo a ribadire che non è arbitrio dei piemontesi se, dalla scrupolosa documentazione, che il senatore potrà consultare al Museo, emerge  che alcuni dei soggetti catalogati, sono stati condannati nelle aule di Giustizia come delinquenti abituali. A distanza di oltre un secolo, lui e i membri del citato comitato, dovrebbero ormai farsene ragione.

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Articolo pubblicato il 17/05/2021