I vaccini anti SARS-CoV-2 e il vincolo dei brevetti

Il problema della loro disponibilità a livello mondiale

L’evoluzione della pandemia da Sars-CoV-2 e delle sue pericolose varianti sta attualmente contagiando inesorabilmente il mondo intero con effetti particolarmente devastanti in diversi paesi del pianeta.

Quello che sta accadendo in India, in Brasile e nell’Africa sta superando ogni immaginazione, confermando una realtà sanitaria terrificante.

Aggrava questo quadro il fatto che non è possibile fare previsioni sul controllo di questa pandemia che riserva ancora aspetti misteriosi.

La scienza medico-biologica avrebbe una soluzione praticabile e tutto sommato economica: la vaccinazione preventiva di tutta la popolazione mondiale, cioè di circa otto miliardi di persone.

Progetto facile a dirsi, ma che resta una sfida ciclopica ed epocale da realizzare, in quanto attualmente non esiste la disponibilità di una simile quantità di dosi del vaccino. In pratica sarebbe come dire che davanti ad un grande incendio sarebbero solamente disponibili pochi secchi d’acqua, insufficienti a spegnerlo.

Attualmente i vaccini anti Sars-CoV-2 sono prodotti dalle multinazionali farmaceutiche e biotecnologiche che in pratica fanno il bello e cattivo tempo, esercitando un potere di condizionamento terapeutico e geopolitico superiore a quello di qualsiasi Stato. Inoltre, i vaccini prodotti sono coperti da brevetto e pertanto la quantità immessa sul mercato dipende dalla politica delle multinazionali, tenendo presente che queste sono quotate in borsa (Nasdaq) e che la ragione della loro “sopravvivenza sul mercato” è condizionata al costante andamento positivo della quotazione azionaria.

Pertanto, in questa situazione e non potendo avere in tempi ragionevoli la disponibilità del vaccino per coprire la domanda, si attiva automaticamente la tendenza all’aumento dei prezzi e nello stesso tempo si pongono le basi per selezionare nuove varianti del Sars-CoV-2.

Una situazione paradossale: la produzione volutamente limitata di vaccini anti Sars-CoV-2 non fa altro che creare nuove varianti pericolose del virus stesso.

Cosa si dovrebbe fare per uscire da questo circolo vizioso e irrazionale? La via più semplice sarebbe quella di superare temporaneamente il vincolo del brevetto e permettere agli Stati, tecnologicamente attrezzati, di produrre in larghissima scala la produzione degli stessi.

Ovviamente per una politica sanitaria efficace anti Sars-CoV-2 (la cui malattia che ne deriva è il Covid-19) si dovrebbe distribuire a livello mondiale il vaccino al fine di ottenere la tanto auspicata “immunità di gregge”. Conseguentemente per i Paesi fortemente sottosviluppati la distribuzione dovrebbe essere a titolo gratuito.

Ma questa ipotesi razionale e filantropica confligge drasticamente contro gli interessi delle multinazionali, detentrici dei brevetti dei vaccini attualmente prodotti. Ecco il vero ostacolo alla realizzazione di una rapida vaccinazione mondiale: il brevetto e le ricadute economiche che questo comporta.

Il brevetto è un titolo giuridico in forza del quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento dell'invenzione, in un territorio e per un periodo ben determinato, che consente di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare l'invenzione senza autorizzazione.

La legislazione in merito è complessa, in continua evoluzione e gli aspetti tecnico-normativi richiederebbero una trattazione a parte che esula da questo articolo. Tuttavia, è necessario evidenziare che le multinazionali (le Big Pharma dei vaccini) hanno ricevuto dagli Stati, in cui queste hanno le sedi legali, enormi finanziamenti per la realizzazione dei vaccini stessi e conseguentemente gli stati elargitori si sono riservati una legittima “prelazione” sulla disponibilità dei vaccini prodotti.

La tabella sotto riportata offre una panoramica di questa realtà.

Note:

Pfizer ha dichiarato di non volere e di non aver ricevuto finanziamenti da alcuno. La sua associata BioNtech tedesca ha ricevuto fondi dal governo.

Janssen è belga, ma di proprietà della statunitense Johnson and Johnson.

Moderna non possiede il brevetto per la “liponano particella”, ma il governo USA l’ha sponsorizzata. La ricerca scientifica è stata sostenuta da NIH, ente militare finanziato direttamente dal Congresso.

In ogni caso è necessario fare un chiarimento in merito al significato del “brevetto”.

La storia ha dimostrato che la tutela della “proprietà intellettuale”, oltre ad essere un giusto e doveroso riconoscimento a chi ha realizzato innovazioni originali ed importanti per la collettività, è stata la vera molla che ha permesso l’eccezionale progresso scientifico, del benessere e allo stesso tempo civile della società. Pertanto, è giusto e corretto che chi (o il gruppo) che ha inventato una innovazione, spendendo energie intellettuali e finanziarie proprie, gli sia concesso un equo riconoscimento economico.

In caso contrario sarebbe un furto-beffa spudorato, tenuto conto che ne trarrebbero vantaggi gratuiti esclusivamente gli “imprenditori opportunisti” (o aziende, multinazionali, ecc.) da queste innovazioni.

Questa realtà è particolarmente penalizzante per gli “inventori” che, non avendo supporti istituzionali o di solidi gruppi industriali, si vedono costretti, visti gli elevati costi del mantenimento del brevetto nel tempo, a non rinnovare la quota annuale, rendendo libero il brevetto stesso.

Questa situazione si traduce in una situazione paradossale:

presso l’EUIPO (l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale) sono depositati diverse centinaia di migliaia di brevetti scaduti, per le sopra menzionate motivazioni che si sono trasformati in un libero pascolo delle multinazionali di ogni settore merceologico. Questo succede purtroppo in Italia dove la Stato (o meglio la politica della cecità progettuale), invece di stimolare e proteggere gli inventori di brevetti, che produrrebbero una ricaduta industriale ed economico-occupazionale, li avvia cinicamente sul binario morto dell’insostenibilità economica e pertanto dell’abbandono della proprietà intellettuale.

Chiariti questi aspetti, poco noti all’ opinione pubblica, resta da risolvere il problema urgente di produrre i vaccini in quantità adeguata a bloccare la pandemia da SARS-CoV-2 a livello mondiale.

Una proposta ragionevole ed immediata sarebbe quella che l’Europa (e poi i singoli governi degli Stati dell’Unione) concordasse con le multinazionali la cessione temporanea dei brevetti dei vaccini agli Stati che ne facessero la richiesta motivata.

Idem per gli Stati del continente asiatico ed africano.

Il “technology transfer” potrebbe avvenire riducendo in modo sostanziale le “royalties”, confermando che l’impianto legale del brevetto sarebbe comunque conservato.

L’emergenza della pandemia richiede una decisone urgente e nello stesso tempo deve essere affermato il principio che la vita dell’umanità deve avere la precedenza sull’avidità e sull’arroganza delle multinazionali. La vera sfida è questa: il futuro e le sorti dell’umanità stanno nei governi degli Stati o negli interessi spudorati delle multinazionali?

Ma non illudiamoci che la “ragionevolezza”, come l’esperienza insegna, possa fare breccia nel cuore delle multinazionali che osservano rigorosamente la religione del Dio denaro e del profitto, sempre ed a ogni costo.

 

Bibliografia:

https://www.knowledgeportalia.org/covid19-r-d-funding: chi ha finanziato chi studio sul flusso di finanziamenti.

Prezzi riportati o ipotizzati, variano da stato a stato.

https://www.knowledgeportalia.org/covid19-vaccine-arrangements

cxc   Suggested citation: Global Health Centre. (2021). COVID-19 Vaccine Purchases and Manufacturing Agreements. Graduate Institute of International and Development Studies. Retrieved from: www.knowledgeportalia.org/covid19-vaccine-arrangements

altri siti per COVID-19 data

Brevetti: https://about.lens.org/covid-19/

Brevetti di farmaci utilizzabili come anti-COVID: https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acscentsci.0c00272

Generale: https://launchandscalefaster.org/

Medicine utilizzate antivirali divisi per singolo stato nel mondo 180? O quanti: https://www.medspal.org/?page=1

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Articolo pubblicato il 26/05/2021