Siamo molto di più di ciò che sappiamo …

… ma molto diversi da ciò che crediamo di essere!

 

 

Parte terza del quattordicesimo incontro dei dialoghi sul senso della vita tenutosi nel pomeriggio del giorno 20 dicembre 2013 presso la biblioteca di San Raffaele Cimena (To) sede dell’UNITRE locale.

 

 

Abbiamo detto più volte che siamo qui riuniti all’interno di una biblioteca piena di libri, ma sappiamo che ci sono un numero immenso di biblioteche, librerie e libri; pensate quindi in quanti modi e quanti sforzi abbia fatto l’essere umano per cercare di colmare la mancanza che percepisce dentro di sé e testimoniare l’esistenza di altro.

 

Molti si sono avventurati alla scoperta del polo nord o alla conquista della luna o nelle profondità degli abissi oceanici, ma pochi, molto pochi hanno osato esplorare le profondità di sé stessi. In molti sono stati capaci di compiere azioni incredibili, ma pochi hanno osato avventurarsi nel proprio essere, nel stupefacente e sconvolgente piccolo universo fatto ad immagine e somiglianza del Tutto.

 

Solo pochi, giunti ai limiti di ciò che può essere umanamente sopportato,

hanno affermato di aver percepito l’esistenza di altro, ma non sono stati

creduti, oppure sono stati combattuti perché ritenuti pericolosi per l’ordine costituito.

 

Tutti noi possiamo fare qualsiasi cosa, non solo pochi individui particolari, poiché in ognuno di noi è presente tutto. Come la terra anche noi abbiamo un polo nord e un polo sud; come la terra anche noi abbiamo un campo magnetico che ci caratterizza; come la terra anche noi abbiamo fiumi di liquidi che scorrono per irrigare organi e cellule; come l’universo anche noi abbiamo la nostra luna (a volte ….storta); come  il sole abbiamo una centrale atomica interna in grado di fornirci energia per quasi cento anni; come autentici creatori siamo in grado di fare il bello e cattivo tempo all’interno ed all’esterno del nostro sistema. Questa è la realtà, ma a noi appaiono reali solo i fantasmi, solo le apparenze codificate convenzionalmente come vere.

 

Altra energia viene richiamata nel nostro sistema attraverso punti magnetici precisi e successivamente rilasciata intorno a noi in molti modi diversi. Attraverso le nostre parti emozionali, mentali ed energetiche, più ancora che con quelle fisiche, siamo in grado di produrre interazioni e cambiamenti nell’intero universo, in ogni universo esistente.

 

Comprendete perché è necessario che ciascun essere umano si prenda la propria responsabilità? Anche solo di farsi delle domande?

Solo domande, le risposte mentali non servono … la vita stessa è la continua risposta essenziale, onnicomprensiva e sempre disponibile.

 

Se non capiremo il senso delle risposte che essa ci propone queste ci verranno pazientemente riproposte fino a quando potremo comprenderle chiaramente; la storia dell’essere umano ce lo insegna continuamente, anche se lo dimentichiamo facilmente o lo fraintendiamo.

 

Semplice e sconvolgente insieme!

 

IDP … difficile! …

 

... perché siamo condizionati a pensare che le cose vere siano difficili!

Succede come quando ci viene spiegato come funziona il cervello: se dopo non lo usiamo, non serve a niente qualsiasi spiegazione sul suo funzionamento! Forse sarebbe meglio “usare il cervello” anche senza aspettare di disporre di tutte le spiegazioni relative.

 

Se devo prendere un bicchiere e metterci dentro l’acqua da bere, non è necessario prima cercare di spiegare ogni cosa del mondo che è avvenuta

fino a quel momento per poi, e solo allora, prendere il bicchiere, riempirlo

e bere il sorso d’acqua di cui avevo necessità due mesi prima; se così facessi, probabilmente morirei di sete prima di riuscire finalmente a bere.

 

Basta che sappia di poterlo fare e lo faccia, senza aspettare che qualcuno mi porga il bicchiere, altrimenti, di nuovo, morirei di sete pur avendo a disposizione tutto quello che serve per dissetarmi.

 

Così è nella vita! … La vita va vissuta! … Prendendoci insieme a questa possibilità la responsabilità di quello che accade! Sì o no?

 

IDP … certamente!

IDP … perché comunque dovremo pagare anche un prezzo per la nostra irresponsabilità!

 

… infatti! Perché quando paghiamo coscientemente il prezzo della nostra responsabilità siamo dispostissimi a farlo e soprattutto sappiamo di poterlo pagare; inoltre ci è perfettamente chiaro che non è così caro come quello che occorre pagare per continuare a stare nell’ignoranza, per continuare a tenere la testa nascosta sotto la sabbia.

 

Quando una persona ignora cosa sia il fuoco, non sapendo cosa è, cerca di toccarlo; così facendo però si brucia la mano!

 

IDP … sicuro!

 

…non è un bel prezzo da pagare?

Essere responsabili significa adottare la dovuta misura per confrontarsi con qualcosa di sconosciuto e fare lo sforzo di apprenderne le caratteristiche e proprietà per interagire correttamente, senza irruenza o presunzione, senza azioni inutili o dannose.

Nella nostra vita stiamo pagando tutta la nostra irresponsabilità anche se tutto questo avviene in maniera incosciente, anche se non comprendiamo il motivo di dover pagare quello che stiamo pagando.

Spesso infatti diciamo: perché questa cosa capita proprio a me?

   

Infatti non abbiamo colpa di quello che ci accade; quello che ci accade non è una punizione, è solo l’ennesimo modo di presentarci una lezione, che non abbiamo ancora imparato, di quel corso pratico che la vita ci mette a disposizione per prendere coscienza e responsabilità necessarie ad usare correttamente il dono della vita per il suo vero fine. 

 

IDP … responsabilità e coscienza … altrimenti non sapremo individuare il punto e il momento esatto per …

 

… noi lo sapremo, ma possiamo scegliere di non affrontarne le conseguenze, evitando di farci le domande necessarie!

 

Basterebbe farsi una domanda!

Perché ho lavorato in fabbrica per quaranta anni per poi ridurmi in queste condizioni?

 

IDP … certo che è dura!

 

… molti si rispondono che era necessario per poter arrivare fino a questo momento! Può essere, però chi può dire che non saremmo qui lo stesso se avessimo scelto diversamente?

 

IDP … A bèh …certo!

 

Usiamo sempre le solite giustificazioni per non essere costretti a cambiare! Ci sono almeno due terzi della popolazione del mondo che vive senza tutte le cose che diciamo essere necessarie … tutte, non solo questa o quella. E, a dispetto di quello che si è detto, della poca igiene, della poca cultura, etc etc, la popolazione mondiale sta crescendo numericamente e in longevità. I soliti bene informati ci trasmettono la loro preoccupazione per il fatto che a breve saremo altri due miliardi in più.

 

IDP … e ci terrorizzano dicendo che non ci sarà più acqua per tutti …

IDP … non sarà più … o torneremo a fare come una volta …

IDP … (commenti che si intrecciano)

IDP … sono necessità di questo corpo …

IDP … forse con un altro tipo di corpo non avremo bisogno di acqua … Chissà! (risate!)

 

…perché no! chi può davvero sapere cosa ci riserva la vita!

 

IDP … se potessimo vivere senza acqua …

 

…perché no!

Molti scienziati si stanno affannando a cercare nell’universo le possibilità di altre vite partendo dai presupposti che noi conosciamo; tuttavia chi può essere certo che in questo universo infinito non siano contenute altre forme e concetti di vita che neppure immaginiamo?

 

IDP … effettivamente la ricerca si basa su quello che conosciamo e sui pianeti o corpi celesti conosciuti …

 

… sui quali mandiamo le nostre sonde principalmente per scopi economici, per trovare ancora altre materie prime da sfruttare.

 

Ma se ricordiamo che ognuno di noi è la rappresentazione di un intero universo e che racchiudiamo in noi tutte le possibilità che un universo offre e mostra al di fuori di noi, ignorandole pur avendole a portata di mano, viene da chiedersi che senso abbiano tutti quegli sforzi, tutto quello spreco di energia e risorse. Cerchiamo sempre più lontano da noi ciò che abbiamo sempre a disposizione dentro di noi.

 

Non usiamo quello che abbiamo, mettendo questo nostro arsenale di risorse potenziali a disposizione di forze e situazioni che ci usano come noi usiamo gli animali per i nostri fini. Così anche noi diventiamo semplici produttori di carne, latte, sentimenti, pensieri, finalizzati al mantenimento di questa o quella situazione particolare, produttori di reddito a scapito del vero fine della vita.

 

IDP … però non vedo una soluzione diversa! Anche facendosi la domanda: quale alternativa ho?

IDP … siamo legati alle nostre responsabilità!

 

… credete davvero?

 

IDP … forse siamo qui per capire se c’è una soluzione diversa …

IDP … mah ,… credo! … quando si ha responsabilità verso la famiglia! … quando uno ha una famiglia non è che può sottrarsi a degli impegni presi ... anche se si dice mi usano, mi sfruttano …

 

È una affermazione corretta che però esige una chiara presa di responsabilità: basterebbe che, a fronte di una osservazione come quella che lei ha appena fatto, si mettesse davanti agli occhi una lista delle cose che servono davvero per mantenere dignitosamente la famiglia e … cancellare tutte le altre che non servono e invece facciamo. Allora si scoprirebbe una cosa estremamente importante; che noi percepiamo come indispensabili cose che indispensabili non sono.

Ma la cosa più sconvolgente è scoprire che quello che serve davvero non lo facciamo mai!

 

La maggior parte delle cose che facciamo servono solo a tacitare la coscienza di fronte al fatto che non facciamo le cose che ci servono … e che servono alla nostra famiglia.

 

Che i genitori facciano tutto quello che credono per i figli, ma non siano mai presenti con loro … ahimè … è un dato di fatto! Si può dire e fare tutto quello che si vuole, ma non si può negare l’evidenza. E visto che nei primi sette anni della vita si costruiscono tutti i presupposti per la gestione degli eventi futuri di quell’individuo, il fatto di non essere stati una presenza costante, non invasiva o asfissiante come spesso accade in alcuni rari momenti per compensazione, è emblematico. Infatti il bambino ha solo bisogno della presenza dell’adulto, del genitore, da cui estrarre per imitazione o osmosi quello che gli serve come e quando gli serve, non come vorremo noi o fa comodo a noi.

 

Questo principio, che è stato molte volte introdotto nei criteri educativi dei bambini, è stato ostacolato grandemente da tutte le istituzioni … perché?

 

Perché ogni singola vita è una entità a sé, un mondo a sé, e non può essere messo in un pollaio culturale o educativo massificato di qualsiasi genere.

 

Infatti a questo dovrebbe servire per un certo tempo la famiglia: fornire al nuovo individuo uno spazio protetto in cui iniziare il proprio cammino di vita, la propria specifica esperienza, senza ostacoli. Ma oggi la famiglia non esiste più, oppure non è più il luogo adatto a tale scopo a causa della degenerazione dei suoi valori, anche quando ritenuti positivi. Non è raro infatti assistere a grandi danni fatti a fin di bene, in perfetta buona fede.

 

Per la nostra società, basata su criteri comuni imposti e/o accettati, ritenuti necessari per la gestione della massa, la libertà del singolo individuo, anche se viene sbandierata come “il valore primario da proteggere”, è, neppure tanto nascostamente, considerata ingestibile e distruttiva per l’ordine generale.

Prova ne siano le telecamere che spuntano ad ogni angolo per sorvegliarne le mosse, alla faccia della privacy di cui tutti si riempiono la bocca.

 

Come si fa ad ammettere che ogni singolo bambino abbia bisogno di cose e situazioni specifiche per sviluppare il suo specifico programma di vita?

 

Continua nel prossimo articolo.

 

foto e testo

pietro cartella

 

 

 

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Articolo pubblicato il 30/05/2021