Torino - Riflessi di realtà, mondi esterni e sguardi interiori nei dipinti di Guido Mannini e Umberto Pettene

Michele Franco per Civico20News

La rassegna da domani 4 giugno fino al 10: Guido Mannini e Umberto Pettene espongono le loro opere presso la galleria d'arte di via Po 45.

"Io sono un viaggiatore e un navigatore e ogni giorno scopro una regione nuova nelle mia anima". Kahlil Gibran

Siamo viandanti su questa terra - Ce lo dicono i filosofi, ce lo dice la mitologia, lo grida il nostro inconscio. Anche quando facciamo finta di non sentire, accecati dal senso di onnipotenza. Come viandanti, compiamo un viaggio che è ricerca. Ma, dopo avere ricercato, fuori e dentro noi, esperienze che portano alla frammentazione del proprio vissuto e dei propri pensieri, dopo aver conosciuto "l'altro sé", arriva il momento di raccogliere ciò che veramente può appagare l'individuo.

Dopo aver "smembrato" arriva il momento di "ri-membrare": la ricerca necessita di una sosta, per radunare le cose essenziali e abbandonare ciò che è disturbante o non più calzante con la nuova esperienza.
J. S. Bolen scrive: “Il processo di ricerca interiore rende possibile riprendere in mano il filo della propria storia. L’uomo scopre così che ogni cosa sepolta o espulsa dalla sua coscienza e lasciata dietro sé nel passato è ancora viva dentro di lui. Qualsiasi cosa sia stata smembrata, quando la si scopre, è ancora lì, intatta come allora”.

Mannini e Pettene hanno raggiunto per vie personali la coscienza esistente in questi assiomi, trasferendola con fedele e rispettosa forza nelle loro opere artistiche.

Turisti - La nostra società-luna park ha trasformato il concetto di "viaggio dell'eroe." Dal viaggio-conoscenza siamo approdati al "last-minute" del consuma-divora-abbandona per noi iper-tutto. La Terra è divenuta un percorso di semplici tappe di un passaggio onnivoro, superficiale, distruttivo. Al cospetto delle vacanze usa e getta assume nobiltà il viaggio lisergico e psichedelico della "beat generation" di Kerouac, che aveva anche scopi di ricerca spirituale.

Oggi spesso resta solo l'ostentazione, la gara ai luoghi più inaccessibili, più esclusivi, più inesplorati, per strappare qualche like in più. Mannini e Pettene ci dicono che "altri viaggi" e altri modi di viaggiare sono possibili. Sono viaggi che passano dal ricordo più meravigliato e sorprendente.

Mannini e Pettene - Il viaggio, se importante, avviene contemporaneamente all'interno e all'intorno di noi, con profondità. La profondità, che non è solo nelle prospettiva delle cose, deve esistere nell'animo di chi osserva, diceva Cezanne. E deve, in prima istanza, essere frequentata dall'artista, per meglio assimilare, capire, interpretare i soggetti e in definitiva la realtà osservata.

In Via Po 45 le opere si fronteggiano: le pittosculture volumetriche di Péttene dai contrasti morbidi spaziano tra richiami di luoghi visitati, letture, sensazioni. I deserti di Mannini, visti nelle ore più diverse della giornata, pulsano di emozioni coi colori saturi della memoria. Queste opere meritano tutta la nostra curiosità.  
La curiosità vi deve spingere a entrare e visitare questa mostra.

E capirla. Perché? "Perché questa sana curiosità permetterà di capire una cosa meravigliosa: ci darà la prova che noi, per quanto piccoli, siamo Analoghi a quelli che han fatto le opere. Cioè, Andiamo a guardare l'Arte come quella cosa per mezzo di cui incontriamo gli altri esseri umani. In fondo, la cosa più divertente del mondo sono gli altri, perché "carichi" di notizie curiose di cui noi sappiamo pochissimo." (Immenso Professor Daverio).

Ri - membrare, unire tasselli di emozioni e ricordi, è il fondamentale percorso a ritroso che Mannini e Péttene compiono assiduamente in opere che divengono immediato trait-d'union coi viandanti che visiteranno la deliziosa esposizione. Lo scopo primario dell'Arte, dialogare con le genti, è raggiunto pienamente. Vedere e capire per credere.
                              
Profondità, necessaria al dialogo sorprendente - Li seguo da anni separatamente, immaginate il piacere di vederli esporre finalmente Insieme. I due sono accomunati da indiscussa capacità pittorica e immaginifica. Possiedono punti narrativi di contatto: dalla "sospensione" pittorica del tempo al senso del non rivelato che sfocia nel metafisico.

Entrambi evidenziano il rapporto ricordo-tempo-spazio-emozione, entrambi concretizzano trasposizioni del vissuto con perfetta costruzione estetica, conducendoci alla lettura consapevole della loro arte. Entrambi operano uno scavo emozionale che "scarnifica" i ricordi, per trovare la purezza originaria di emozioni, luoghi, situazioni. Così il ricordo è trasferito in opere che creano immediato dialogo col pubblico, invitato alla riscoperta delle proprie emozioni pulsanti ma sepolte.

Entrambi, nella cacofonia della società "fast", ci pongono una precisa visione del ricordo, esaltato da Silenzio, Profondità, Osservazione. Così il viaggio tra le loro opere non potrà che divenire un perdurante beneficio. Per un attimo o per sempre, ritroveremo la nostra oasi interiore, mentre là fuori tutto si muove pazzamente.
 

Mannini e Pettene non sono nostalgici. Rappresentano una meravigliosa contemporaneità, e un intenso domani. Non a caso Picasso affermava "In arte non c'è passato né futuro." Grazie Pablo, Grazie Paul, Grazie Philippe.

                                                                              

Michele Franco

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Articolo pubblicato il 03/06/2021