Se la meta non c’è. Diario di Montagna e di vita

Il libro di Marco Blatto recensito da Fabrizio Dassano

Per la collana “alta quota”, collana diretta da Giancarlo Sandretto e Mauro Baima Besquet della Tipografia Baima – Ronchetti & C. di Castellamonte si raggiunge, con l’esploratore alpinista Marco Blatto e il suo “Se la meta non c’è. Diario di Montagna e di vita” l’ottavo titolo.

L’autore, professionista del mondo delle montagne, scrittore, storico e geografo con all’attivo più di cinquanta pubblicazioni, nella sua introduzione afferma che: “da oltre quarant’anni frequento la montagna spinto dalla passione per la natura, dalla curiosità della scoperta e dal bisogno di dare un senso particolare alla mia esistenza. Fin dai primi passi sull’alpe, ho sentito la necessità di scrivere, di tenere un diario dove raccogliere le mie esperienze, in cui fermare le emozioni e dove pianificare in gran segreto le mie avventure”.

Con il tempo tra nuove vie alpinistiche e altre numerose mete, viene mano a mano sempre meno l’obbiettivo della meta, un’elaborazione della via della montagna quasi metafora dell’esistenza che porta, col tempo, a definire migliore il viaggio dell’arrivo, migliore l’immersione della propria esistenza nella natura che non il traguardo raggiunto: “Non nego che in una prima parte della mia vita passata in montagna vi sia stata la ricerca della meta, come la ripetizione di una via famosa o il raggiungimento di una cima importante” e continua Marco Blatto: “Poi però, ho iniziato a dare più importanza al viaggio che io identifico nell’azione, sia esso compiuto con l’ausilio di mezzi tecnici oppure no, piuttosto che alla meta raggiunta o da raggiungere”.

Arrivare a partire senza una meta precisa, destrutturare le proprie convinzioni cartesiane di agonismo, di “dominio” sopra la natura, secondo una tipica visione ottocentesca che ha viziato lungamente l’alpinismo occidentale per arrivare alla cronometria alpinistica del Novecento.

Il libro di 200 pagine è corredato da immagini, dal luglio 1970 con i primi suoi primi passi sulla roccia in Val Ferret quando aveva cinque anni a quella del 3 settembre 2020 all’Antro di Gilgamesh nel Vallone di Sea nella prima salita dell’autore in coppia con Umberto Lardieri.

L’amore indissolubile per la montagna Marco Blatto nasce a Courmayeur e ai piedi del Monte Bianco per poi trasferirsi nelle Valli di Lanzo conoscendo sempre più persone di montagna che hanno dato qualcosa alla sua crescita.

Negli Anni ’90 affianca alla ripetizione di vie all’esplorazione diventando uno specialista delle Alpi Graie meridionali. Sue sette prime ascensioni assolute: dalla direttissima al Pilastro Sud-est della Punta Francesetti a 3.410 metri all’ultima, l’invernale Goulotte Est del Colle Bramafam a 3.260 metri.

L’autore è membro attivo del francese Groupe de Haute Montagne e dell’Alpine Climber Group, sezione elitaria dell’Alpine Club fondato a Londra nel 1857.

Marco Blotto ha vinto il Premio d’Alpinismo e Cultura “Giovanni De Simone” nel 2002 e il premio “Paolo Armando” nel 2013. È Accademico e Consigliere nazionale del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna di cui presiede la delegazione di Piemonte e Valle d’Aosta.

Fabrizio Dassano

Marco Blatto

Se la meta non c’è. Diario di Montagna e di vita

Baima, Ronchetti & C. Castellamonte, maggio 2021, € 15.00.

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Articolo pubblicato il 06/06/2021