Danilo Rinaudo, giovane ritrattista dal tratto realistico

Giovane e promettente artista cuneese

Palazzo Samone, sede dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cuneo, da anni è impegnato nella promozione e valorizzazione di giovani artisti che lascia esporre con estro e stravaganza.

Molti espositori hanno studiato a Cuneo, si sono appassionati all'arte grazie ai molti spunti che offre la nostra terra, oppure sono approdati nel cuneese per passione, interesse e curiosità.

Danilo Rinaudo, classe 1998, nasce a Savigliano. Sin da piccolo sente un'impellente necessità di creare, costruire, aggiustare qualunque cosa gli capiti fra le mani. Capisce sin da subito che la sua sarebbe stata una vita manuale improntata sulla ricerca, la scoperta e la bramosia del saper fare.

Quasi subito inizia a mettere su carta le sue idee, i suoi progetti e i suoi sogni. Passa disegnando gli anni della scuola elementare e della scuola media. Affina la tecnica, corregge errori ed imperfezioni e migliora sempre di più. Disegna molto a matita, sfuma i tratti, approfondisce spessori, segni e dettagli.

Si iscrive al Liceo Artistico Statale “Ego Bianchi” di Cuneo dove apprende la teoria anatomica, le discipline pittoriche, la geometria delle forme, la bellezza delle arti figurative e plastiche. Continua a disegnare molto a matita fino a quando una sua insegnante non lo stimola e sprona a sostituire la matita con la penna. Per Danilo si apre un mondo fatto di luci, ombre, sfumature, chiaro-scuro, dettati solo ed unicamente dal tratto che l'occhio e la mano vogliono imprimere su carta.

In questi anni si appassiona e specializza nella grafica che, ancora oggi, è una delle branche dell'arte con maggiori sbocchi lavorativi. Questo percorso formativo e di crescita fa maturare in lui un crescente desiderio di divenire sempre più un tutt'uno con l'arte.

Conseguita la maturità artistica prosegue gli studi presso l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dove viene a contatto con l'incisione e la grafica d'arte ma, soprattutto, si avvicina con coraggio all'illustrazione sotto lo sguardo vigile ed attento del Professor Daniele Gay. Con lui torna a valorizzare tecniche apprese ma, per un motivo o per l'altro, lasciate nelle madie dei ricordi. Torna ad usare l'acquerello, la china, e passa dalla sola penna nera a quelle colorate. Il salto di qualità è notevole e da subito percepibile. L'abbandono della monocromia lascia spazio alla fantasia e stimola il desiderio di realizzare opere sempre più simili al vero. Danilo vuole immergere il suo pubblico all'interno dell'opera realizzando un binomio disegno-osservatore unico e indissolubile. Il risultato è stupefacente.

Danilo Rinaudo, che ho avuto il privilegio di poter incontrare, è un artista semplice, umile e molto riservato. Non ha pretese ed infatti realizza opere d'arte con materiali che chiunque può reperire ed utilizzare: un foglio di carta e qualche Bic.

Studia, studia tanto, e cerca di entrare nell'intimo delle persone che ritrae in modo da trasporre sulla carta ciò che esse hanno nel cuore e nella mente. Questo traspare nitidamente quando ci si pone dinanzi ad un suo disegno. Ha un tratto così fine, curato e preciso che i suoi disegni assumono una dimensione iperrealistica ed oserei dire, citando il critico d'arte Enrico Perotto, “al limite del trompe l'oeil epidermico di fiamminga memoria”.

La sua opera “Incastrati” è degna di menzione per il connubio significativo di anatomia, composizione, tratto, luci e ombre difficile da trovare armonicamente esposto in un artista giovane e ad inizio carriera. Particolarità degna di menzione è che le dieci teste raffigurate nell'opera sono tutte frutto dello studio e della riproduzione di amici e conoscenti. Tra i dieci volti ritratti vi è anche quello del suo amico e collega Luca Giraudo di cui vi ho parlato recentemente.

Danilo Rinaudo è giovane ma poliedrico e molto colto. Studia autori diversi e da ciascuno prende quella porzione di linfa che può essergli d'aiuto per crearsi un mondo, uno spazio, una dimensione in cui vivere, disegnare, emozionare. Parlando con lui si capisce il suo amore per l'incisore austriaco Egon Schiele, per il pittore spagnolo Pablo Picasso e per il poliedrico artista italiano Leonardo da Vinci. Da tutti loro apprende qualcosa, a tutti loro si ispira, da ciascuno di loro si discosta.

Personalmente mi sono trovato dinanzi ad un artista tanto giovane quanto completo e posso dire, senza paura di sbagliare, che sentiremo ancora parlare di lui.

Per chi fosse interessato “Esplorazioni” sarà visitabile fino al 27 giugno prossimo al primo piano del Palazzo Samone dalle 16:30 alle 19:30.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 15/06/2021