L'EDITORIALE DELLA DOMENICA DI CIVICO20NEWS - Massimo Calleri: sempre più difficile esprimere la propria opinione

L’autodistruzione proviene dalla mente più che dalle emissioni di CO 2

Il diritto di esprimere la propria opinione, naturalmente rispettando le regole del vivere civile, appare sempre più in pericolo. Lo dimostra la continua ricerca da parte di chi detta le regole esistenziali (materiali) o pretende che siano accettate da tutti in maniera incondizionata per non incorrere in sanzioni anche penali che di fatto annullano la democrazia basata, per l’appunto, sulla libertà di pensiero e di parola.

Ed è ciò che da tempo avviene sull’onda di un moralismo che tale non è bensì cela le mentite spoglie di chi usa la violenza psicologica, ben più pericolosa di quella fisica che si esaurisce nel breve, per condizionare la vita di tutti coloro che hanno compiuto le loro scelte sempre nel rispetto di quelle altrui senza condizionamenti che cercano di minare la propria incolumità intellettuale.

Stiamo assistendo alla ricerca esasperata del consenso sfruttando l’emotività delle masse, usando spesso ed impropriamente l’informazione come mezzo di indottrinamento che tende a distruggere qualsiasi forma di confronto leale a costruttivo.

Dietro tutto ciò, e ne sono convinto, si cela la debolezza di chi pensa solo all’accaparramento del potere senza preoccuparsi eccessivamente delle conseguenze, degli effetti che decisioni avventate, anche solamente proposte, possono generare in chi sta vivendo una precarietà accentuata dalla pandemìa e cerca appigli per sopravvivere.

Ed è proprio qui che si annida il disegno di chi, sfruttando biecamente l’attuale momento, propone argomentazioni che nulla hanno a che vedere con le priorità necessarie per ridare alla gente la fiducia e la “volontà di continuare”. Tutto ciò crea confusione che si traduce nella “distrazione di massa” che al fin della licenza, come direbbe Cyrano de Bergerac, tocca o per meglio dire va a toccare purtroppo sempre e soltanto i più deboli.

Ecco perché vengono proposte nuove soluzioni, come la legge Zan, a problemi per risolvere i quali esistono già leggi ben precise che potrebbero, tutt’al più essere aggiornate, senza voler a tutti i costi stravolgere il senso di normative che tutelano ogni realtà.

Andare nei particolari mi porterebbe a prendere le distanze da chi, sotto le mentite spoglie del “diritto”, si propone come il difensore assoluto di quello calpestato, a loro dire, da chi ha soltanto rivendicato la legittima espressione della propria cultura; pensare in questi momenti allo jus soli, al reddito di cittadinanza, alla possibile applicazione di una patrimoniale, e di quest'ultima feci riferimento nell'editoriale di fine anno, rispecchia semplicemente il disegno politico della sinistra targata Enrico Letta che non perde occasione per pretendere di attestarsi in difesa dei più deboli, lavoratori compresi, mentre invece rinverdisce la storica contrapposizione "morale" a chi, invece, è l'unico artefice del benessere generale e lo realizza mettendo a rischio il proprio capitale.

La libertà individuale deve poter confinare con quella dell’altro o dell’altra che dir si voglia. Legiferare in questo proposito non fa che inasprire i rapporti con chi potrebbe raggiungere il dialogo che porta alla comprensione, alla pacifica accettazione di non essere i depositari della verità assoluta.

Ma così non è: il festival delle bandierine, quelle che simboleggiano i propri successi, continuerà a lungo, almeno fino a quando il genere umano capirà che l’autodistruzione proviene dalla mente più che dalle emissioni di CO 2.

Ed ho il triste presentimento che ciò non accadrà mai.

     

       Civico20News    

Il Direttore Responsabile                                   

      Massimo Calleri     

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Articolo pubblicato il 13/06/2021