Ma la nuova legge ungherese è davvero omofoba?

Approvata a stragrande maggioranza legge che vieta la propaganda omosessuale verso i minori

Il Parlamento ungherese ha approvato a stragrande maggioranza una legge contro la pedofilia che vieta, tra le altre cose, la propaganda omosessuale verso i minori.

Ora, l’Ungheria ed il suo governo può piacere o meno e sicuramente gli standard di vita ungheresi non sono i nostri, ma sarebbe una menzogna affermare, come sta avvenendo da più parti, che la legge approvata colpisce le persone con orientamento omosessuale o addirittura vieti l’omosessualità.

L’intento di questa legge è quello di impedire che ai minori venga fatta propaganda omosessualista che è ben altra cosa rispetto al vietare l’omosessualità; risulta infatti che gli ungheresi sotto le coperte possano fare quello che vogliono, ieri come oggi e domani; nello stesso tempo i genitori potranno stare tranquilli sapendo che esponenti del mondo militante gay non andranno a fare propaganda ai loro figli.

Se torniamo indietro di qualche anno ricorderemo come nel 2013 la Russia fu attaccata per un motivo simile; sdegno dell’intellighenzia mondiale, tutto il mondo allarmato per le leggi “anti gay” di Putin con tanto di proteste alle Olimpiadi invernali di Soci.

A leggere i giornali pareva che Putin avesse ordinato di trasferire gli omosessuali in ipotetici gulag staliniani riaperti– cosa che peraltro Stalin faceva tranquillamente senza che si avesse granchè da obiettare – solo che nessuno di questi indignati benpensanti aveva letto una sola riga della legge in questione.

Infatti la legge Russa del 2013, che ispira quella ungherese di queste settimane, prevede sanzioni pecuniarie che tradotte nella nostra moneta ammontano a un centinaio di euro per chi facesse propaganda omosessuale rivolta a minori.

Credo che un padre di famiglia se venisse a sapere che un’associazione militante gay, di quelle che sfilano ai vari “pride”, con i loro attivisti facesse propaganda ai propri figli delle elementari farebbe pagare ben più di poche decine di euro a questi soggetti.

Sarebbe bello chiedere agli indignati di casa nostra per questa leggi russe ed ungheresi, subito definite anti gay, come reagirebbero se nelle aule dei loro figli entrassero esponenti dell’associazionismo a tenere laboratori LGBT.

Perché non ritenere opportuno che venga rivolta questa propaganda a bambini e ragazzi minorenni deve subito essere ritenuto discriminatorio e omofobo?

L’attenzione di molte associazioni familiari ha permesso negli ultimi anni di segnalare i contenuti di laboratori promossi nelle scuole  in cui, dietro a principi nobili come l’inclusione, venivano promossi veri lavaggi del cervello omosessualisti; se andrà in porto il DDL Zan contro l’omofobia, diventato la vera urgenza in questo periodo per la Sinistra, più della crisi sanitaria ed economica, più dell’impiego dei fondi UE per la ripartenza, tutto questo non sarà possibile; affermare l’inopportunità della propaganda gay ai minori potrà essere considerato “omofobo” e quindi perseguibile penalmente.

Orban può piacere o meno, e personalmente per quello che ho sentito da persone che hanno avuto esperienze lavorative in Ungheria non mi entusiasma, ma meglio mille volte una legge come quella approvata dal Parlamento in Ungheria che metta al riparo i minori dalla propaganda di tali associazioni che una legge bavaglio come il DDL Zan.

 

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 17/06/2021