La grande onda

Nel cielo della aspettazione fiduciosa, il drone della speranza vola alto sulla devastazione dello tsunami pandemico.

La grande onda, diversamente spettacolare rispetto a quella di Hokusai (*), si sta ritirando, però, nell’alveo profondo della insipienza di chi, forse, ha troppo osato e lascia spiaggiata l’umanità residua su lidi noti, ma difficili da riconoscere, perché non sono più gli stessi del passato anno. Un tempo, questo, troppo breve, forse, per tracciare lo spazio prospettico degli eventi ulteriori.

Come sarà il mondo dopo Covid-19? Le lapidi dei tanti morti saranno i gradini della risalita verso nuovi valori, nell’avvicendarsi storico dei corsi e dei ricorsi?

La Spagnola fece più morti della Prima guerra mondiale nel periodo coevo, ma ci ha lasciato in eredità i ruggenti Anni Venti. Quindi, ci chiediamo ansiosi: il passato, metabolizzato nel presente, potrà essere predittivo del nostro futuro?

Gli studiosi e gli storici del sociale ipotizzano oggi, senza azzardo, che cambierà lo stile della nostra vita, con la creazione di uno spirito di comunità diverso.

Sul piano sanitario, sono nuovi gli asset innestati dagli estesi studi sui vaccini anti Sars. Lo smart working induce a rivedere tutto quello che sino ad oggi si è detto sulla organizzazione del lavoro. La didattica a distanza, scivolata rovinosamente sui nostri banchi a rotelle, lascia comunque insegnamenti di cui far tesoro. La ristorazione ha inventato nuovi modi di servire per continuare ad esistere e offre comodità sempre più apprezzate da una ampia classe di consumatori.

La richiesta di ristori a fronte delle reali necessità di sopravvivenza vitale ha mostrato la indigenza di tanti, cui fa da contraltare l’accumulo, da parte di altri, di quattrini non spesi per le restrizioni fisiche del lockdown: sono risparmi che hanno reso cospicua la liquidità delle banche. C’è voglia ora di utilizzarli questi risparmi. Saranno spesi a breve già dalla prossima estate, rimosso l’impedimento dei semafori, che hanno condizionato i trasporti tra regioni e oltre. Ne gioverà l’economia minuta e, se nel frattempo il Governo spenderà, ci auguriamo bene, anche i molti danari del Recovery plan, vedremo il ritorno atteso della normalità, che sarà però diversa da quella alle spalle, perché il progresso corre sul lastricato delle esperienze passate, dove siamo scivolati.

La felicità più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre, dopo una caduta” (Confucio).

Si vales vàleo. armeno.nardini@bno.eu

---------

(*) – Katsushika Hokusai – (Edo, oggi Tokyo: 1760-1849) “La grande onda di Kanagawa“ è una delle opere più conosciute e riprodotte nel mondo.

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 20/06/2021