L'incredibile parabola militare, politica ed umana di Antonio Blanc

di Alessandro Mella

Un mattino mi trovai a passeggiare, con la fidanzata, per il borgo di Usseaux. Località incantevole della Val Chisone, nel cuore del vecchio Piemonte. Sul muro del municipio notai una targa marmorea e fui colto dalla curiosità di scoprire qualcosa di più sulla figura cui fu dedicata. Non sono il primo ad aver dedicato la propria attenzione ad Antonio Blanc ma i più mi pare si siano soffermati solo su uno specifico episodio della sua breve ma interessante vita. Tuttavia, andiamo con ordine e proviamo, per come possibile, ad inquadrare il personaggio e le sue vicende.

Il nostro Blanc proveniva, appunto, dal borgo d’Usseaux ed in giovane età si era arruolato nell’arma dei Reali Carabinieri nella quale militò con la matricola 12019.

Quando Giovanni Giolitti decise di aprire le ostilità contro l’Impero Turco egli fu inviato a Rodi ove il Regio Esercito Italiano e la Regia Marina si erano trovati a combattere contro la guarnigione turca che ivi si trovava in difesa dell’isola.

Gli scontri iniziarono il 4 maggio 1912 quando gli italiani, nel cuore della notte, iniziarono lo sbarco e si conclusero solo il giorno 16 con la resa dei turchi.

Tra i militari italiani vi erano anche dei Carabinieri e diversi, tra cui Antonio Blanc, furono decorati al Valore Militare con medaglia di bronzo e con la seguente motivazione:

 

Nell’esecuzione di ordini durante il combattimento, sotto il fuoco nemico, dimostrarono ardire, zelo e coraggio. Psitos, 16 maggio 1912. (1)

Terminato vittoriosamente il conflitto con l’Impero Ottomano, l’Italia riprese la sua vita regolare ma per poco, pochissimo, tempo perché nel giro di pochi anni essa fu nuovamente travolta.

Dopo un primo periodo di neutralità, il Regno d’Italia decise la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale e si mobilitò il 24 maggio 1915.

I Reali Carabinieri ebbero molti compiti, talvolta non facili, non solo in prima linea ma anche nelle retrovie ove dovevano garantire, tra mille sforzi e sacrifici, l’ordine pubblico e la tenuta di un esercito messo a dura prova. E non era certo facile perché la disperazione, le difficoltà, le privazioni e la durezza del momento potevano mettere le persone sotto pressione fino a causa gesti violenti. Ai militi della benemerita, quindi, toccarono spesso doveri e compiti infelici.

In una di queste situazioni delicate il nostro Blanc, carabiniere mobilitato aggregato ad un reparto di fanteria ed in servizio nel bellunese, diede di nuovo prova di sé. L’episodio gli fece meritare, con decreto luogotenenziale 29 ottobre 1916, una seconda medaglia di bronzo:

 

Con grave pericolo si slanciava primo su di un soldato che armato di pistola minacciava due suoi superiori sottufficiali, ai quali si era ribellato mentre lo accompagnavano alla prigione, riuscendo a disarmarlo, col concorso di altri militari, ed a trarlo in arresto. Cortina d’Ampezzo, 4 maggio 1916. (2)

 

Cosa accadde al soldato ribelle non è dato di saperlo ma certamente il suo gesto gli procurò ulteriori guai.

Conclusasi la Grande Guerra, con la vittoria, le tensioni sociali e politiche del paese non solo si allentarono ma anzi peggiorarono sempre più. L’inflazione, la diffusa povertà, le promesse tradite, l’economia in affanno, furono ragione di un’intensificazione delle pulsioni violente delle fazioni e dei partiti.

Negli anni del terribile “Biennio Rosso” il nostro Blanc si trovò a prestare servizio nella “vivacissima” Sarzana in provincia di La Spezia.

Il fatto, assai grave, che segnò moltissimo la vita del nostro, accadde nel giugno del 1919 quando un gruppo di anarchici si portò in città per tenere un comizio e fomentare tumulti. Blanc, promosso intanto brigadiere, agì subito con il carabiniere Vincenzo Vannini per tentare di impedire che il discorso si tenesse e raggiungesse lo scopo. Tuttavia, i presenti, con un blitz quasi militare, li aggredirono e colpirono con colpi d’arma da fuoco cui fu loro impossibile sottrarsi. Il Vannini perse la vita ma il nostro Blanc sopravvisse. Tanto che, nell’anno successivo, fu lui a scagionare l’oratore del comizio, l’anarchico Tintino Persio Rasi, che si era dato alla latitanza pur non essendo responsabile diretto dell’aggressione.

Questo particolare episodio è stato oggetto dell’attenzione di diversi storici che ne hanno ampliamente scritto (mi viene in mente, ad esempio, Giovanni Salierno ma non solo) ed ai loro studi ritengo opportuno rimandare. (3)

Passarono alcuni anni e con il consolidarsi del regime fascista, a costo della democrazia insanamente sacrificata, le agitazioni, gli scioperi, le occupazioni delle fabbriche finirono per essere superati e dimenticati.

Tornato al proprio paese in Val Chisone il Blanc, ormai in congedo, individuato certamente tra le figure di maggiore levatura della comunità, venne scelto per un ruolo da poco istituito. Archiviati i sindaci, retaggio del compianto stato liberale, il fascismo impose i podestà:

 

USSEAUX - IL PODESTA’ - Quando, alcuni mesi fa, si fece la distribuzione di classi elementari ai Comuni della Valle del Chisone, il Governo finse d’ignorare che tra Fenestrelle e Pragelato esisteva un Comune di nome Usseaux, il quale tanto in pace come in guerra aveva sempre fatto il suo dovere verso lo Stato, di cui è parte, fino a prova contraria. Infatti, mentre Roure e Mentoulles si ebbero in dono una V Classe, Fenestrelle una V e una VI, e Pragelato, il più fortunato, due V e due VI, Usseaux era rimasto, come rimane, colla sua IV Classe. Si dice che le ingiustizie sono come le ciliegie: una tira l’altra. Questo non è sempre vero e lo prova il fatto che nella distribuzione dei Podestà il R. Governo non si è dimenticato di Usseaux glie ne ha assegnato uno nella persona del sig. Blanc Antonio, ex brigadiere dei RR. CC. Il Blanc è un ex combattente, decorato di medaglia al valore. Il suo insediamento avvenne domenica 16 corr. Non si conosce ancora il programma che intende svolgere nell’interesse del Comune e quindi nulla possiamo dire in proposito. (4)

 

Quali idee egli avesse per lo sviluppo ed il benessere del suo borgo purtroppo non fu possibile verificarlo nei fatti perché, da lì a poco, accadde qualcosa di imprevisto e drammatico:

 

USSEAUX - MORTALE ACCIDENTE DI CACCIA AL NOSTRO PODESTA’. - Martedì della scorsa settimana il nostro Podestà sig. Blanc Antonio si era recato a caccia col sig. Challier Edoardo in regione Cerogne. Per una fatalità terribile il compagno di caccia ad un certo punto, mentre il Blanc si era alquanto allontanato, avvistava un colombo e cercava di colpirlo. Il colpo colpiva purtroppo il Blanc, che riceveva una scarica di pallini alla spalla, al braccio ed al basso ventre. Egli riusciva ancora a rendersi alla sua abitazione ove aveva i soccorsi dell’arte medica. Ma purtroppo, dopo tre giorni di terribili sofferenze, sopportate con cristiana rassegnazione, nel pomeriggio del 17 corrente, egli si spegneva. Le cure affettuose, assidue e sapienti del nostro valente medico dott. cav. Tessore non valsero a strappare dalla morte il povero Blanc che lascia dietro di se larga eredità d'affetti. Vada alla desolata famiglia l'espressione del nostro sincero cordoglio. (5)

 

A leggere questo breve resoconto della stampa del tempo molti pensieri sorgono spontanei. Pare incredibile che un uomo che aveva affrontato due guerre e le agitazioni degli anni più difficili del primo dopoguerra dovesse soccombere ad una tale sventura dopo tanti pericoli vissuti sulla pelle viva. Dopo essersi salvato, miracolosamente, a Sarzana pochi anni prima. Sono gli scherzi, drammatici ed incredibili, della Storia.

La mobilitazione per il defunto podestà fu sentita e generale:

 

I FUNERALI DEL PODESTA’ - Domenica 19 corr. ebbero luogo i funerali per l’inumazione della salma del sig. Blanc Antonio. Primo Podestà di questo Comune. Vittima di un incidente di caccia che in un primo tempo si sperava non dovesse avere tragiche conseguenze, la sera del giorno 17 improvvisamente peggiorò e dopo poche ore di atroce agonia esalava l’ultimo respiro. I funerali riuscirono imponenti. Tutta la popolazione del Comune volle tributare l’ultimo omaggio al suo podestà che in breve tempo per l’affabilità e buon volere aveva saputo cattivarsi la simpatia ed il rispetto di tutti gli amministrati. Intervennero alla mesta cerimonia i sigg. podestà dei Comuni di Fenestrelle, Mentoulles, Pragelato, Perosa, i rappresentanti delle singole borgate del Comune, il segretario Comunale e subalterni con bandiera, i membri della Congregazione di Carità con vessillo, i Fasci di Fenestrelle e Pragelato con gagliardetti, gli alunni delle scuole elementari con bandiera, i Balilla. Numerose le corone e gli omaggi di fiori fra cui quella offerta dagli abitanti la frazione Balboutet, da un gruppo di amici, da dipendenti Comunali, dal fascio di Fenestrelle, dai Balilla. Porsero l’ultimo saluto all’estinto il Rev. D. Prola, Parroco di Usseaux, il sig. podestà di Perosa l’insegnante sig. Balcet. Alla famiglia desolata le nostre più vive e sentite condoglianze. (6)

Perché del suo militare, politico e concittadino non si perdesse memoria, il paese si impegnò per fissarne il ricordo la dove tutti l’avrebbero potuto vedere. Al Municipio con una targa posta il 29 giugno del lontano 1927 ed il cui testo dice:

 

LA

POPOLAZIONE

DI

USSEAUX

RICORDANDO IL NOME DEL SUO PRIMO

PODESTA’

BLANC ANTONIO

CHE COMBATTÉ DA FORTE E DA EROE, IN TURCHIA, A RODI

E CONTRO GLI AUSTRIACI E CONTRO I NEMICI INTERNI A SARZANA

RIPORTANDONE NUMEROSE FERITE, E MERITANDOSI ENCOMII

DECORAZIONI, MEDAGLIE AL VALORE

IN TEMPO DI PACE SERVI QUESTO SUO COMUNE

CON RETTITUDINE ED ONESTÁ

A MEMORIA PERENNE POSE QUESTA LAPIDE

29 GIUGNO 1927 ANNO V

 

Il brigadiere Antonio Blanc, quindi, fu una delle tante piccole figure che riempirono il nostro Novecento e scrissero pagine di storia locale (e non solo) di un certo interesse. Ma la sua parabola è anche quella di una persona che visse anni difficili, ardenti, con coraggio e fedeltà alle istituzioni. Sopravvissuto a tante situazioni difficili egli si spense in un modo che lascia sconcertati. Ma la storia è fatta anche di queste strane e drammatiche pagine.

Alessandro Mella

NOTE

(1) Si ringrazia l’archivio storico dell’Istituto del Nastro Azzurro tra decorati al Valore Militare.

(2) Ibid.

(3) 1919 Proteste e Disordini, Giovanni Salierno in Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri, 3, Anno IV, p. 104.

(4) La Lanterna Pinerolese, 21, Anno XLV, 22 maggio 1926, p. 2.

(5) La Lanterna Pinerolese, 39, Anno XLV, 25 settembre 1926, p. 2.

(6) Ibid.

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Articolo pubblicato il 05/07/2021