Ddl Zan. Fedez è il nuovo ideologo della sinistra?

Il Vaticano in una nota chiede spiegazioni riguardo al disegno di legge sull'omotransfobia e il rapper milanese interviene in appoggio alla sinistra parlamentare.

Il 22 maggio tutte le testate giornalistiche si sono prodigate nel dare la notizia di un decisivo intervento della Santa Sede sulla questione del Ddl Zan fermo alla Commissione Giustizia del Senato ormai da vari mesi.

L’esimio collega Elio Ambrogio ha scritto un preciso e puntuale articolo dal titolo “Il Vaticano s’è desto” in cui chiarisce che il Vaticano è intervenuto - con una nota recapitata all’Ambasciata italiana presso la Santa Sede – per far presenti alcune perplessità sul testo della legge e sulle sue possibili conseguenze. In modo particolare monsignor Paul Richard Gallagher ha fatto presente al Governo Italiano che questo disegno di legge rischia di far saltare i rapporti Italia-Vaticano sanciti dalla revisione del Concordato fra Stato e Chiesa del 1984.

Quello che a me ha fatto più riflettere sono, però, le reazioni del mondo politico che, dal 2013 ad oggi, ha sempre incensato ed oserei dire “idolatrato” Jorge Mario Bergoglio. Twitter si è trasformato in una voliera di pavoni cinguettanti laicità e laicismo come mai prima d’ora.

Laura Boldrini, ex-presidente della Camera dei Deputati, ha avocato la sovranità del Parlamento: “Il #DDLZan è una legge di civiltà. Punisce i crimini d’odio per #omolesbobitransfobia, #misoginia, #abilismo e promuove il rispetto. Non c’è rischio per la libertà di pensiero poiché esclude la propaganda di idee. Ascoltiamo anche il #Vaticano ma il Parlamento è sovrano”.

Monica Cirinnà, parlamentare del PD, ribadisce una posizione ferma ed intransigente: “Leggeremo le osservazioni della Santa Sede con rispetto, e tenendo a mente il fondamentale valore della laicità dello Stato. La nostra posizione resta ferma: il #ddlZan è legge di civiltà attesa da decenni. Mettiamo al centro la dignità delle persone, che vanno tutelate dall’odio”.

Alessandro Zan, parlamentare PD, colui che ha dato il nome al disegno di legge, scende in campo dicendo che “Alla Camera sono sempre state ascoltate con grande attenzione tutte le preoccupazioni e come anche confermato dal Servizio Studi Senato, il testo non limita in alcun modo la libertà di espressione, così come quella religiosa. E rispetta l’autonomia di tutte le scuole. #DDLZan”.

Vladimiro Guadagno, oggi Vladimir Luxuria, ex-deputato di “Rifondazione Comunista”, parla di lesa maestà allo Stato Italiano cinguettando: “L’intervento del #Vaticano contro il DDLZan non è una difesa del #Concordato ma un attacco pericoloso all’articolo 7 della nostra Costituzione sulla laicità dello Stato, siamo una democrazia non una teocrazia”.

Marco Cappato, esponente Radicale, esprime la volontà di cestinare il Concordato così: “Se il ddl Zan viola il Concordato col #Vaticano abbiamo solo una ragione in più per abolire il Concordato”.

Tutte queste persone, negli ultimi otto anni, hanno spesso preso le difese di Bergoglio e hanno usato le sue parole come strumento efficace per la loro propaganda. Oggi, però, feriti nell’orgoglio dell’ideologia, si scagliano come razzi contro quel Pontefice che gli era tanto caro sino al giorno prima.

Diciamo però, ad onor del vero, che tutti loro sono comunque titolati a parlare in quanto addetti ai lavori della politica e della discussione parlamentare. Chi, invece, non ha perso una buona occasione per fare silenzio ed ha fatto l’ennesima brutta figura è il signor Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, che ormai si sente in dovere di commentare tutto ciò che accade nella politica italiana ed è diventato un paladino senza macchia e senza paura della sinistra nostrana.

Ieri, appena apprese le posizioni della Santa Sede sul DdlZan, Fedez è insorto affidando il suo aulico pensiero ad un tweet pieno di inesattezze e falsità. Sul social network il rapper milanese ha scritto: “Riassumendo: il Vaticano che ha un debito stimato di 5 miliardi di euro su tasse immobiliari mai pagate dal 2005 ad oggi per le strutture a fini COMMERCIALI dice all’Italia “guarda che con il DDL Zan stai violando il #Concordato”.

Monsignor Nunzio Galantino, Presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, da persona responsabile dei beni della Chiesa, ha risposto a stretto giro: “Ieri Fedez, e a seguire tantissimi altri fino a poco fa (“Prima pagina” – Rai tre): “Il Vaticano non paga le tasse immobiliari e dice che l’Italia sta violando il Concordato”. Possibile che i nostri media, con i nostri esperti nelle varie modalità di comunicazione, non intervengano? Vi aiuto: nel 2020, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ha pagato imposte per € 5,95 mln per IMU e € 2,88 mln per IRES. A queste vanno aggiunte le imposte pagate da Governatorato, Propaganda fide, Vicariato di Roma, Conferenza Episcopale italiana e singoli enti religiosi. TUTTO DOCUMENTATO!!!!! Per favore, vogliamo dire queste cose? C’è qualcuno disponibile a fare anche questa comunicazione, oltre qualcuna lodevole che già si fa? +don Nunzio Galantino”.

E’ chiaro che Fedez ha fatto uno scivolone non da poco. Accusare il Vaticano di non aver pagato le tasse e poi scoprire che nel solo 2020 l’ente di cui Galantino è presidente ha sfiorato i 9 milioni di euro di tributi allo Stato Italiano è stata davvero una caduta di stile imperdonabile.

Per parlare di politica – e in questo caso di un’ipotetica crisi diplomatica – bisognerebbe avere delle competenze e delle conoscenze che il rapper milanese ha più volte dimostrato di non avere. Attaccare un’istituzione in cui non si crede è lecito e legittimo ma solo se si hanno elementi dimostrabili e comprovati atti a sostenere la tesi accusatoria.

Sicuramente torneremo su questo tema che ha scaldato e sta scaldando le tribune politiche del nostro Paese e, nel frattempo, speriamo che chi ha in mano le sorti della vicenda non si faccia mal consigliare da questo o quell’influencer ma abbia l’accortezza di andare al cuore del problema con serietà, puntualità e circospezione.

Le leggi approvate per appagare la “pancia del Paese” risultano sempre papocchi che creano problemi giuridici, scontenti sociali e malumore nell’elettorato.

Per approfondire: "Il Vaticano s'è desto" di Elio Ambrogio

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Articolo pubblicato il 24/06/2021