Le vere ingerenze

Numerose inchieste della magistratura iniziate con squilli di tromba da parte della stampa compiacente

Oggi il solo problema dell’Italia è il DDL Zan sull’omotransfobia, parola che solo a nominarla la fobia la suscita, e tutto il mondo rossogiallofucsia della politica ha urlato all’inaccettabile interferenza e all’attentato alla sovranità del Parlamento, oltre che alla laicità dello stato, quando la Segreteria di Stato Vaticana ha inviato una nota pacata al Governo per segnalare alcuni rischi per la libertà associativa, organizzativa ed educativa dei cattolici, così come previste dal concordato, nel testo attualmente all’esame delle Camere se non venisse modificato.

Essendo questo il solo tema che occupa gli interessi dei media è passata sotto tono una vera ingerenza nel dibattito politico, ai limiti dell’eversione.

I Radicali e la Lega intendono presentare alcuni referendum sull’ordinamento giudiziario, per rivedere gli eccessi della carcerazione preventiva e per richiamare ad una maggiore responsabilità i magistrati che in modo del tutto arbitrario possono rovinare vite familiari, professionali e politiche con un semplice avviso di garanzia.

Già le numerose inchieste della magistratura iniziate con squilli di tromba da parte della stampa compiacente e concluse poi in un nulla nel silenzio e disinteresse totale, comunque dopo aver eliminato dal gioco politici “scomodi” alla magistratura, costituiscono una terribile ingerenza che in modo indecente continua da oltre trent’anni e a cui purtroppo molti si sono totalmente abituati.

Ma è passata sotto tono la nota del presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Santalucia, in cui ha annunciato una – testuale – reazione da parte della magistratura nei confronti di chi appoggiasse questi referendum.

E’ appena il caso di ricordare che l’istituto referendario è disciplinato non da Salvini, Meloni o Berlusconi, e nemmeno dai radicali, ma dalla nostra Costituzione.

Va osservato che un’associazione di membri di un ordine dello Stato, quale è l’ANM, che chiama alla reazione nei confronti di una iniziativa politica legittima e costituzionale assume un atteggiamento reazionario nei confronti di un ordine costituito.

Altro che ingerenza negli affari dello Stato, qua siamo ad una parte della magistratura che manda minacce mafiose alla politica affinchè non provi a dare ordine al caos giudiziario italiano; tanto hanno espulso Palamara dalla magistratura e, questo il loro ragionamento, tutto fila che è una meraviglia.

Bene, per ricordare alcuni esempi di questo funzionamento esemplare della giustizia che improvvidamente i promotori dei quesiti referendari vogliono modificare si possono dare alcuni esempi; Roberto Cota, additato come sperperatore di denaro pubblico quando era presidente del Piemonte per aver comprato con fondi regionali le famose mutande verdi, assolto nel 2019 senza che nessuno si azzardasse a chiedergli scusa; oppure Roberto Vignali, sindaco di Parma, indagato, costretto alle dimissioni e arrestato per corruzioni che erano soltanto nella testa dei magistrati che lo hanno indagato – per poi candidarsi alla guida di Parma – pienamente riabilitato nel 2020 dopo 9 anni passati col marchio dell’infamia.

Oppure Ottaviano Del Turco, di Sinistra ma colpevolmente appartenente a quella minoranza riformista e garantista, arrestato mentre era presidente di regione con gli inquirenti che concedevano una conferenza stampa notturna in cui garantivano una montagna di prove a suo carico…. Prove che non sono mai emerse, memmeno un’ombra, e che hanno fatto finire tutto in una bolla di sapone.

Queste sono ingerenze, anzi entrate a gamba tesa da parte della magistratura nei confronti della politica, praticamente sempre finite in un niente dal punto di vista giudiziario ma che hanno causato danni immensi ai malcapitati, alle volte anche la morte.

Da queste ingerenze lo Stato italiano deve guardarsi, non dai miti richiami della Segreteria di Stato Vaticana sul DDL Zan che, in ogni caso, hanno maggiore credibilità rispetto a quelli di pseudo-cantanti con le unghie smaltate.

 

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 25/06/2021