Pisa – Una importante mostra per celebrare la pittura di Orazio Riminaldi

L’arte di uno dei grandi maestri pisani del Seicento

Un ‘altra  importante  mostra per celebrare e far conoscere un altro  grande  della pittura italiana: ”Orazio Riminaldi.  Un maestro pisano tra Caravaggio e  Gentileschi”, dimenticato e poco conosciuto dal vasto pubblico. Il tutto nasce  in occasione  del recente restauro dei dipinti della cupola della Cattedrale, da lui dipinta. La mostra su  commissione dell’Opera Primaziale Pisana, allestita nelle sale  di Palazzo dell’Opera, in Piazza dei Miracoli,  è disponibile alla visita fino al 5 settembre 2021.

Il progetto espositivo  viene curato dai professori  Pierluigi Carofano e  Riccardo Lattuada, e da un  comitato scientifico composto da, Franco Angiolini, Veronica Baudo, Stefano Bruni, Marco Ciampolini, Alberto Cottino, Gabriella Garzella,  Daria Gastone, Franco Pagliaca, Stefano Renzoni e Alessandro Tosi.

Pierfrancesco Pacini – Operaio Presidente Opera Primaziale di Pisa -,”Un evento che - dopo i lunghi mesi di lontananza dal Bello - viene a scaldare i cuori e a riavvicinare il pubblico vicino e lontano ai “miracoli” della nostra piazza”. Orazio Riminaldi, nel 1627 dopo un lungo soggiorno romano ritorna a Pisa e  inizia i lavori del duomo -  dureranno fino al 1630.

Riminaldi, realizzò un’opera monumentale:  decorò la cupola del Duomo di Pisa interamente ad olio, e non ad affresco, raffigurante il ciclo dell’Assunta portata in cielo dagli angeli e una teoria di santi, è  “una anticipazione del Paradiso per offrire ai fedeli  la possibilità di contemplare il mistero della salvezza racchiuso nelle figure del Redentore e della Madre titolare della Cattedrale e della Diocesi , e di rivolgersi alla schiera dei santi per domandare la protezione”.

Nelle nove sezioni  del percorso espositivo  sono presentati oltre una cinquantina di dipinti, di cui 23 di Riminaldi, mentre  le altre opere di, Guido Reni , Giovanni Baglione , Ranieri Borghetti , Aurelio e Orazio Lomi Gentileschi, e di molti altri prestigiosi nomi   presenti,  si suddividono in  una prima parte quelli della formazione dell’artista, avvenuta  nelle botteghe  dei maestri pisani , per poi passare , ai dipinti, del  lungo soggiorno romano che va all’incirca  dal 1615, quando giunto a Roma venne fatto subito accademico di san Luca e fece parte della terza  stagione  dei maestri caravaggeschi.

Quindi nel  1627, quando vi fece ritorno a Pisa, per dipingere la cupola del Duomo. Nella prefazione del catalogo i curatori Pierluigi Carofano e Riccardo Lattuada,” La mostra che si inaugura a pochi metri da alcune delle sue opere più impegnative,  e che perciò le ingloba nei suoi percorsi vuole restituire a Riminaldi il posto che merita nella storia dell’arte italiana. Un posto che va ben oltre il pur grande prestigio delle committenze onorate dal pittore a Pisa, ma che lo situa tra i protagonisti del paesaggio dalla stagione delle invenzioni di Caravaggio a quella del Barocco”.

Le opere presenti provengono dall’opera della Primaziale Pisana, e  da prestigiose collezioni pubbliche e private, nonché da chiese . In mostra troviamo il suo “Autoritratto”,  “la Vestizione di santa Bona” –la tela proviene dalla chiesa di San Martino in Pisa,il particolare del volto della santa è  la copertina del catalogo, i modelli preparatori per dipingere la cupola del duomo, in particolare lo splendido studio  del Volto della Vergine, e il modello dell’Assunzione della Vergine, il ritratto dell’Operaio della Primaziale Curzio Ceuli, colui che permise  la realizzazione del suo capolavoro pisano.

Orazio Riminaldi scomparve all’età di 37 anni per peste, nonostante nella sua breve attività ha lasciato dei capolavori di estrema bellezza. L’esposizione è accompagnata da un prestigioso catalogo edito da EDIFIR, che intende illustrare le sezioni della mostra, tramite saggi storici e critici  di Simone Andreoni, Cristina Cagianelli,  Raymond Ward Bissell ( scomparso nel 2019), Laura Muti, Emilio Negro, Michele Nicolaci, Francesco Petrucci, Nicosetta Roio, Leonardo Scarfò,  inoltre  presenta schede scientifiche per ciascuna opera esposte, contenenti essenziali notizie filologiche e critiche, è una bibliografia finale. A conclusione del percorso espositivo il visitatore potrà accedere alla Cattedrale e ammirare la cupola dipinta da Riminaldi. Nonché due sue  tele  presenti nella Tribuna “Il Sansone e il Mosé” e “ il serpente di bronzo”.

Descrizioni immagini

Foto copertina del catalogo della mostra, Orazio Riminaldi “Vestizione di Santa Bona”(particolare)

Foto 1 Orazio Riminaldi “Assunzione della Vergine e santi” ca. 1627 olio su tela, cm 57x44, Pisa  Opera della Primaziale Pisana inventariata 2194

Foto 2 Orazio Riminaldi “Ratto di Prosperina” ca. 1615, olio su tela cm.167,5x120,4, Brescia, collezione privata

 Foto 3 Orazio Riminaldi  “Studio per la Testa dell’Assunta”,ca.1629, olio su tela cm 115x103,5 , Pisa Opera della Primaziale Pisana inv.2194

Foto 4  Orazio Riminaldi “Autoritratto”  ca. 1620 olio su tela, cm 67x53,30, Firenze Galleria degli Uffizi, Corridoio Vasariano, inv.1890

Foto 5 Orazio Riminaldi “Amore vincitore” ca. 1620 olio su tela, cmm140x110, Milano collezione privata

Vademecum della mostra:

Pisa Piazza Duomo 17 “Orazio Riminaldi . Un maestro pisano tra Caravaggio e Gentileschi” , fino al 5 settembre 2021, INFO: +39 050 835011 / +39 050 835012

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 07/07/2021