Cuneo. Filippo Blengino, Segretario dei "Radicali", inizia lo sciopero della fame

La giunta del capoluogo cuneese approva un regolamento con il quale riduce la democrazia cittadina.

Filippo Blengino, classe 2000, Segretario dei “Radicali” di Cuneo, membro della Giunta dell’Associazione Radicale Aglietta di Torino, membro del Comitato nazionale dei “Radicali Italiani” oggi, martedì 06 luglio 2021, ha iniziato lo sciopero della fame.

La motivazione sta nel fatto che ha chiesto un incontro al primo cittadino di Cuneo Federico Borgna senza ottenere risposta. Il motivo dell’interpello sta nel fatto che la Giunta cuneese ha approvato – senza adeguato confronto e senza debita discussione con le minoranze – un nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico. Il nuovo regolamento imporrà lungaggini burocratiche, maggiori costi economici e impossibilità di utilizzare il megafono per amplificare la voce e propagandare le idee.

In mattinata, a poche ore dall’inizio dello sciopero della fame, ho contattato telefonicamente Filippo Blengino che con la sua solita chiarezza mi ha detto: “Questa non è una battaglia per noi, ma per tutti i gruppi, politici e non, che vogliono semplicemente essere per strada, con sane iniziative, senza dover pagare decine di euro, fare richiesta due settimane prima tramite un portale molto complicato.

La presenza per strada, la democrazia cittadina, la gente che si mobilita per ciò che ritiene essere giusto, è ciò che di più bello esiste. Ostacolare il diritto ad essere per le vie pubbliche, vietare l’utilizzo di megafoni, imporre limiti di occupazione del suolo pubblico, sono gravi violazioni dei nostri diritti politici e civili.

L’arroganza con cui la Giunta ha approvato il regolamento e con cui ignora le decine di voci di protesta è aberrante. Vado avanti nel mio sciopero della fame fino a quando Borgna non mi riceverà”.

Il Partito Radicale da sempre usa questa forma di protesta non violenta per portare all’attenzione delle amministrazioni e dello Stato le battaglie in difesa dei diritti civili e di quei Cittadini che non hanno voce. Alcune battaglie sono condivisibili ed altre no ma su una cosa bisogna essere chiari: chi si batte per dar voce a chi non ne ha merita di essere ascoltato.

Sinceramente, da che mondo è mondo, la politica si è fatta per strada. I cittadini si sono andati a cercare ed informare in piazze, mercati, fiere, luoghi dello shopping e della movida. In un tempo nel quale la politica si è ridotta a parlare a suon di D.P.C.M., comunicati stampa a reti unificate, post sui social e via discorrendo, sarebbe opportuno che i politici tornassero in piazza, fra la gente, per metterci la faccia.

Mettere una tassa per fare banchetti d’informazione politica e istituzionale mi pare davvero poco consono e altamente discriminatorio.

Questa è davvero una pagina triste per la città di Cuneo che – tra l’altro – fra un anno si troverà a dover scegliere un nuovo sindaco. I Cittadini sicuramente ricorderanno questo increscioso fatto e porteranno il loro rammarico nel segreto dell’urna. Speriamo almeno che, visto l’andazzo, non si faccia poi anche pagare una tassa per andare a votare.

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Articolo pubblicato il 06/07/2021