La presenza di Dio

Ha ancora senso pensare al divino? Considerazioni sulla spiritualità dell'epoca attuale

 

Uno degli aspetti più ambigui del comportamento umano è forse quello del rapporto con la divinità.

Non intendo ovviamente esporre un’analisi storica o filosofica in grado di abbracciare ogni aspetto del rapporto Uomo-Divinità… sarebbe un’impresa al di là delle mie capacità.

Vorrei invece cogliere qualche spunto di riflessione che ci permetta di esaminare la portata del problema.

Abbiamo già parlato di un dio trascendente o immanente, comparando la visione cattolica che lo definisce per l’appunto “trascendente” con quella olistico-spinoziana di ispirazione immanente.

Chi ha ricevuto un’educazione religiosa in ambiente cattolico sa perfettamente che tutta l’iconografia relativa a Dio prevede un’ampia scelta di immagini antropomorfe, nelle quali un vecchio con la barba viene da sempre rappresentato a simboleggiare la figura del Padre celeste.

Il dio dei cattolici trascende la Creazione, quindi la Natura e l’Universo, ponendosi fuori dal tempo e dallo spazio, come un discreto osservatore che si compiaccia, o meno, del proprio operato.

La medesima Figura viene interpretata dagli Gnostici che la rappresentano col nome di Demiurgo, contrapponendola ad un vero Dio privo di attributi che lo possano descrivere anche sommariamente.

Sebbene nei testi biblici non emerga la descrizione di un dio dalle caratteristiche spirituali o metafisiche, l’educazione che abbiamo ricevuto a suo tempo, come cattolici, sembra far emergere delle interpretazioni esclusivamente teologiche che vorrebbero dimostrarne l’autentica Essenza spirituale.

Una domanda che spesso viene posta riguarda la figura di Gesù Cristo e la sua paternità celeste. Gesù era il figlio del dio dell’Antico Testamento, oppure il “Padre” al quale Gesù si rivolge è una figura assolutamente avulsa dalle antiche Scritture, probabilmente trascendente e immanente al tempo stesso?

Difficile trovare una risposta senza scatenare torrenti di polemiche, personalmente ritengo che il Padre al quale si riferì Gesù non fosse il Dio o l’intraducibile Elohim, dell’Antico Testamento.

Non vorrei trascinare il discorso tra inutili e sterili polemiche su aspetti teologici che aprirebbero infinite discussioni, desidererei invece prendere in considerazione il valore oggettivo di un pensiero rivolto verso le dimensioni spirituali espresso ai giorni nostri, per comprendere meglio quale sia, per l’Uomo moderno, il significato o il valore di autentiche speculazioni dirette verso il mondo dello Spirito.

La “visione del mondo spirituale” sembra essersi perduta, soffocata dalle banali necessità del quotidiano, organizzate, se non ordite da trame di natura economica ed egoistica atte a spegnere la Vera Luce che alberga nell’Anima umana.

Lo spazio per le speculazioni su Sacro o sul Divino sembra scomparso, tutto è ridotto e mercificato, in nome dei nuovi dei definiti dal cosiddetto progresso.

L’economia governa il Mondo, viene ripetuto ossessivamente, governa la politica, la religione, riparametra i valori della morale, rende tutto finalizzato alla produzione illimitata di ricchezza e allo schiacciamento del singolo, oramai ritenuto numero (o quasi), quindi spersonalizzato, omologato e reso parte di un perverso sistema che non vuole fare prigionieri.

Il concetto di Divinità ha perso per moltissime persone, soprattutto giovani, il proprio significato.

Non mi riferisco, ovviamente, all’abbandono delle strutture ecclesiastiche che con i loro anacronistici e superati dogmatismi si arrampicano sui vetri come gechi, per mantenere un ridicolo “congelamento” del “credo" o dei "valori”, ma alla quasi totale assenza di quel “senso del divino” che appare quasi invisibile, se non palesemente assente dalla coscienza delle masse.

L’ateismo dichiarato dalle correnti illuministiche settecentesche, che tanto scandalo creò tra i credenti, è stato oggi sostituito dalla più totale indifferenza verso la Dimensione spirituale. Il divino si è trasformato in argomento da non trattare in nessun ambito: un vero tabù, come la “morte” o come tutti gli argomenti di matrice metafisica.

Il vero problema, a mio modesto avviso, è il crollo verticale della Consapevolezza spirituale, la mancanza di percezione del “sacro” sostituita da quella esclusivamente profana della cultura del benessere e dell’appartenenza ad Elite di potere politico e/o economico.

Come in tutti i più gravi momenti di crisi, ora ci troviamo di fronte all’ennesimo “bivio”: essere avvolti dal Sistema e accettare di trasformarci in piccoli esseri spersonalizzati che affidano se stessi a qualche gruppo di potere, oppure far riemergere dalla nostra Anima quel senso del Sacro, profumo di origine divina che rende liberi e intellettualmente vivi…

 Il “senso del sacro” non è un elemento culturale che possa nascere dalla lettura o dallo studio, si tratta dell’ espressione della propria evoluzione spirituale, che emerge, come dicono molti mistici, dopo innumerevoli reincarnazioni su questo Pianeta.

Può accadere che un processo inaspettato di crescita interiore, spesso legato ad un forte dolore o ad una crisi esistenziale, determini quel fenomeno conosciuto come “Illuminazione”, in tal caso coloro che lo abbiano vissuto, raccontano di un improvviso senso di istantanea consapevolezza, un “quid” inspiegabile in grado di modificare per sempre le nostre vite.

Credere ed essere consapevoli sono due aspetti per molti versi antitetici. La “fede” presuppone una accettazione acritica e passiva verso dogmi e verità di varia natura che vorrebbero essere considerate vere dalle strutture religiose che le diffondono. La Consapevolezza, diversamente, è la coscienza del sapere attivo che appartiene al nostro Essere e che non può né modificarsi né svanire.

Dobbiamo solo augurarci che questo difficilissimo momento storico possa trasformare alchemicamente una buona parte dell’Umanità, per far risorgere a livello collettivo quel “senso di appartenenza” alla Dimensione divina, unica chiave d’ingresso per quelle Porte che separano il mondo profano dalla sacralità.

 

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Articolo pubblicato il 13/07/2021