Covid. Continua con percentuali impressionanti la corsa ai centri vaccinali dopo il messaggio funereo di Draghi

Ma sale la protesta dei “No al green pass” con migliaia di partecipanti alle manifestazioni in 90 piazze d’Italia

Prosegue la nostra attenzione sull’andamento del contagio.

Sono 5.140 i nuovi contagi da coronavirus in Italia di ieri, 24 luglio 2021 (venerdì 5.143), secondo i dati del bollettino del ministero della Salute diffusi dalla Protezione Civile. Nelle ultime 24 ore, si sono registrati altri 5 morti (venerdì erano 17), nessuno in Piemonte, che portano a 127.942 il totale delle vittime da inizio emergenza.

Sono stati eseguiti 258.929 tamponi, con un tasso di positività al 2%.

Le persone ricoverate in ospedale con sintomi sono 1.340, in aumento (+36) rispetto ai 1.304 di venerdì, mentre sono 172 i ricoverati in terapia intensiva (+17 da ieri), con 21 ingressi nelle ultime 24 ore.

Strano  Paese l’Italia. Trionfa il menefreghismo tipico dei levantini, ma quando si toccano con piglio autorevole le corde giuste, l’obbedienza diventa una virtù.

Le norme repressive contenute nell’ultimo decreto governativo, seguito dal monito funereo  di Mario Draghi, non hanno ancora trovato attuazione,  ma la corsa al vaccino, scatenata dalla minaccia di chiusura dei ristoranti ed altre attività per i non vaccinati, sta scatenando la corsa al vaccino. Almeno in qualche regione, lo sprint, rischia di mettere in crisi la macchina della somministrazione, per carenza di vaccini.

In Piemonte, per fare un esempio, sono state circa settemila ieri - il dato è aggiornato alle ore 17) le nuove adesioni alla campagna vaccinale contro il Covid. La Regione sottolinea che si tratta del "doppio rispetto a quelle registrate alla stessa ora di sabato scorso, quando erano state 3.200.

Venerdì, a fine giornata, le nuove adesioni erano state in tutto quasi 25.000".

Intanto sono arrivate - e già in via di distribuzione - le altre 40 mila dosi di vaccino Pfizer ottenute dal presidente Alberto Cirio dalla struttura commissariale come fornitura straordinaria. Si sommano alle 20 mila dosi aggiuntive già ricevute nei giorni scorsi.

Forse già la prossima settimana, come annunciato, è atteso un ulteriore giro di vite per la regolarizzazione all’accesso ad altre attività di svago e tempo libero con ripercussioni negative alla libertà del cittadino, oltre alle attività economiche compromesse.

Conoscendo i vizi italici e le reazioni di questi giorni, ci permettiamo di sussurrare un piccolo consiglio al premier Draghi. Perché non  impedisce, utilizzando i potenti mezzi che ci elargisce l’intelligenza artificiale, l’accesso fisico e l’audizione di ogni attività sportiva di grande impatto, ad iniziare dalle Olimpiadi di Tokio ai non vaccinati?

Sarebbe sufficiente  l’annuncio, per facilitare ancor più l’acceso ai centri vaccinali senza colpo ferire. Infatti, nonostante lo sport in Italia, sia tutt’altro che agonismo, ma sia ormai ridotto a business in gran parte opaco, lautamente finanziato dal governo, e manipolato da operatori privi di scrupoli o manovrati dalla lobby ebraica, come avviene dalla parti nostre, il popolo dei beoti, accetta tutto e calpesta ogni principio pur di non rinunciare alla visione di una partita o partecipare a un evento di rilievo.

Si potrebbero così raggiungere, entro il mese di agosto, percentuali di vaccinati, superiori all’80% come un autorevole assessore della regione Lazio ha già pubblicamente preconizzato.

Con tale scelta che potrebbe apparire un po’ goliardica, ma non lo è, il governo otterrebbe l’effetto desiderato, senza continuar ad inzaccherarsi in norme limitative, pasticciate, discriminatorie e foriere di effetti dirompenti.

E’ solo il caso di ricordare che ieri, sabato 24 luglio, giornata di solito destinata alle scappate  fuori città per difendersi dalla  calura o volta agli acquisti per le vacanze, in tutto il Paese, presagendo il peggio, si sono tenute oltre novanta    manifestazioni di protesta. Manifestazioni che sono in gran parte organizzate da gruppi o partitini che oscillano sullo 0, 1 % di adesione nel Paese, ma che sono riuscite ad intruppare migliaia di cittadini pensanti.

Cittadini pensanti che alle urne non si sognerebbero mai di dare il loro voto a coloro che esibendo sigle semi sconosciute  hanno dato il là alla voce popolare. Si sono però riuniti per una manifestazione di scopo e difendersi da un percepito sopruso.

E’ un Paese il nostro che, seppur fiaccato mentalmente ed economicamente dai diktat, da misure che si sono rilevate in parte inefficaci sul piano sanitario, ma validissime per distruggere attività economiche ed equilibri psico fisici di migliaia di cittadini, sta reagendo. Le cronache che stiamo raccogliendo lo attestano.

Ma un governo saggio  e finalizzato al Bene comune, dovrebbe sapere leggere e cogliere certi sintomi.

La storia ci insegna che prese di posizioni e mobilitazioni di cittadini solitamente pacifici e laboriosi, hanno prodotto conseguenze imprevedibili ed inarrestabili.

Quindi se, nonostante i pareri scientifici oltretutto divergenti,  le conseguenze letali e fisiche lasciate dal vaccino sperimentale sulla pelle degli italiani, si continua a ritenere che la via tracciata sia dogmatica e priva di alternative, prima di lanciare anatemi, produrre  ghettizzazioni ed obblighi conseguenti, sarebbe opportuno dotarsi di buon senso.

I fatti di questi giorni stanno a dimostrarlo . Il presidente del consiglio, a differenza di molti suoi predecessori, non difetta di intelligenza e di spirito di iniziative.

Metta in palio dei premi, distribuisca buoni pizza, imponga a quello spilorcio di John Elkann che sta smantellando le strutture di famiglia a Torino, di offrire buoni patita gratuiti per ogni ciclo di vaccino completato, ma metta nel cassetto le vistose limitazioni alla libertà personale ed alla socialità accorta ed intelligente, che ha annunciato.

Altrimenti i figliastri si rivolteranno contro i figli e si scatenerà quell’anelito alla libertà urlato ieri da migliaia di cittadini nelle piazze d’Italia, che neppure nel 1945 abbiamo conosciuto.

Poi al mondo ed in particolare in Italia è successo di tutto, dal tumulto dei Ciompi, al grido degli Spartachisti, sino a piazzale Loreto, ma perché rischiare così?

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Articolo pubblicato il 25/07/2021