Montemagno (Asti) - Storia, arte e cultura

Di Ezio Marinoni

Sul colle di Montemagno, in provincia di Asti, tra il torrente Grana e il rio Gaminella (che suscita una immediata eco di Cesare Pavese) spicca l’antico e orgoglioso castello della famiglia Calvi di Bergolo: più che di una dimora patrizia si tratta di una fortezza turrita e massiccia, che sorveglia il paese e le campagne circostanti.

Nell’atrio del castello una iscrizione di gusto manierista ricorda la ricostruzione del maniero primitivo, voluta dal Conte Giulio Cesare Callori (la famiglia feudataria di Vignale), dopo le rovine causate dalla Guerra di Successione del Monferrato:

“Nacqui di sito irregolare e torto / dalla testa d’un frate, e fui nodrito / a grosse spese del signor del sito, / che a forza d’oro mi tirò a buon porto.

Mastri, pittori et architetto accorto / mi fecer sino all’ultimo vestito, / e se avesser potuto havrian compito / che guardassi più dritto in faccia all’orto.

Che se v’è alcun di qualche nova scola, / che sappia drizzar gobbi, e questa cura/ voglia far da Vitruvio o da Vignola, / se fa altrettanto e con minor struttura

per gli miei dei di stucco io do parola / e giuro star alla di lui censura”.

Nei sotterranei si trovano le carceri, senza luce, cui si scende per una tortuosa scaletta, ed è facile pensare che chi vi era recluso non avrebbe più rivisto il sole e l’altre stelle.

Nell’Aula del Senato la volta è ancora istoriata di pitture originali, con i simboli della forza e della giustizia, che qui si amministrava.

Le origini del paese risalgono al Medioevo: nel 1164 l’Imperatore Federico Barbarossa conferma la proprietà del territorio al Marchese del Monferrato.

Il castello viene acquistato nel 1269 dal Comune di Asti, durante la guerra con Carlo d’Angiò; nel 1290 viene in parte distrutto da Guglielmo VII del Monferrato; il primo restauro è del XIV secolo, poi diventa epicentro di lotte fra Guelfi e Ghibellini (Montemagno era roccaforte, anche per la sua elevata posizione, di questi ultimi).

Più volte saccheggiato da truppe francesi, spagnole e tedesche, riceve nel Settecento i restauri più significati, che hanno in gran parte cancellato la sua struttura trecentesca.

Accanto al castello si apre la piazza principale di Montemagno, con la settecentesca parrocchiale dedicata all’Assunta.

Il paese ha dato i natali a uno dei pochi Marescialli d’Italia: Gaetano Giardino (Montemagno, 1864 - Torino, 1935), al quale è intitolato il viale che sale al Monte dei Cappuccini a Torino. Egli fu Sottocapo di Stato Maggiore in Tripolitania nel 1911 ed ebbe il comando della 48.ma Divisione dell’Esercito nella battaglia di Gorizia. Diventato Ministro della Guerra, nel difficile 1918 guida l’Armata del Grappa nelle battaglie del Piave e di Vittorio Veneto.

Chi ama le passeggiate in un quarto d’ora può raggiungere a sud del paese la chiesa di San Vittore (Vecchio o Diruto), di cui resta l’abside affiancata a destra da un campanile a bifore.

I vicoli del centro, a raggiera, sono denominati secondo una numerazione latina (Vicolo I, Vicolo II, fino al settimo) e alternano splendide case restaurate con rispetto della storia e abitate ad altre in stato di parziale abbandono, in attesa di un progetto di recupero più complessivo.

L’Associazione MAC – Monferrato Arte e Cultura tenta di vivacizzare la vita sociale e culturale locale.

È in corso di svolgimento la seconda edizione del concorso di pittura e fotografia “Monferrato - Le seduzioni di un paesaggio”, che ha diviso geograficamente la grande estensione monferrina in quattro “zone”: Basso Monferrato - Monferrato occidentale - Alto Monferrato - Monferrato orientale, comprendendo sostanzialmente le intere province di Asti ed Alessandria.

Durante l’estate sono in programma, nelle giornate di domenica 11 luglio, 8 agosto, 19 settembre e 3 ottobre, una serie di conferenze aperte a tutti (riunite sotto l’affascinante titolo Progetto Cultura ), presso i locali del Cantinone Comunale, su svariati temi storici e culturali.

Ciascuna di esse potrebbe essere una buona occasione per conoscere la bellezza di Montemagno e respirare la sua brezza in un giorno afoso d’estate cittadina.

La località è facilmente raggiungibile, per statale o autostrada, a poco più di un’ora da Torino.

Dalla sua piazza la vista si allarga su un anfiteatro di colline circostanti, e tanti paesi si distinguono perfettamente, sparpagliati sui colli, in una vicinanza fisica e ideale che sembra si possa annullare con una passeggiata o un volo di fantasia.

@Ezio Marinoni

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Articolo pubblicato il 30/07/2021