Cultura giuridica e tribalismo barbaro

La locuzione "Civis romanus sum" indicava l'appartenenza all'Impero Romano e sottindendeva la titolarità di diritti e doveri giuridici della popolazione, connessi a tale status. In un momento storico in cui Roma possedeva una Civiltà giuridica rimasta ineguagliata nei secoli successivi le popolazioni barbare conducevano una vita tribale scandita da una rozzezza di costumi quasi subumana.

Nel prosieguo storico l'oscurità dei costumi delle popolazioni centroeuropee ha progressivamente attenuato la certezza del Diritto propria della cultura latina arrivando, nei giorni nostri, a comprimere i diritti e le libertà fondamentali, tanto dell'individuo quanto della collettività.

Il nostro straordinario diritto processuale è stato commisto da istituti di diritto anglosassone - ovvero proprio  delle ex popolazioni barbare - e sul rispetto del rito è prevalsa la dozzinalitá di una relativa brevità del giudizio accompagnata dall'introduzione di un sistema di decadenze che ha privilegiato una logica di deflazione dei processi anziché la ricerca di una rigorosa verità processuale.

Nel contempo anche i diritti sostanziali dei cittadini si sono attenuati e la pervasività di uno Stato ormai eterodiretto dal potere finanziario centroeuropeo ha compresso le libertà costituzionalmente garantite. 

L'imposizione del trattamento sanitario obbligatorio sotto forma di vaccinazione imposta ma non clinicamente testata, accompagnata dalla limitazione del diritto di circolazione sul territorio nazionale, ha definitivamente sancito l'introduzione di un nuovo sistema giuridico fondato sull'abuso e sulla primazia degli interessi di gruppi finanziari sovranazionali rispetto ai diritti del sangue e del suolo delle popolazioni autoctone.

Così pure l'Ordine naturale dell'Uomo è stato violato attraverso il disconoscimento giuridico della diversità biologica. L'identità culturale è stata quindi posta in discussione attraverso la perversione della multiculturalità e l'imposizione di criteri di privilegio a favore delle popolazioni allogene, a tutto discapito di quelle stanziali originarie.

Lo sviluppo ulteriore e conclusivo di questa perversa progettualità sarà costituito dalla limitazione all'esercizio delle attività economiche produttive nazionali al fine di consentire alla finanza sovranazionale la definitiva acquisizione a prezzo vile degli asset strategici italiani.

L'Italia è un Paese straordinario da redimere e bonificare o, in assenza di ciò, da considerare irrimediabilmente perduto.

 

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Articolo pubblicato il 29/07/2021