Origini della Massoneria piemontese - Parte I

Scopriamo insieme la storia di questa affascinante Confraternita nella nostra Regione

La Massoneria moderna è stata ufficialmente fondata nel 1717, con la nascita della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, ma le origini sono oggetto di controversia. L'evidenza documentale ci dice che si trattò di un lungo processo, che si svolse in Gran Bretagna nel XVII secolo, probabilmente a partire dalla Scozia, dove si presume si fossero rifugiati tre secoli prima alcuni dei cavalieri templari fuggitivi, accusati di eresia.

La tradizione massonica si ispira alla medievale corporazione muratoria, nata nel VII secolo come unione di costruttori, muratori e scalpellini che volevano mantenere segrete le loro tecniche per garantirsi la sussistenza. Questi muratori non somigliavano agli operai che conosciamo oggi, erano tecnici e maestri d’arte che edificavano castelli, grandi edifici sacri e opere prodigiose in un’epoca in cui le tecniche costruttive si limitavano all’uso di una squadra, di un filo a piombo e poco altro. Tali “maestri muratori” intendevano plasmare la materia per dare una nuova faccia al mondo, ripercorrendo così il simbolismo centrale della Creazione, che implica una importante e inesauribile azione creativa tesa alla Sapienza. Questa istintiva propensione architettonica-geometrica dei maestri muratori fu definita “la chimica della Storia”.

Gli edifici che costruivano restavano in piedi per secoli, resistendo a guerre e terremoti, un’abilità che ancora oggi sorprende ingegneri e matematici, e ciò per la gente comune equivaleva a possedere veri e propri poteri magici da non rivelare ad estranei. La straordinaria conoscenza di questi uomini è uno dei segreti meglio conservati di tutti i tempi. Gli archivi ufficiali documentano la moderna Massoneria in Piemonte dall’8 ottobre 1859, ma essa era già presente con alterne fortune nel Regno di Sardegna da oltre un secolo.

 

Ulisse Bacci, in un classico della storia della massoneria italiana, dopo aver ricordato la comprovata esistenza di logge massoniche a Firenze, nel Veneto, in Lombardia e nell’Italia meridionale, scriveva: «Sembra che fin dal 1738 alcune logge si formassero nella Savoia, in Piemonte e nella Sardegna». In modo analogo Alberto Maria Ghisalberti, nella voce Massoneria dell’Enciclopedia Italiana, asseriva: «Nel 1738-39 l’istituzione dovette penetrare in Savoia, Piemonte e Sardegna» Il 1738 fu infatti un anno chiave nella storia della Libera Muratoria: il 28 aprile Papa Clemente XII emette la prima delle 17 bolle di condanna e scomunica del Vaticano contro la Massoneria e i cattolici che avessero aderito a logge massoniche. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto Federico II, futuro re di Prussia, viene iniziato alla Massoneria all'età di 26 anni, in una loggia di Brunswick. Quello stesso anno in Piemonte, l’architetto torinese Bernardo Antonio Vittone edifica il santuario del Valinotto, a 4 chilometri da Carignano, nel tratto torinese del parco fluviale del Po. L’opera, realizzata con l’intervento economico del banchiere Antonio Faccio, contiene importanti simbolismi della filosofia massonica, segno che le idee cominciavano a prendere piede in terra sabauda.


 

Sempre nel 1738 a Pinerolo sarebbe quindi nata una prima loggia massonica piemontese, non regolare, importata dalla Savoia e incoraggiata dall'interesse per questa nuova corrente di pensiero che si era sviluppato in alcuni reggimenti dell'esercito sabaudo. Difficile essere precisi ma è certo che Pinerolo fosse una sede naturale, viste le forti influenze francesi a cui era esposta la città. Ricordiamo che dal 1630 al 1696 era sotto dominio francese che la trasforma in città fortificata. La cittadella diviene anche prigione di stato francese ove sono reclusi personaggi di rilievo. Ricordiamo la presenza di Fouquet, il ministro delle finanze, scortato dai celebri moschettieri del re condotti da d’Artagnan, come testimoniano documenti conservati nell’archivio storico cittadino, e poi il prigioniero misterioso e leggendario passato alla storia come la “maschera di ferro” attorno al quale aleggiarono le più colorite ipotesi. Tornata sotto il controllo sabaudo, Pinerolo ospitò il reggimento “Nizza Cavalleria” le cui origini risalivano al 1690 con il Reggimento Dragoni di Piemonte. Nel luglio 1734 era stata costituita una compagnia ussari, specialità della cavalleria leggera, che si trasforma nel novembre 1736 nel nuovo reggimento Dragoni della Regina. L’anno seguente (1737) a ogni compagnia di dragoni e di cavalleria vengono distribuite cinque carabine a canna rigata. I soldati che le impiegano sono denominati granatieri nei reggimenti dragoni, carabinieri in quelli di cavalleria. Pinerolo era dunque una città in continuo fermento militare, considerata porta di accesso alla Savoia e alla Francia.

Un anno dopo la costituzione della prima loggia, nel 1739, il Gran Maestro della Gran Loggia di Londra rilascia al marchese Joseph-François Noyel de Bellegarde, addetto d’ambasciata del Regno sardo, la patente di gran maestro provinciale per la Savoia e il Piemonte con la facoltà di erigere altre logge in quei territori.

Nel 1744 vi sono notizie di una prima loggia a Torino, non ancora regolare. Nel 1745 si aggiungono una loggia a Bordighera e una a Novi Ligure.

Finalmente nel 1749 a Chambéry, ex capitale sabauda nella Savoia, viene fondata dal marchese Joseph-François Noyel de Bellegarde una prima loggia regolare col nome di “Saint Jean Des Trois Mortiers”, sulla base della patente rilasciata da Londra 10 anni prima. Nel 1752 la loggia di Chambéry prende il titolo di “Gran Loggia Madre degli Stati Sardi”, con la facoltà di creare altre logge su tutto il territorio del Regno di Sardegna.

Dal 1756 al 1763 viene combattuta la guerra dei 7 anni che si può considerare il primo conflitto mondiale della storia, per il fatto che coinvolse tutte le colonie. In questo periodo le attività massoniche subiscono un rallentamento. Tuttavia nel 1758 nasce a Pinerolo la loggia “Saint Jean de la Sincère Union Régiment du ? Piémont” Oriente del Piemonte Cavalleria. Viene affiliato tra gli altri Sebastiano Giraud, giovane medico 23enne che dirigeva l’infermeria del reggimento Finita la guerra dei 7 anni, nel 1765 vengono create tre logge regolari: una presso il reggimento di fanteria Savoia, una seconda dal titolo “La Vraie Amitie” a Rumilly ed una terza a Torino, la più importante, con la denominazione di “Saint-Jean La Mysterieuse”.

Negli anni successivi la Gran Loggia Madre di Chambéry, oltre alla loggia torinese, istituì altre logge fisse in Savoia e nel Principato di Piemonte, a Moûtiers, Carouge, Sallanches, Casale, più diverse altre logge militari che seguivano i reggimenti. Il 22 luglio del 1768 viene fondata una loggia regolare a Pinerolo col nome di “St. Jean des Trois Pins, Loggia di San Giovanni dei Tre Pini” (nome che richiama esplicitamente quello della città di Pinerolo) Già durante la prima decina di anni di attività le logge sabaude furono tutt’altro che uno sterile ritrovo di nobili sfaccendati. La prevalenza degli adepti era costituita da nobili e da ufficiali di lignaggio nobiliare dei vari reggimenti dello Stato sabaudo e da un numero assai limitato di «borghesi», ossia di liberi professionisti o di persone facoltose.


 

Continua con la seconda parte il prossimo venerdì

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Articolo pubblicato il 06/08/2021