Cuneo. Grande successo per la manifestazione contro il Green Pass

Circa 300 persone in piazza per protestare contro quella che viene ormai definita una "dittatura sanitaria"

Mercoledì 28 luglio a Cuneo c’è stata la manifestazione contro il Green Pass organizzata dal “Comitato Spontaneo Lyberté”.

Contro ogni aspettativa c’era un folto pubblico: giovani, mamme, papà, famiglie con bambini, lavoratori, disoccupati, infermieri e anche qualche medico. Imponente anche la presenza delle Forze dell’Ordine che, data la pacatezza della manifestazione, non hanno dovuto intervenire.

Molto significativo l’intervento di Giuseppe “Beppe” Lauria, consigliere comunale di minoranza del Comune di Cuneo nell’area di centro-destra. Lauria, con la sua arte oratoria, ha fatto presente agli astanti che la folta partecipazione all’evento è sintomo di un Paese che ha idee differenti ma che si mette in gioco per difendere i diritti fondamentali dell’individuo. Durante il suo intervento ha detto: “Non siamo matti, siamo persone normali, siamo lavoratori e siamo contrari a questo modo di affrontare la questione: il Governo non ha nemmeno il coraggio di prendersi la responsabilità di imporre l’obbligo vaccinale. Se il vaccino serve davvero, allora ce lo impongano. Stasera in piazza c’è il Paese, e merita delle risposte, perché non ci danno nemmeno le risposte? Ci hanno chiusi in casa, ci hanno spiegato che dovevamo stare distanziati, ci hanno imposto le mascherine. Non siamo usciti di casa per mesi e la curva dei contagi cresceva, siamo qui uno sopra l’altro stasera e la curva non cresce: ma chi vogliono prendere in giro?”.

Al di la delle ideologie del singolo cittadino bisogna ammettere che il fatto che il Governo non abbia ancora dato risposte alle categorie professionali più colpite – prima fra tutte quella delle discoteche – è sintomo di poca trasparenza e poca capacità di dialogo.

Lauria nel suo intervento si è anche domandato come mai non fossero presenti le rappresentanze delle categorie dei lavoratori colpiti e vessati dai D.P.C.M. e dai D.L. dell’ultimo anno e mezzo. Alla manifestazione, infatti, non erano presenti né le Categorie rappresentative datoriali né le Rappresentanze Sindacali dei lavoratori. Come mai?

L’iniziativa è andata avanti per un paio d’ore e tra i presenti ci sono stati molti scambi di idee, confronti d’opinione e colloqui informativi.

Non è stata una manifestazione “No vax” ma bensì “Free vax” ossia una libera espressione di cittadini che non vogliono farsi inoculare una sostanza in modo forzoso e coercitivo senza avere specifiche certezze e conferme scientifiche.

Intanto, in queste ore, Alberto Cirio, Governatore della Regione Piemonte, ha dichiarato guerra a quegli operatori sanitari che – pur sapendo benissimo come funzionano i vaccini e conoscendone i principi attivi – non hanno aderito alla campagna vaccinale in corso.

In una nota stampa il Governatore ha detto: “la Regione continuerà ad operare nel rispetto della legge e sarà nostra cura monitorare che le Asl seguano le regole. Mi è spiaciuto profondamente che all’incontro organizzato ieri ci fossero soltanto due persone, sono per la libertà e per il confronto, penso sarebbe stato utile capire le ragioni di chi decide di non vaccinarsi. Da parte nostra, crediamo nella volontà di certificare scientificamente le scelte che adottiamo, anche perché nell’emergenza sanitaria comanda il numero definito della scienza medica”.

Da una parte Cirio si dice per la libertà ed il confronto ma dall’altra fa continui appelli dal tono minatorio in cui si percepisce benissimo che chi non si vaccina verrà limitato nella libertà di movimento, di socializzazione e di vita libera.

A fargli eco anche Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, che nella consueta “Cerimonia del Ventaglio” con le associazioni della stampa parlamentare ha detto: “La vaccinazione è un dovere morale e civico”.

Se sottoporsi all’inoculazione del vaccino contro Sars-Cov2 è un dovere come mai allora il Parlamento non fa una legge con cui obbliga tutta la popolazione italiana a sottoporsi in modo coatto alla vaccinazione?

La domanda che il Consigliere Comunale Beppe Lauria ha posto nel suo intervento torna utile e il Popolo aspetta con ansia che la politica, quella con la “P” maiuscola, dia una risposta chiara e netta. Il Popolo ha diritto di essere informato ed ha anche il diritto di essere tutelato nel caso in cui il vaccino in oggetto gli procuri dei danni più o meno gravi alla salute.

Ad oggi, invece, tutte le persone che sono decedute dopo essersi sottoposte alla vaccinazione sono state ritenute vittime di cause non concomitanti all’inoculazione o non numericamente rilevanti per fermare la campagna vaccinale.

L’argomento resta aperto e il Popolo, ahimé, diviso. Speriamo che la scienza riesca a trovare quanto prima un rimedio efficace e risolutivo per la cura della Sars-Cov2 e che l’Italia possa tornare a vivere normalmente senza mascherine, vaccini e restrizioni più ideologiche che utili.

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Articolo pubblicato il 30/07/2021