Il Consiglio dei Ministri, nonostante le bizze di Conte, approva la riforma della giustizia

La maggioranza ritirerà tutti gli emendamenti (migliorativi)

Giornata campale per il governo Draghi alle prese con la presentazione ed approvazione della riforma della Giustizia, carica di significato e di rivendicazioni altrettanto importanti. La riunione del governo è stata sospesa due volte con i grillini che minacciavano di rovesciare il tavolo .Poi si è  trovata l’intesa unanime e le mire velleitarie di Conte sono evaporate.

I malumori sollevati dal Movimento Cinque Stelle vertevano sull’improcedibilità per i reati di mafia.  In conclusione per i reati di mafia  e anche il 416 bis e ter  è stato previsto un regime speciale con l’esclusione dall’improcedibilità mentre per i 416 bis 1, cioè i reati con aggravante mafiosa, nel regime transitorio sono previsti tempi più lunghi fino a sei anni.

Draghi è riuscito a convincere i partner di governo a raggiungere un accordo sulle modifiche da apportare alla riforma Cartabia, che andrà subito all’esame della Camera . Risulta esclusa la prescrizione per i delitti di mafia e terrorismo ma anche per quelli sessuali e di droga – Renzi esulta: “Il giustizialismo di Bonafede non c’è più”

Le principali modifiche al testo originario, che sono state approvate all’unanimità dal Consiglio dei ministri, prevedono l’imprescrittibilità dei reati di terrorismo e di mafia, ma anche dei reati sessuali e di droga, i cui processi eviteranno cosi il rischio di finire in fumo. D’altra parte la riforma implica una serie di interventi sulla macchina della giustizia che permetteranno di sveltire i processi e di venire così incontro alle attese di rapida giustizia dei cittadini.

Com’è noto, la riforma della giustizia è una condizione tassativa della Commissione europea per poter erogare all’Italia i fondi del Next Generation Eu e dunque il suo valore politico è grandissimo.

Seguono i primi commenti: “Riforma della giustizia che ci avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia. Cartabia ha trovato il giusto equilibrio per superare la riforma precedente senza scadere nell’impunità. Ci siamo spesi per l’accordo. Ne siamo contenti”, commenta su Twitter il segretario Pd Enrico Letta.

A parole sono tutti soddisfatti: i Cinque Stelle che rivendicano i miglioramenti apportati alla riforma ma anche la Lega e Forza Italia che si vantano di aver arginato il pressing pentastellato. Soddisfatto anche il Pd di Letta che plaude alla mediazione di Draghi.

Correva voce che, dopo l’accordo tra i partiti, il governo avrebbe dovuto anticipare la scadenza elettorale per le amministrative al 3 anziché al 10 ottobre, creando non pochi problemi ai partiti, in affanno per la conclusione anticipata in piena estate degli adempimenti burocratici conseguenti. Ma la notizia ufficiale non c’è.

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Articolo pubblicato il 30/07/2021