Origini della Massoneria piemontese - Parte III

Scopriamo insieme la storia di questa affascinante Confraternita nella nostra Regione

Se nel primo articolo avevamo visto le prime logge formarsi nel territorio piemontese, (articolo della Prima Parte - https://www.civico20news.it/sito/articolo.php?id=42126)

e nel secondo i rapporti e le rivalità reciproche (articolo della seconda parte https://www.civico20news.it/sito/articolo.php?id=42145); oggi, andremo ad intercettare i rapporti fra i primi massoni piemontesi con altre realtà iniziatiche, alcune di caratura europea, come gli Illuminati di Baviera.

 

III PARTE
 

Nel 1784 (il 14 dicembre) a Vienna Mozart è iniziato alla Massoneria nella loggia "Zur Wohltätigkeit" ("Alla beneficenza") grazie alla mediazione dell'amico drammaturgo e massone Otto Heinrich von Gemmingen-Hornberg Sempre a Vienna l’11 dicembre dell’85 l'imperatore Giuseppe II emana un decreto, il Freimaurerpatent, in virtù del quale le otto logge massoniche di Vienna vengono accorpate in sole due, denominate rispettivamente "Alla nuova speranza incoronata" e "Alla verità", entrambe assoggettate a uno stringente controllo da parte del governo. Fra gli scopi dichiarati di tale decreto vi era quello di limitare l'influenza dell'ordine dei Rosacroce, di tendenza mistica ed esoterica; perciò i massoni di tendenza razionalista inizialmente accolsero con favore il decreto Freimaurerpatent; tuttavia, in seguito apparve chiaro che l'assoggettamento della massoneria al controllo governativo aveva anche l'obiettivo di frenare l'attività dell'ala più illuminista e più anticlericale, che faceva capo all'ordine degli Illuminati di Baviera, considerato ormai pericoloso per l'ordine costituito.

Sembra che anche Mozart abbia avuto simpatie per gli Illuminati, ma probabilmente non entrò mai a far parte del loro ordine. Tra il 1784 e il 1787 un personaggio misterioso percorre l'Italia. Si chiama Friedrich Muenter. È un giovane danese di origine tedesca, figlio di un celebre pastore luterano, e teologo lui stesso. Ma era entrato a 19 anni in una loggia massonica, diventando poi membro degli Illuminati di Baviera, i quali si stavano rapidamente infiltrando, con le loro idee e i loro adepti, nella massoneria di tutta Europa. Nella segretissima loggia degli Illuminati Adam Weishaupt (detto "Spartacus") rivelava agli adepti l'ultima verità gnostica: un programma radicalmente materialista, comunista e libertario, eversivo politicamente: la proprietà privata va abolita, le donne e i beni messi in comune, nessun Dio esiste. La setta degli Illuminati, scoperta e apparentemente smantellata in Baviera, costituirà da quel momento in poi uno dei "cuori" ideologici dell'estremismo rivoluzionario che culminò nella rivoluzione russa.

A Torino il dottor Giraud, costretto ad abbandonare la massoneria dai nuovi decreti sabaudi, entra a far parte degli Illuminati, ma per questo è costretto a fuggire dal Piemonte e viene condannato a morte, in contumacia, per giacobinismo e congiura anti monarchica. il 23 luglio del 1788 arriva a Torino anche il conte di Cagliostro, ma viene ben presto allontanato dai Savoia come indesiderato. Un anno dopo, il 14 luglio 1789 a Parigi, con la presa della Bastiglia, la rivoluzione francese entra nel pieno del suo svolgimento il 30 settembre 1791, mentre a Parigi già si prospetta lo spettacolo delle ghigliottine, a Vienna al Freihaustheater si tiene la prima de “Il Flauto Magico” di Mozart, due mesi dopo, il 5 dicembre Wolfgang Amadeus Mozart muore, aveva poco meno di 36 anni. Passa ancora un anno e il 21 gennaio 1793 a Parigi, in piazza della rivoluzione, viene decapitato Re Luigi XVI di Francia, pronipote di Maria Adelaide di Savoia. Il colpo di grazia per la Massoneria piemontese fu sferrato l’anno successivo da parte di Re Vittorio Amedeo III, con l’emanazione, il 20 maggio 1794, di un editto repressivo contro tutte le associazioni, compresa quella dei Liberi Muratori. La decisione portò definitivamente alla messa al bando della massoneria in tutto il Regno di Sardegna. Negli anni successivi a Pinerolo sopravvisse probabilmente almeno una loggia, passata in clandestinità, visse un'esistenza stentata e precaria fino al 1858, quando la libertà massonica venne ristabilita.

Una testimonianza di questa fase “segreta” ottocentesca è la scoperta nel centro di Pinerolo di una sala sotterranea all'interno di una cantina, che conserva in modo eccezionale l'evidenza del suo impiego come loggia nel periodo risorgimentale (sulle date esatte è difficile essere precisi). La scoperta si deve all'architetto Fioravanti Mongiello, che ristrutturando un importante edificio seicentesco del centro storico si imbatté in un passaggio nascosto che, attraverso una botola aperta nel pavimento e una scala a chiocciola, portava in uno scantinato di circa 50 metri quadrati. Intuendo di che cosa potesse trattarsi, Mongiello lo segnalò al prof. Dario Seglie, direttore del Museo civico pinerolese di archeologia e antropologia e esponente del “Grande Oriente d'Italia”, che nel 2017 ha reso noto il ritrovamento in una delle sue riviste, Hiram.

Nella volta a botte, intonacata e dipinta di azzurro, erano infisse stelle metalliche a cinque punte (tipica dell'iconografia massonica, dal momento che nello stesso periodo in Italia era più diffusa la stella a sei punte), mentre le pareti erano pitturate di rosso. La vernice era stata applicata dopo la posa dei mobili e delle decorazioni, con tutta probabilità i seggi, e il delta posto come d'obbligo sulla parete di Oriente. Ma quello che confermava senza dubbio il locale come tempio massonico era un'iscrizione, sulla parete di fondo, scritta con i caratteri del cifrario pigpen.

Il pigpen è un cifrario monoalfabetico a sostituzione (a ogni lettera corrisponde cioè un unico simbolo), che utilizza come chiave grafica quattro griglie, e che venne impiegato come alfabeto segreto dalla Massoneria a partire dal XVIII secolo, soprattutto in area statunitense. Si ispira in modo un po' confuso all'alfabeto ebraico. Applicando la corretta chiave di lettura, l'iscrizione di Pinerolo risulta formare le parole “MASSONERIA UNIVERSALE”, e due sigle (“COM” e “IFA”, di cui al momento manca un'interpretazione), seguite da tre puntini posti a triangolo (un metodo per identificare le abbreviazioni di uso universale nella Massoneria, soprattutto nelle obbedienze dei Paesi di lingua neolatina). Il restauro ha permesso di conservare i particolari della sala sotterranea, anche se il locale rimane di proprietà privata e difficilmente visitabile; ed è un po' un peccato dato che si tratta, probabilmente, di uno dei più antichi templi massonici presenti in Italia.

 

 

Una nota leggera: come visto, l'iscrizione del tempio massonico clandestino scoperto a Pinerolo usa il semplicissimo cifrario pigpen. Bene, anche le Giovani Marmotte (organizzazione immaginaria creata dalla Disney nel 1951) sembrano conoscere questa scrittura: un codice molto simile, anche se non identico, compare infatti nel primo dei “Manuali” italiani, pubblicato con gran successo dalla Mondadori nel 1969. Nel testo si parla però di “Codice Dada Urka”, e il cifrario massonico si trasforma in un più innocuo “codice marziano”. Nulla di troppo strano, visto che lo stesso Walter Disney, oltre che Gran Mogol delle Giovani Marmotte, fu iniziato all’Ordine DeMolay, una nota istituzione paramassonica.


 

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Articolo pubblicato il 20/08/2021