Contro le "colonnizzazioni ideologiche" che cercano di distruggere la famiglia

Una storia davvero singolare, un santo cattolico, protetto da un buddista dalla persecuzione protestante

A gennaio del 2015 papa Francesco ha visitato lo Sri Lanka e poi le Filippine. Una visita pastorale, la prima, con lo scopo di “incontrare ed incoraggiare i cattolici di quest’isola” e soprattutto per celebrare solennemente la canonizzazione del padre oratoriano Joseph Vaz (1651-1711), un santo singolare che ci aiuta a riscoprire la “dimensione missionaria della Chiesa e a difendere la libertà religiosa, diritto inalienabile e oggi minacciato non meno che ai tempi del santo”. Vaz nonostante il pericolo, si recò missionario in queste terre sotto il dominio calvinista olandese, dovette fuggire per rifugiarsi presso il re buddista di Kandy.

 

Una storia davvero singolare, un santo cattolico, protetto da un buddista dalla persecuzione protestante. Il papa nell’omelia a Colombo, la capitale dello Sri Lanka, ha anzitutto rivendicato,“il carattere essenziale della missione ad gentes nella Chiesa, che oggi qualcuno mette in dubbio”. San Giuseppe Vaz ha fatto quello che un missionario deve fare:” […] ha condotto il popolo di questo Paese alla fede che ci concede ‘l’eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati (At 20,32) Seguendo l’operosità missionaria del nuovo santo, tutti dovremmo trovare “uno stimolo” alla missione. Questo santo si è mosso sempre in un contesto multi-religioso, proprio come oggi.

 

“Una strada che richiede da una parte ‘sensibilità’ e ‘rispetto’ per gli altri, dall’altra ‘coraggio’ per proclamare la verità del Vangelo anche quando il mondo non vuole sentirla”. Nello Sri Lanka, il papa ha fatto un forte discorso sulla libertà religiosa che “è un diritto umano fondamentale. Ogni individuo dev’essere libero, da solo o associato ad altri, di cercare la verità, di esprimere apertamente le sue convinzioni religiose, libero da intimidazioni e da costrizioni esterne”.

 

Dopo lo Sri Lanka, il 16 gennaio papa Francesco ha iniziato la sua visita apostolica nelle Filippine che si preparano a festeggiare il quinto centenario della loro evangelizzazione. Di questa “ricca eredità culturale e religiosa” una nazione non deve scusarsi: ne deve, al contrario andare ‘fiera’. Nelle Filippine si parla di modernizzazione e di diritti umani, ma questi diritti devono essere fondati sempre su Dio.

 

Viaggio apostolico nelle Filippine. Il ruolo fondamentale della famiglia.

 

Anche nelle Filippine buona parte del viaggio è stato dedicato al ruolo della famiglia: “Le famiglie hanno un’indispensabile missione nella società. - Ha detto papa Francesco - E’ nella famiglia che i bambini vengono cresciuti nei valori sani, negli alti ideali e nella sincera attenzione agli altri. Ma come tutti i doni di Dio, la famiglia può anche essere sfigurata e distrutta. Essa ha bisogno del nostro appoggio”. Infatti, il Papa chiede anche di essere consapevoli e reattivi di fronte agli attacchi in corso contro la famiglia. Per il Papa occorre “Proclamare la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia”. Realtà sotto attacco di forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio. Papa Francesco incontrando le famiglie filippine, a loro offre un’immagine singolare di San Giuseppe dormiente, che nonostante tutto si prende cura della Chiesa, è un’immagine che il papa ama molto. Poi fa un elogio del riposo, necessario per la nostra salute spirituale, il papa ci invita a dedicare più tempo per la preghiera, che peraltro deve essere al centro della famiglia: “quando la famiglia prega insieme, rimane insieme”.

 

La minaccia della colonizzazione ideologica delle famiglie.

 

E’ in questo contesto che Papa Francesco ci chiama a riconoscere i pericoli che minacciano le nostre famiglie. “Stiamo attenti alle nuove colonizzazioni ideologiche - afferma papa Francesco - Esistono colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia”. Non vengono da Dio, “[…] vengono da fuori e per questo dico che sono colonizzazioni”. Pertanto, aggiunge il papa, “[…] come famiglie dobbiamo essere molto molto sagaci, molto abili, molto forti, per dire ‘no’ a qualsiasi tentativo di colonizzazione ideologica della famiglia”.

I nemici della famiglia sono molti. Tra questi, il papa annota i rischi del materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana. Queste sono le ideologie colonizzatrici. La famiglia è anche minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell’effimero, una mancanza di apertura alla vita”.

 

I richiami di papa Francesco al fondamentale ruolo della famiglia nella società sono in perfetta sintonia con i papi precedenti. Papa Francesco, scrive nella sua approfondita sintesi il professore Introvigne, ha evocato il beato Paolo VI che nella sua enciclica Humanae vitaepure tanto “misericordiosa” nelle raccomandazioni ai confessori per i “casi particolari” - da buon pastore “[…] mise in guardia le sue pecore sui lupi in arrivo” ed “[…] ebbe il coraggio di difendere l’apertura alla vita della famiglia”. Ha ricordato anche san Giovanni Paolo II e la sua esortazione apostolica Familiaris consortio che ci ha insegnato che “ogni minaccia alla famiglia è una minaccia alla società stessa”.

 

A questo punto occorre fare una breve riflessione su quelli che pensano o pensavano a chissà quali rivoluzioni avrebbe portato il Sinodo sulla Famiglia che si sta celebrando a Roma; ma avete letto quello che il Papa ha detto in questi mesi, sulla famiglia e il matrimonio?

La giornata del18 gennaio è stata dedicata all’incontro con i giovani e poi alla Messa celebrata nell’immenso Parco Rizal di fronte a oltre sette milioni di persone, un record per un leader vivente. Interessanti le riflessioni con i giovani sull’uso corretto delle nuove tecnologie, e sul vero significato dell’amore. Il continuo collegamento di tanti giovani, tramite il computer e gli smartphone, con canali che trasmettono informazioni, forse un bene, ma sono anche troppe.

 

Il rischio è che i giovani accumulando tante informazioni, diventano “giovani-museo”, che hanno tutto ma non sanno che farsene. Non abbiamo bisogno di ‘giovani-museo’, - ha detto il Papa - ma di giovani sapienti!”. Si diventa sapienti, imparando ad amare, “il vero amore è amare e lasciarsi amare”.

C’è bisogno di un nuovo tipo di giovane, è la vera sfida, facendo memoria anche di san Giovanni Paolo II che in occasione della GMG di Manila del 1995 chiedeva “[…] un nuovo tipo di giovane” – uno che sia impegnato con i più alti ideali e desideroso di costruire una civiltà dell’amore”. Papa Francesco durante il viaggio di ritorno nell’ampia intervista concessa ai giornalisti, ha affrontato il tema delle minacce dell’ideologia alla famiglia. In quell’occasione il papa ha risposto alla domanda più importante, su che cosa bisogna intendere per “colonizzazione ideologica” che minaccia la famiglia.

 

Il papa fa riferimento all’ideologia del gender, dove si arriva ad utilizzare i bambini con lo scopo di plagiarli. “Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo”. Il paragone fra “colonizzazione” del gender e totalitarismi del secolo XX non è nuovo. Parlando all’Ufficio Internazionale Cattolico per l’Infanzia, papa Francesco ricordava che “Gli errori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del ‘pensiero unico’. Ancora una volta il papa mette in relazione l’attacco alla famiglia con una strategia più ampia dei poteri forti, di “imperi colonizzatori”, [che] cercano di far perdere ai popoli la loro identità”. E anche in questa occasione il papa invita a leggere Il padrone del mondo di don Robert Hug Benson.

 

 

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 03/08/2021