Cattivi Pensieri o sacrosante indignazioni?

I nostri dubbi e le osservazioni di un lettore che si sente discriminato

Diciamocela tutta. È da oltre un anno che si vive male, assaliti da costanti e sempre nuovi timori, che traggono origine dalle mille limitazioni cui siamo sottoposti. Poi siamo bombardati ogni giorno da pareri diametralmente opposti sentenziati ex cathedra dai virologi televisivi.

In ultimo, ma non meno importante, forse anche legati alla legislazione d’emergenza imperante, stanno emergendo disegni di legge o proposte che se non partono direttamente dal Parlamento vengono sollecitati dalla magistratura o da lobby e poteri che sono in grado, tramite i giornali a grande tiratura, di influenzare il Parlamento e l’opinione pubblica.

 Ci accorgiamo di non essere i soli. In proposito abbiamo scelto una lettera significativa che pubblichiamo, inviataci da un nostro lettore che desidera formalmente mantenere l’anonimato. Anche questo lettore evidenzia una presunta “contraddizione” rispetto a quanto il nostro dettato costituzionale enuncia e taluni disegni di legge che tengono banco in Parlamento, finalizzati ad infoltire una legislazione già fiorente in materia della “maggiore tutela” di categorie considerate svantaggiate nel contesto sociale.

Siamo convinti che la discussione civile e libera su temi rilevanti sia sempre utile al fine di stimolare riflessioni ed eventuali osservazioni, da parte dei lettori, per raggiungere quel clima di doverosa tolleranza e rispetto delle diverse opinioni in merito.

Buona lettura (m.b.).

“MI SENTO DISCRIMINATO”

L'art. 3 della Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti all'organizzazione politica, economica e sociale del paese".

Mi pare che tale articolo, dopo aver affermato, nel primo comma, il principio di eguaglianza di tutti i "cittadini davanti alla legge", nel secondo comma impegni anche la Repubblica a rendere effettivo quel principio di pari opportunità.

Alla luce dei predetti principi mi sento discriminato "davanti alla legge" perché io sono: cittadino, bianco, maschio, etero, ateo ed anche liberale e vedo intorno a me un numero sempre maggiore di leggi e proposte di leggi "speciali", con l'introduzione di nuovi reati ed aggravanti a pretesa "maggior tutela" di alcune categorie di persone la cui vita e dignità evidentemente vale più della mia.

Faccio solo alcuni esempi: i reati di assunta persecuzione razziale o di genere, i femminicidi, le quote rosa ed altre, a mio avviso, sono esse stesse "discriminazioni" su cui discuterei a lungo.

Nel momento stesso in cui si crea una specie protetta si fa discriminazione.

Torno a dire essere: bianco, maschio, etero, ateo e liberale è una colpa? perché, se mi uccidono, il mio assassino deve avere una pena inferiore? la mia vita vale di meno? evidentemente sì!!!

Ma cosa fa la Corte Costituzionale? Gli intellettuali, i progressisti sono veramente tali?

Lettera firmata

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Articolo pubblicato il 03/08/2021