Più di un ragionevole dubbio

L'Opinione di GianFranco Billotti

Le piazze protagoniste della rivendicazione di Verità e di Libertà di migliaia di Cittadini esasperati dai dictat politico-sanitari, non devono essere demonizzate con attributi qualunquistici da parte dei Media.

 

Confusione e contraddizioni del Potere hanno creato disorientamento e panico, barattando naturali esigenze dei Cittadini, giovani e anziani con il burocratico ‘green pass’.

 

Trovo aberranti i termini usati da Mario Draghi - il dissenso come appello a morire - in spregio all’intelligenza degli Italiani e alla Verità.

 

E peggio ancora aver richiamato il discusso Arcuri come consulente del Governo per controllare la spesa dei miliardi del ‘recovery’: una beffa se si considerano gli sprechi miliardari e gli errori della sua gestione dell’emergenza Covid19.

 

Credo che, propaganda a parte, sia necessario ridare Fiducia agli Italiani e ripristinare i Diritti ‘costituzionali’ conculcati col ‘terrorismo sanitario’ di questi anni.

 

E anche Mario Draghi si ricordi che la fiducia della partitocrazia agonizzante che lo ha designato, non è prova di Democrazia, perché per la Costituzione su cui ha giurato il Sovrano è ancora e sempre il Popolo.

 

Tornando a casa, il ‘recovery’ e le prossime elezioni amministrative che, sondaggi a parte, delineeranno anche l’immagine della nostra città, stanno eccitando la fantasia di Amministratori e Competitori.

 

Sono apparse immagini emblematiche di un nuovo disegno urbano per un risanamento di zone degradate e mi pare che ci sia da preoccuparsi per le scelte progettuali.

 

Una zona, Porta Palazzo, richiama attenzioni e preoccupazione: dopo averla saccheggiata con le scelte di Chiamparino e Fuksas stravolgendone l’impianto urbanistico e l’architettura, si calano dall’alto surreali restauri di edifici degradati, senza tenere conto del contesto urbano che ha espulso ormai da decenni interi comparti artigianali e commerciali, deportati e penalizzati. 

 

Credo altrettanto preoccupante che gli stessi miopi poteri, dopo aver generato una decrescita in-felice con l’immobilismo, il populismo multietnico e l’assistenzialismo, facendo di Torino una città tra le più indebitate d’Italia, oggi utilizzino i ‘fondi europei’ per un costoso maquillage.

 

I costi comunque ricadranno per decenni sui Torinesi di oggi e domani. C’è da fare, secondo lo slogan di un candidato e le intenzioni degli altri.

 

Come, è importante per riaggregare la società disorientata e, possibilmente, attrarre nuovi investitori ed anche nuovi residenti, perché la fuga da Torino riguarda ormai, con numeri importanti, tutti i ceti. 

 

E il Covid19 non può essere un alibi per ulteriori fughe dalla realtà: la crisi della nostra città parte da lontano!

 

 

 

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Articolo pubblicato il 05/08/2021