Il "Movimento Italiano" per l'abolizione del Green Pass

Non un movimento politico ma un connubio di cittadini stanchi delle imposizioni governative e della poca trasparenza sanitaria.

Da qualche giorno è in vigore il Green Pass obbligatorio per entrare in musei, biblioteche, piscine, palestre e per sedere al tavolo nelle sale interne di bar e ristoranti.

Gli italiani sono sempre più discordi e divisi perché da un lato vi sono quelli che vorrebbero il Green Pass anche per entrare nella propria abitazione e dall’altro quelli che non vogliono essere imbrigliati da una legge che è liberticida e lesiva del libero pensiero.

Un paio di settimane fa sono andato a sentire il comizio “No Green Pass – Free Vax” tenutosi sotto il municipio di Cuneo e vi ho raccontato ciò che ne è scaturito. Il “tam tam” mediatico sulla vicenda però non si è esaurito con una sola manifestazione e le posizioni di quei cittadini che non vogliono essere obbligati ad esibire la “carta verde” si sono sempre più consolidate e rafforzate.

Ho deciso di volerci capire di più e mi sono messo in contatto con Zeno Molgora, ideatore e fondatore del “Movimento Italiano – L’Italia si muove, l’Italia dice no!”, che mi ha spiegato come è nata l’iniziativa, cosa vuole ottenere e come vuole ottenerlo.

Zeno, stanco del regime dittatorial-sanitario che sta andando avanti ormai da oltre un anno e mezzo, ha messo in piedi questo movimento con lo scopo di protestare pacificamente e democraticamente nelle piazze di tutto il nostro bel Paese. L’adesione alla sua iniziativa partita su Facebook è da subito stata impressionante. In una sola settimana ha raggiunto più di 20.000 adesioni e, come spesso accade sul social network di Zuckerberg, è stato vittima di censura. Facebook gli ha chiuso il gruppo e limitato la possibilità di pubblicare e condividere materiali.

Zeno non si è perso d’animo ed ha subito ricreato un nuovo gruppo al quale ha affiancato un gruppo sulla piattaforma di messaggistica Telegram che, essendo concorrente di WhatsApp, non usa gli stessi metri di giudizio e censura. Proprio su Telegram ha lanciato un manifesto divulgativo con su impresso un codice QR che permette a chi lo scannerizza di trovarsi immediatamente iscritto al Gruppo Telegram.

Gli utenti già membri del Gruppo sono invitati a stampare qualche copia del manifesto e a distribuirla durante le manifestazioni del sabato, sui luoghi di lavoro, in famiglia, tra gli amici, … in modo da far circolare le iniziative e rendere un servizio informativo il più preciso e capillare possibile. L’adesione è stata sorprendente e sono tante le persone che – a proprie spese – stampano i manifesti e li distribuiscono sull’intero suolo nazionale.

Zeno Molgora però su una cosa è stato categorico e lapidario: “Il “Movimento Italiano” è apolitico e questa è la cosa più importante che devono sapere tutti. Per me è di vitale importanza che la politica non se ne approfitti e non prenda in mano le piazze perché adesso che ci sono le proteste ogni sabato le persone vedono un palco, stanno ai piedi del palco, ci sono politici che chiedono donazioni, vendono le magliette e questa cosa non va assolutissimamente bene. E’ giusto che tutti abbiano una giusta informazione e che sappiano che la politica non c’entra nulla. Se le persone vanno in piazza e vedono che c’è la politica devono girargli le spalle e iniziare a camminare in corteo. Noi non vogliamo collaborare con persone appartenenti alla politica ma vogliamo collaborare con persone indipendenti che hanno altri gruppi indipendenti che non cercano né profitto né voti”.

Il “Movimento Italiano” non ha padroni e non ha sponsor pertanto cerca di farsi conoscere solo mediante il passaparola e la presenza nelle maggiori piazze italiane.

Siccome molti politici hanno capito che queste piazze sono un potenziale per le prossime elezioni amministrative, regionali e nazionali ci si sono “gettati a pesce” per cercare di raggranellare qualche preferenza. Zeno Molgora non accetta questa speculazione ideologica ed allora ha creato un logo che potesse dare un’identità ai manifestanti e li potesse ben distinguere da chi le piazze le bazzica solo per scopi elettorali.

Quando gli ho domandato quante manifestazioni si faranno e fino a quando andranno avanti Molgora mi ha risposto con pacatezza e limpidezza: “le manifestazioni andranno in scena ogni sabato sino a quando non verrà abolito il Green Pass. Ormai siamo una potenza, siamo tanti e siamo senza dubbio una numerosa compagine di resistenti italiani”.

In queste settimane come giornale abbiamo seguito i diversi risvolti della questione Green Pass ed abbiamo posto l’attenzione sulle varie sfaccettature della vicenda. Aspettavamo il 6 agosto per vedere che cosa sarebbe davvero cambiato con l’entrata in vigore della “carta verde” ed abbiamo visto che il clima di tensione si è acuito.

I telegiornali nazionali raccontano la vicenda solo e soltanto dal lato del Governo, del Comitato Tecnico Scientifico e della politica parlamentare. Non ho ancora mai visto un’intervista seria e ben fatta ad un esponente dei gruppi “No vax”, “Free vax”, “No Green Pass”, … eppure sono tanti.

Gli italiani, quantomeno per diritto di cronaca, hanno il diritto di conoscere entrambe le campane per poter scegliere quale voler sentir suonare sul loro campanile. Ad oggi non è così e, purtroppo, quando qualcuno si pone delle domande – lecite e legittime – sull’efficacia del vaccino, sui suoi possibili effetti collaterali a lungo termine, o sulla legittimità del Green Pass viene preso d’assalto come fosse un bersaglio da colpire ed eliminare.

In democrazia questi atteggiamenti non vanno assolutamente bene perché – come dice la nostra bellissima Costituzione all’articolo 21 – “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Essere scettici o dubbiosi sull’inoculazione del vaccino anti-Covid è dunque legittimo come altrettanto legittimo è trovarsi in piazza armati solo dell’intelletto e della parola per dissentire dal Green Pass e dalle sue nefaste conseguenze di carattere economico, sociale e sociologico.

Sicuramente tornerò ad occuparmi della questione perché qualsiasi scelta ci troveremo a dover fare la dovremo fare da persone consce, coscienti ed informate.

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Articolo pubblicato il 10/08/2021