Francia. Un killer del Ruanda ha ammazzato brutalmente un sacerdote in Vandea

L’immigrato era già accusato per l'incendio della cattedrale di Nantes, ma si trovava a piede libero. Lo sdegno di Marine Le Pen

Un prete è stato ucciso in Francia da un uomo che era accusato di aver incendiato la cattedrale di Nantes nel 2020. Ma le conclusioni più sconcertanti si sino apprese nel  corso del pomeriggio di ieri.

Il ministro dell'Interno Darmanin ha specificato che l'uomo non poteva essere soggetto ad espulsione, poiché sottoposto ad un regime di sorveglianza. La destra transalpina si è infatti detta scandalizzata per la mancata espulsione, che avrebbe potuto scongiurare - dicono - l'omicidio del sacerdote.

L'omicidio è avvenuto a sud di Cholet, una delle cittadine ricordate dalla storia per la guerra di Vandea. Il sacerdote è stato assassinato a  Saint-Laurent-sur-Sèvre. Le ricostruzioni di queste ore raccontano di come il corpo esamine del sacerdote sia stato rintracciato all'interno di un monastero di frati missionari.

Secondo quanto ripercorso da un’agenzia di stampa, l'omicida era ben noto alle autorità preposte a garantire la sicurezza Oltralpe. Si tratta di un uomo originario della Ruanda che era già divenuto noto per l' incendio doloso nella cattedrale di Nantes circa un anno fa.

Il ruandese era stato chiamato in causa dagli inquirenti. All'epoca dei fatti, si parlava di ben tre incendi appiccati in contemporanea.

Oggi, lo stesso uomo accusato di aver dato alle fiamme la cattedrale gotica si è reso responsabile della morte di padre Oliver Maire.

L'assassino ha optato per consegnarsi in maniera spontanea alla Gendarmerie, dopo aver commesso il delitto. Il killer, dopo aver incontrato le forze dell’Ordine, ha peraltro confessato di essere l'autore dell'omicidio dell'uomo di Chiesa. Peraltro, l'uomo originario del Ruanda - sottolinea un’agenzia, dovrebbe anche aver confessato di essere l'artefice dell'incendio di Nantes nel 2020.

Tornando indietro nel tempo, sembra che, dopo l'incendio della cattedrale di Nantes, l'uomo sia stato parzialmente scagionato dalla giustizia. In realtà, come spiegato dal capo di Dicastero, il migrante era tenuto sotto controllo per via delle accuse.

Ma le critiche che stanno emergendo riguardano il mancato provvedimento di espulsione. Proprio su questo elemento è stata già sollevata più di qualche polemica, soprattutto dal Rassemblement National, la principale forza di opposizione.

Intanto il ministro dell'Interno della nazione transalpina Gerald Darmanin ha voluto esprimere pieno sostegno alla comunità cattolica francese, dando pure l'annuncio dell'assassinio. Il ministro, nel tardo pomeriggio di ieri, si è recato in Vandea.

Intanto Marine Le Pen, il leader del Rassemblement National, è intervenuta su quanto accaduto, attaccando la gestione della vicenda che ha preceduto quest'omicidio e non solo: "In Francia - ha scritto la figlia di Jean Marine - si può essere clandestino, incendiare la cattedrale di Nantes, non essere mai espulso, ed essere recidivo con l'assassinio di un prete", ha scritto su Twitter la donna che si candiderà all'Eliseo per la seconda volta il prossimo anno.

E ancora: "Quello che succede nel nostro Paese è di una gravità senza precedenti: è il fallimento completo dello Stato e di Darmanin".

La diocesi di Rennes ha detto la sua, rimarcando come padre Oliver Maire - questo è dunque il nome del sacerdote ucciso - sia stato vittima della sua "generosità".

 

 

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Articolo pubblicato il 10/08/2021