Torino - Bene il sostegno alla maternità e al lavoro delle donne

Ma i 5 stelle cosa hanno fatto?

Chiara Appendino ha affidato ai social una lunga riflessione sul diritto delle donne a poter vivere la gravidanza senza timori di ripercussioni negative sulla carriera lavorativa.

La sindaca in scadenza di Torino, che non si ripresenterà alle prossime elezioni, esprime queste riflessioni condivisibili e sottoscrivibili al 100% mentre si appresta a diventare mamma per la seconda volta; ciò che vive una mamma nei mesi precedenti la nascita di un figlio è sicuramente unico ed irripetibile anche se la gravidanza non è la prima, quindi la Appendino dice chiaramente che questi momenti bellissimi non dovrebbero essere turbati dal timore di perdere il lavoro o di non potere progredire nella carriera .

E’ un discorso vecchio ma sempre attuale, le politiche per la maternità e per la famiglia attendono da anni di fare un “salto di qualità” smettendo di essere mere politiche assistenziali, pur importanti, e diventando vere e proprie politiche di sviluppo.

Si, le politiche familiari devono essere  politiche di sviluppo perché se il sostegno alle familgie è vero e non solo qualche mancetta a quelle più disagiate, le famiglie possono progettare, programmare e determinare lo sviluppo dei territori e del Paese.

Con maggiore sicurezza più famiglie possono decidere di avere figli, cambiare casa, ad esempio, e pensiamo a quanto questo possa incidere su larga scala anche sotto il profilo economico, oltre, ovviamente, a quello sociale per cui ogni famiglia va accolta e sostenuta.

Chiara Appendino dà voce nelle sue riflessioni alle difficoltà di tante mamme e di tante famiglie, non si può che concordare con quanto afferma.

Però… c’è un però.

La Appendino, giustamente preoccupata per le mamme che temono per il proprio lavoro in caso di maternità, negli ultimi cinque anni è stata la prima cittadina del capoluogo piemontese e dovrebbe chiedersi innanzitutto cosa ha fatto coon la propria Giunta, di ciò che rientra nelle competenze del Comune, per il sostegno alle madri e alle famiglie in generale.

A parte l’appoggio ai vari gay pride non risulta granchè.

Le rette per i nidi di infanzia a Torino sono sostenibili da tutti?

Inoltre se è giusto preoccuparsi che una mamma non rischi di perdere il lavoro a motivo della maternità, questo lavoro, prima di tutto, ci dovrebbe essere.

Il Movimento 5 Stelle, di cui Appendino è autorevole esponente della prima ora, con le folli e antieconomiche idee di “decrescita felice” propone e sostiene la de industrializzazione d’Italia che già galoppa di suo senza l’appoggio del primo partito rappresentato in Parlamento.

I 5 Stelle torinesi, con Chiara Appendino in testa , negli ultimi cinque anni hanno assistito in silenzio senza muovere dito alle continue crisi industriali, specialmente nel settore dell’auto tanto importante per Torino ed il Piemonte.

L’idea che circola in quegli ambienti è quella di trasformare Torino da capitale dell’auto a capitale dei monopattini elettrici; bene, l’industria dell’auto sta lentamente scomparendo, quanto a quella dei monopattini basta chiedere ad uno qualunque dei cassintegrati o licenziati del settore dell’auto quanti si sono reimpiegati nella produzione dei monopattini.

Condividiamo appieno le preoccupazioni di Chiara Appendino, nessuna donna dovrà vivere i bellissimi mesi della gravidanza e gli anni dell’infanzia dei prorpi figli con il timore di perdere il lavoro; al tempo stesso c’è da augurarsi che il prossimo sindaco di Torino consideri seriamente le politiche familiari ed inverta completamente la rotta rispetto a questi cinque anni dimostrando, per quello che compete il Comune e la Città Metropolitana, maggiore contrasto alla sempre più veloce de industrializzazione di un territorio che con le proprie industrie ha reso grande il Piemonte e l’Italia.

 

Luigi Cabrino

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Articolo pubblicato il 26/08/2021