Il tormentone del Green pass

Si valuta la proroga della validità della certificazione verde per i soggetti vaccinati. Intanto nel “Bel paese” ci si arrangia

Sul cammino della campagna di vaccinazione, il governo sta ragionando sul problema dei Green pass in scadenza e valuta una proroga della validità del certificato verde. Infatti i certificati degli inoculati della prima ora, tra cui il personale sanitario, scadranno il prossimo mese di ottobre. Ma cosa succede dopo la scadenza? Difficile che  possa scattare l‘obbligo di procedere con la terza dose di vaccino ed è improbabile che gli interessati debbano fare un tampone ogni quarantotto ore per certificare la negatività al Covid. Quindi cosa si fa?

Il discorso sarà vagliato e analizzato nei minimi dettagli dagli uomini del Comitato Tecnico Scientifico, ma l’ipotesi più probabile è che la validità del Green pass venga estesa da nove mesi ad un anno. Tre mesi in più quindi per chi ha ottenuto la certificazione verde passando per la vaccinazione. Ricordiamo infatti che il Green Pass tramite tampone ha una validità di 48 ore

Ma la proroga non è semplice né scontata. Bisogna infatti trovare un accordo a livello europeo, in quanto il Green Pass Ue ha una durata di nove mesi. L’Italia potrebbe decidere di muoversi in autonomia discostandosi dalle indicazioni europee, ma il primo tentativo sarà quello di trovare una strategia comune.

Qui sorge una riflessione non di poco conto. La decisione dell’Italia o dell’Europa si baserà su un dato scientifico, o sarà essenzialmente una decisione politica di aggiustamento dovuta a fattori incalzanti? E, in tal caso quale effetto in termini di sicurezza o tranquillità genererà sul cittadino ligio e rispettosi delle leggi?

In attesa del verdetto, cerchiamo di capire cos’è successo da giugno in poi, nel paese che deve fare i conti con la realtà.

Per superare le grida e le oggettive incongruenze governative, come si è comportato il Paese reale per sopravvivere nell’applicazione della normativa attuale?

Semplice. I ristoratori ed i baristi, in modo particolare nelle regioni a vocazione turistica, per non perdere la clientela, improvvisarsi  gendarmi e farsi odiare dai clienti, o rischiare pesanti multe, hanno saputo essere inventivi.

Si è escogitato un modus operandi, cacciando all’interno dei locali coloro che  asserivano di essere vaccinati  o tamponati, riservando la permanenza all’esterno dei locali a contatto con la natura, confortati dal panorama e dai  romantici tramonti  a coloro che tampone o vaccino che sia, erano privi del green pass.

Senza troppe riserve mentali, il paese che lavora e produce ha reagito per sopravvivere e, ironia della sorte, privilegiando gli inosservanti.

La cronaca ci racconta fatti curiosi con minacce ai ristoratori o facezie del genere, da parte di ambo le categorie, perchè gli scontenti ci sono e saranno in ogni caso.

Non ci interessano i piccoli episodi e badiamo al sodo. I nostri esercenti hanno cercato di sopravvivere, lasciando più di uno scontento, ma se la stanno cavando alla grande. C’è sta qualche protesta da parte di turisti stranieri che non capivano il perché delle corsie obbligate.

Gli italiani che non dimentichiamo oltre ad essere “un popolo di santi, sono navigatori” e  voltagabbana, capita l’antifona si sono adeguati e, alla bisogna e pur vaccinati hanno cercato di sopravvivere e godere al meglio le vacanze, esibendo o meno il passaporto sanitario.

Per fortuna, o purtroppo, l’estate sta finendo. E quindi ci aggiorniamo tra un mesetto, quando mangiare all’aperto non sarà più tanto desiderabile. E vedremo cosa si inventeranno i prodi cacciatori di discriminazioni.

Tra pochi giorni dovrebbero entrare in vigore le già enunciate ulteriori norme restrittive che toccheranno in modo particolare le limitazioni dei trasporti pubblici. Non intendiamo imitare il governo nel lancio di notizie contradditorie.

Interverremo con dati certi nei prossimi giorni.

La partita è aperta, ma l’inventiva di esercenti che giocano sulla loro pelle e di cittadini accorti, farà indubbiamente la differenza.

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Articolo pubblicato il 26/08/2021