Il primo Garibaldi d'Italia

La statua dell'Eroe a Luino (di Alessandro Mella)

Capitò un giorno di tornare a Luino (Varese) a far visita a cari parenti, discendenza di un ramo collaterale della mia famiglia che, nel corso della diaspora bellica, si portò in quella felice località lacustre.

E qui ebbi modo di apprezzare la bella statua di Giuseppe Garibaldi, imponente e con la spada orgogliosamente sguainata, innalzata sul lungolago. Ma cos’avrà mai di particolare questo monumento rispetto ai moltissimi che da decenni immortalano il generoso eroe in tutta Italia?

La risposta è tanto semplice quanto curiosa. L’effige del generale, che un tempo s’affacciava sul Lago Maggiore, e che fu poi un poco spostata, fu la prima statua edificatagli. Addirittura, quando questi era ancora in vita.

Tornato dal Sud America, ove si era recato in esilio dopo le stravaganti avventure mazziniane, Garibaldi sbarcò a Luino, lasciata Arona con due battelli, il 14 agosto del 1848 e qui, con i suoi volontari, tentò di sollevare la popolazione e si scontrò vittoriosamente con gli austriaci il giorno successivo sul lungolago.

Il desiderio di ricordare quel giorno eroico si fece sempre più vivo dopo la proclamazione del Regno d’Italia e nel 1863 l’idea di “monumentare” l’intrepido eroe nizzardo trovò proposta concreta grazie anche alla disponibilità dello scultore Puttinati che si offrì di prestare la sua opera gratuitamente:

 

Monumento a Garibaldi. Si ricorderà il nostro lettore che nel N.37 di questo giornale sotto la cronaca di Luino noi portavamo la notizia che la Giunta Municipale avea incaricata una Commissione per studiare ad avvisare i mezzi d’eternare la memoria di Garibaldi per il sempiterno ricordo degli atti del 28 agosto 1848 compiti sulla periferia di quel Comune.

Ora siamo lieti di riportare la circolare diramata dalla Commissione ai municipi, alle associazioni ed alle società operaie di tutta Italia.

«Luino, il 15 settembre 1863. Quindici anni or sono ed un mese, giorno per giorno, quando la Lombardia, quasi dimentica delle sue cinque giornale, sfiduciata di sé e di tutto, ricurvavasi silenziosa sotto il giogo straniero un generoso Cittadino cinto da un’aureola di gloria, nobilmente conquistata nell’altro emisfero, rialzava il tricolore stendardo dell’indipendenza e debellando a Luino le schiere austriache tentava richiamare l’Italia alla coscienza della propria forza e del prisco valore.

Era GARIBALDI - Quella vittoria era il primo alloro ch’Egli raccoglieva in patria e che ben presto contesto in splendida corona con quelli di Roma, di Palestrina, di Velletri, di Varese, di S. Fermo, di Como... doveva farlo foco d’ogni raggio di generosi propositi perché dai miracoli d’eroismo per esso operati in Sicilia ed al Volturno la redenzione di quella metà parte d’Italia fosse un fatto compiuto.

Debito di nazionale riconoscenza, lustro di storia patria, resta ancora desiderata un’opera monumentale che onorando il Grand’Uomo ricordi ai posteri la gloriosa genesi di tanti prodigi e benefici. Però il Comune di Luino sentendo come avventurosamente in lui cadesse speciale ragione d’iniziativa accoglieva con esultanza la proposta di una statua colossale di Garibaldi da collocarsi sulla piazza che, appunto dalla conseguitavi vittoria, dal suo nome si chiama ; e col verbale del 5 p. p. luglio della benemerita sua Giunta Municipale eleggeva i sottoscritti a costituire apposita Commissione con mandato di provvedere a tutti quei mezzi più corrispondenti alla dignità dello scopo ed alla migliore riescita del patriotico concetto.

Confidenti nel Nazionale concorso, poterono essi accettare il fiducioso incarico; ed ora desiderando dare all’assunto ufficio il più efficace principio, si rivolgono avanti ogni cosa con questa Circolare alla, Stampa liberale, alle Rappresentanze civiche ed a tutte le Associazioni politiche ed operaie.

Invitano pertanto la prima a coadiuvarli del suo valido sussidio sia col dare pubblicità alla deliberata patriotica impresa, sia aprendo il proprio ufficio e colonne alle particolari oblazioni. - Interessano le altre ad effettuare o promuovere nelle rispettive sedi speciali collette, mediante nomina di territoriali Commissioni od altrimenti, e quindi a mettersi in comunicazione diretta con questa Commissione Centrale in Luino, la quale sarà premurosa di spedire immediatamente ricevuta del denaro pervenutole e di pubblicare i nomi dei collettori ed offerenti.

La Commissione cadde unanime nelle seguenti deliberazioni: 1.a Il Monumento avrà dimensioni colossali ed importanza proporzionala all’ammontare delle offerte. 2.a Ogni eventuale eccedenza si volgerà a favorire altri progetti di consimile fine che in Italia fossero in via di attivazione o sarà erogata in opere di pubblica beneficenza patria. 3.a I nomi dei Comuni, Società o Corpi morali contribuenti per una somma non minore di lire cento saranno scolpiti sulla base del monumento. G. Cesare Strigelli, Giuseppe Lucchini — Achille Longhi».

Concittadini delle vecchie e nuove Provincie non vi sia quindi discaro di apporre la vostra firma per l’edificazione del monumento Garibaldi, e il nome di Garibaldi sarà indelebile sulle nostre sponde, come immortali ne saranno le gesta. (1)

Il Puttinati si dedicò appassionatamente all’opera che, inizialmente, fu prevista in pietra di Viggiù ma venne in realtà edificata con quella estratta nella cava di Brenno Useria ed offerta dai fratelli Cavezzari:

 

Il cav. Puttinati che si è offerto gentilmente ad eseguire il monumento di Garibaldi in questa piazza, ha già presentata alla Commissione il bozzetto per il suo lavoro, e su quello ha ordinato la conveniente armatura per poter modellare la statua. Sappiamo che da una cava di Viggiù verrà dato senza compenso il granito occorrevole.

Vedranno da ciò i nostri lettori che non passeranno molte lune che noi saremo avventurosi di accennare come fatto positivo lo stanziamento d'un monumento a Garibaldi sulla piazza di Luino precisamente là, ove combatté la prima battaglia contro il predone allemanno, a sempiterno onore e gloria di Colui che tolse ai borboni metà dell’Italia per ingemmarla coi fratelli di lingua e di costumi; di quell’Eroe di Marsala che volle unita e forte la nazione italiana. (2)

 

Tuttavia, l’impegno, massiccio e pur lodevole, della commissione nominata per raccogliere i fondi necessari non produsse i risultati sperati e i denari ottenuti furono del tutto insufficienti al punto che la stessa si dimise nel 1867 dopo aver fatto appello anche ai volontari della Terza Guerra d’Indipendenza. (3)

Nel frattempo, lo scultore aveva terminato la sua opera compreso il piedistallo (sul quale, nel 1885, venne applicato una fusione allegorica opera di Enrico Bazzaro) progettato dai fratelli Adami e realizzato da Pietro Monti.

Comunque sia, nel novembre 1867, la statua fu finalmente collocata nella sua prima sede ed inaugurata grazie all’intervento del comune. Ovviamente non senza qualche borbottio:

 

All'invito da noi fatto coll’antecedente numero perché persona più di noi competente ci somministrasse un giudizio critico sul Monumento Garibaldi testé erettosi in Luino, ecco quanto ci si scrive: La statua del Generale ha tre metri d’altezza e quattro circa il piedestallo per cui in complesso il Monumento s’alza a circa sette metri.

La statua è in pietra di Brenno ed il piedestallo in granito rosso.

Le linee di questo sono castigale e di proporzioni assai bene intese; forse però sarebbe riescito più elegante se alquanto più snello alla base, ma a tale rimarco contribuisce senza dubbio, se non n’è sola causa, la depressione del terreno su cui sorge, giacché se avesse occupato il centro della piazza, come ritenevasi, il necessario suo rialzo di circa un metro sarebbe andato a tutto vantaggio del piedestallo.

La statua fu con amore modellata dal signor Cav. Alessandro Puttinati e rappresenta il Generale vestito della tradizionale camicia che, sorreggendo colla sinistra mano l’americano suo mantello, colla destra impugna in atto fiero la spada accennando allo sterminio dello straniero.

La vivacità e la nobiltà dell’azione ricordano il celebre autore del Masaniello.

Due cose però principalissime mancarono per quell’effetto che ragionevolmente aspettavasi da un’opera assunta da si valente artista.

Il lavoro del suo scalpello, cioè, e la giusta lontananza del Monumento dal punto di veduta.

Per quali misteriose ragioni non siasi preferito di far ultimare la statua dall’istessa mano che l’aveva messa a punto ed abbozzata piuttosto che avvalersi del gratuito e preinteso lavoro del Cav. Puttinati è troppo difficile d’indagare senza cadere nell’assurdo, quindi è meglio il tacerne.

Circa l’infelice località destinata al Monumento basterà aggiungere all'appunto già fatto sulla depressione del terreno, quello che la maggiore distanza a cui può collocarsi l’osservatore è appena di dieci metri e che riuscirono infruttuose tutte le istanze dirette a qualsiasi spostamento quantunque avvalorato dal giudizio di un distinto artista in base del ricordato precetto di Michelangelo che la distanza del punto di vista di un Monumento deve essere almeno di tre volte la sua altezza e così nel caso concreto di ventun metri.

A chi la colpa di tutto ciò? Al Municipio od alla sua Commissione? - Ciò che è certo si è che trattandosi di un Monumento nazionale dovevasi rispettare meglio il sentimento artistico della nazione ricorrendo a persone in materia d’arte competenti. - Come accennammo antecedentemente, l’inaugurazione del Monumento Garibaldi è fissato pel 17 corrente. (4)

Fu, questa, la prima statua di Giuseppe Garibaldi ad essere eretta quand’egli era ancora vivente nella sua Caprera e nell’anno della fatal Mentana e della sfortunata campagna dell’Agro Pontino.

Nel 2015 l’Amministrazione Comunale di Luino provvide al restauro del monumento volendo saggiamente preservare un’opera che, scorgendola, ci ricorda tempi lontani ma gloriosi ed a cui, forse, dovremmo far maggiore riferimento nella nostra quotidianità per l’alto valore morale ed etico che le gesta di quei tempi ebbero. (5)

Alessandro Mella

NOTE

1) Il Lago Maggiore, 41, Anno VII, 10 ottobre 1863, p. 2.

2) Ibid., 8, Anno VIII, 20 febbraio 1864, p. 3.

3) Studi sulla storia della statua furono compilati dagli studenti delle Scuole Medie dell’Istituto Comprensivo “B. Luini” nel 2007. A loro ed ai loro insegnanti va un affettuoso e sincero ringraziamento per quest’opera meritoria.

4) Il Lago Maggiore, 46, Anno XI, 16 novembre 1867, p. 3.

5) Luino Notizie, 19 novembre 2015.

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Articolo pubblicato il 22/09/2021